
"Piacenza Jazz Fest 2013" - Gli appuntamenti in programma
dal 19 al 21 Aprile
Si richiamano gli appuntamenti in programma dal 19 al 21
aprile 2013, nell'ambito della decima edizione della manifestazione "Piacenza Jazz
Fest", che si fregia del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
ed è organizzata dall'Associazione culturale "Piacenza Jazz Club", con il sostegno
determinante della Fondazione di Piacenza e Vigevano, con il supporto della Regione
Emilia-Romagna, del Comune e della Provincia di Piacenza e con il contributo di
alcune importanti realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio.
Venerdì 19 aprile 2013
Rassegna "Jazz Club!" - Un festival nel festival
Tiziana Ghiglioni Trio - "Songs"
Tiziana Ghiglioni - voce
Riccardo Luppi - sax e flauto
Alberto Tacchini - pianoforte
Piacenza - "Milestone", Via Emilia Parmense 27 - ore 22.00
Ingresso euro 7 (è necessaria la tessera Piacenza Jazz Club o Anspi)
Sabato 20 aprile 2013
"La storia perduta del Jazz. Cinque secoli cancellati: 1400 - 1900"
a cura di Marcello Piras
In collaborazione con il Conservatorio "G. Nicolini" di Piacenza
Piacenza - Conservatorio "G. Nicolini" (Aula 14), Via S. Franca 35 - ore 15.00
Frequenza libera e gratuita
Domenica 21 aprile 2013
Mauro Ottolini Sousaphonix "Bix Factor"
Mauro Ottolini - trombone, sousaphone, voce; Vanessa Tagliabue
Yorke - voce
Stephanie Ocean Ghizzoni - voce; Vincenzo Vasi - voce, giocattoli
e theremin
Paolo Degiuli - cornetta; Mauro Negri - clarinetto,
sax alto
Stefano Menato - sax tenore, clarinetto, clarinetto, basso; Paolo
Botti - viola, dobro
Enrico Terragnoli - banjo, chitarra, podofono; Franz Bazzani
- pianoforte, armonio liturgico a pedali Galvan
Danilo Gallo - contrabbasso; Zeno De Rossi - batteria
Piacenza - Piazza Cavalli - ore 21.15 (in caso di maltempo il concerto si
terrà c/o lo Spazio "Le Rotative", Via Benedettine 66)
Ingresso libero
Giornata di studi
"Jazz from Hell: attraversando i mondi della musica con Frank Zappa"
In collaborazione con SIdMA - Società Italiana di Musicologia Afroamericana
Coordina il musicologo e presidente SIdMA Stefano Zenni.
Intervengono Marcello Piras, Michele Pizzi, Gianfranco Salvatore e Giordano Montecchi.
Piacenza - "Milestone", Via Emilia Parmense 27 - ore 10.00/13.00 – 15.00/18.00
Frequenza libera e gratuita
Rassegna "Il Jazz al Centro - Aperitivo Swing"
In collaborazione con la Direzione del Centro Commerciale "Gotico" di Piacenza
A Steam Jazz Band
Giulio Piola - tromba; Gianluigi Corvaglia - sax soprano
Fabio Ceresa - sax tenore; Stefano Calcagno - trombone
Valerio Chiovarelli - basso tuba; Alberto Zanetti - banjo
Paolo Franciscone - tamburo; Michele Scotti - grancassa
Piacenza - Centro Commerciale "Gotico" - Via Emilia Parmense 151 - ore 17.30
Concerto presso la "Piazza del Gusto", con aperitivo offerto dalla Direzione del
"Gotico". Ingresso libero
In occasione dell'iniziativa "Il Jazz al Centro", presso il Centro Commerciale "Gotico"
sarà esposta la mostra fotografica "Fermoimmagine - Scatti dai precedenti
Jazz Fest".
Official website: www.piacenzajazzfest.it
App: http://appstore.com/piacenzajazzfest2013
Info line: 348-6969333
Ufficio Stampa Piacenza Jazz Fest
Simona Cerri
Giornalista pubblicista
Al "Piacenza Jazz Fest 2013" prosegue la rassegna "Jazz Club!"
Tiziana Ghiglioni Trio al "Milestone" di Piacenza con il
progetto "Songs"
Venerdì 19 aprile alle ore 22.00
La decima edizione della manifestazione "Piacenza Jazz Fest", che si fregia del
patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è organizzata dall'Associazione
culturale "Piacenza Jazz Club", con il sostegno determinante della Fondazione di
Piacenza e Vigevano, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, del Comune e
della Provincia di Piacenza e con il contributo di alcune importanti realtà istituzionali
e imprenditoriali del territorio, torna venerdì 19 aprile 2013 con il secondo
appuntamento della rassegna "Jazz Club!".
Alle ore 22.00, presso il circolo culturale "Milestone" di Piacenza
(Via Emilia Parmense, 27), sede dell'Associazione "Piacenza Jazz Club", è, infatti,
in programma il concerto di Tiziana Ghiglioni Trio, che presenta il progetto
"Songs" (ingresso 7 euro con tessera Piacenza Jazz Club o Anspi; prenotazione
tavoli per la cena n. 340-8529748; i posti sono limitati e il tavolo va occupato
entro le ore 21.00). La nota vocalist Tiziana Ghiglioni sarà affiancata sul
palco da Riccardo Luppi al sax e flauto e Alberto Tacchini al pianoforte.
"Songs" è il titolo di un bellissimo progetto firmato dalla Ghiglioni e di un CD
registrato per l'etichetta "Splasc(h)", frutto di una pluridecennale collaborazione
tra la cantante, Riccardo Luppi e Alberto Tacchini, autore e arrangiatore di tutti
i brani, scritti in una forma-canzone concepita in modo determinato e funzionale
alla destinazione sonora. Composizioni scritte da un musicista che è solito pensare
alla musica sotto il profilo strumentale, ma che in questo caso elabora il materiale
pensando principalmente alla voce e in modo particolare ai testi, che per l'occasione
sono stati scritti dalla Ghiglioni. Determinante e di colore, come sempre in questo
trio, anche la scelta del sax e flauto, sia per l'impatto sonoro, sia per le linee
di fraseggio che spesso arricchiscono i temi e garantiscono all'organico caratteristiche
timbriche originali e piene, che si fondono, ma al tempo stesso mantengono riconoscibili
le rispettive personalità.
Tiziana Ghiglioni è un personaggio artistico schietto e sincero, nella musica
come nella vita: una personalità forte, forgiatasi ulteriormente tra tantissimi
musicisti, negli anni in cui in Italia è stata la prima cantante jazz. Nata a Savona
nel 1956, Tiziana inizia la sua formazione musicale negli anni '70, frequentando
i seminari del pianista e compositore Giorgio Gaslini e studiando tecnica vocale
con il soprano Gabriella Ravazzi. Fra le prime esperienze professionali c'è la tournée
teatrale con lo spettacolo "Shakespeare/Ellington" con lo stesso Giorgio Gaslini
e Giorgio Albertazzi. All'inizio degli anni ‘80 inizia la sua carriera di cantante
jazz e band-leader ottenendo immediatamente l'attenzione di pubblico e critica,
grazie anche alle recensioni del giornalista e storico del jazz Arrigo Polillo,
che commenta molto positivamente sia le sue prime esibizioni pubbliche, sia il suo
primo disco (Lonely Woman del 1981), inciso con il compianto Larry Nocella
al sax, Riccardo Zegna al pianoforte, Piero Leveratto al contrabbasso e un inedito
Luigi Bonafede alla batteria. L'accoglienza del primo disco è tale che già nella
seconda incisione (Sounds of Love del 1983) la cantante viene affiancata
da musicisti di fama internazionale come Kenny Drew al pianoforte e Niels-Henning
Ørsted Pedersen al contrabbasso. Negli anni successivi Ghiglioni afferma il suo
ruolo di spicco nel panorama del Jazz italiano collaborando con alcuni dei più noti
jazzisti nazionali, quali Luca Flores, Enrico Pieranunzi, Paolo Fresu, Franco D'Andrea,
Gianluigi Trovesi ed Enrico Rava e internazionali, come Chet Baker, Steve Lacy,
Mal Waldron, Paul Bley e Lee Konitz.
Pur essendo molto apprezzata per le sue esecuzioni del repertorio jazzistico tradizionale,
Tiziana Ghiglioni mostra una particolare predilezione per il Free Jazz e
per le contaminazioni in genere. Lei stessa afferma che la sua passione per il Jazz
è nata dopo aver ascoltato il saxofonista Archie Sheep, uno dei protagonisti del
movimento free. Non a caso, già nella sua prima incisione si cimentava con
un brano di Ornette Coleman, Lonely Woman, che dava anche il titolo all'album.
Quest'interesse per l'avanguardia è testimoniato, fra gli altri, dal disco Sonb
del 1992, che le è valso il secondo posto nella classifica dei migliori dischi della
rivista "Musica Jazz" e il soprannome di "First Lady" del jazz italiano (ad opera
dell'allora direttore della rivista Pino Candini). Fra le sperimentazioni più recenti,
il disco Rotella Variations, firmato assieme al violinista Emanuele Parrini
e appunto Songs, presentato in questa serata. La Ghiglioni è titolare della
cattedra di Canto Jazz presso il Conservatorio di Rovigo.
Questi i prossimi appuntamenti in cartellone nell'ambito della rassegna "Jazz
Club!": venerdì 26 aprile Riccardo Arrighini Trio; venerdì 3 maggio
Spare Time Trio Guest Emanuele Cisi; venerdì 10 maggio Petrocca
- De Aloe Quartet; venerdì 17 maggio Gianluca Di Ienno Trio Guest
Bebo Ferra.
Informazioni:
Associazione Culturale Piacenza Jazz Club - Via Musso, 5 - 29122 Piacenza
Web: www.piacenzajazzfest.it
App: http://appstore.com/piacenzajazzfest2013
E-mail: info@piacenzajazzclub.it;
segreteria@piacenzajazzclub.it;
biglietti@piacenzajazzfest.it
(solo per chi risiede fuori dalla provincia di Piacenza)
Tel. 0523.579034 - 348.6969333
Al "Piacenza Jazz Fest 2013" un interessante incontro formativo
"La storia perduta del Jazz. Cinque secoli cancellati: 1400
- 1900"
Marcello Piras al Conservatorio "G. Nicolini" di Piacenza
Sabato 20 aprile alle ore 15.00
La decima edizione della manifestazione "Piacenza Jazz Fest", che si fregia del
patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è organizzata dall'Associazione
culturale "Piacenza Jazz Club", con il sostegno determinante della Fondazione di
Piacenza e Vigevano, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, del Comune e
della Provincia di Piacenza e con il contributo di alcune importanti realtà istituzionali
e imprenditoriali del territorio, prosegue sabato 20 aprile 2013 con Il primo
dei tanti momenti di approfondimento in cartellone. Grazie alla lunga e proficua
collaborazione del "Piacenza Jazz Club" con la massima istituzione musicale piacentina,
il Conservatorio "G. Nicolini", viene presentata la conferenza "La storia perduta
del Jazz. Cinque secoli cancellati: 1400 - 1900" a cura del musicologo Marcello
Piras, in programma alle ore 15.00 presso l'Aula 14 dello stesso
Conservatorio (Via S. Franca 35), a frequenza libera e gratuita.
Il Jazz prese forma all'inizio del Novecento e si diffuse al tempo della Prima Guerra
Mondiale. All'inizio sembrava un'invenzione bizzarra e selvaggia. Negli USA il razzismo
regnava sovrano e i neri erano tenuti ai margini come appestati, così si immaginò
la nascita del Jazz come un miracolo accaduto nei bassifondi, in mezzo ad analfabeti
istintivi. Oggi il razzismo non regna più, ma la leggenda sì e c'è ancora bisogno
di spazzarla via. Una volta fatto ciò, si disegna un panorama ben diverso: il Jazz
è un ramo moderno di una genealogia lunga e antica, che le storie della musica tacciono.
La tratta degli schiavi africani ha deviato il corso degli eventi, lasciando segni
profondi nei documenti musicali scritti, non dal Novecento, ma dal Cinquecento;
fra essi, anche molti capolavori. Conoscendo questa storia, si pone il Jazz in una
corretta luce storica. Il seminario di Marcello Piras si propone di illustrarla
in sintesi e di analizzare alcune pagine di particolare pregio, esemplificative
di vari stili ed epoche.
Marcello Piras, classe 1957, è uno dei musicologi italiani fra i più apprezzati
al mondo e si occupa di musica jazz da quando aveva sedici anni. Ha pubblicato decine
e decine di saggi per le più prestigiose riviste musicologiche del mondo, ha insegnato
per molti anni a "Siena Jazz" e nelle più qualificate università e ha dato vita
alla "Sisma", la Società di studi musicologici afroamericani. Alla fine degli anni
'90, deluso dalla totale assenza di meritocrazia che ha sperimentato in Italia (lui
stesso parla di "peggiocrazia italiana"), decide di trasferirsi negli Stati Uniti:
l'amico Bill Russo lo invita a insegnare all'Università di Chicago, dove si ferma
per diciotto mesi, quindi un altro amico, Gunter Schuller, lo invita a insegnare
all'Università del Michigan. Il terrorismo e l'attacco alle Twin Towers del 2001
lo convincono a trasferirsi infine in Messico, dove attualmente vive, ma per tre
mesi all'anno fa ancora ritorno in Italia per insegnare al Conservatorio dell'Aquila.
Piras è critico nei confronti dello stato attuale del Jazz, come dichiara in un'intervista
rilasciata a Serafino Paternoster del sito "MisterJazz": «La fase creativa del jazz,
quella che guardava al futuro, si è fermata nel 1979. L'ultima generazione di creativi
è quella nata negli anni '50, a partire da Butch Morris. Nessun altro ha saputo
esplorare il suo strumento come Roscoe Mitchell. In Italia il linguaggio non si
è evoluto e si assiste troppo frequentemente a modelli scolastici. E questo riguarda
anche le superstar».
In base agli studi approfonditi di Piras, la musica jazz non nasce come musica improvvisata
e non nasce nel secolo scorso. Secondo lui, infatti, se si assume come punto di
vista quello spagnolo, i primi segnali di Jazz risalgono al 1500, mentre se si assume
come punto di vista quello del continente americano, allora il Jazz nasce nel 1600.
«Nel secolo scorso - dichiara - sono stati gli americani a vendere il jazz come
musica improvvisata. Hanno venduto la loro cultura insieme alle istruzioni per l'uso».
Quella del Jazz sarebbe, dunque, una storia tutta da riscrivere.
Informazioni:
Associazione Culturale Piacenza Jazz Club - Via Musso, 5 - 29122 Piacenza
Web: www.piacenzajazzfest.it
App: http://appstore.com/piacenzajazzfest2013
E-mail: info@piacenzajazzclub.it;
segreteria@piacenzajazzclub.it;
biglietti@piacenzajazzfest.it
(solo per chi risiede fuori dalla provincia di Piacenza)
Tel. 0523.579034 - 348.6969333
Al "Piacenza Jazz Fest 2013" la tradizionale "Giornata di studi",
la rassegna "Il Jazz al Centro" e uno spettacolare concerto all'aperto
Domenica 21 aprile
Mauro Ottolini Sousaphonix "Bix Factor"
Piazza Cavalli a Piacenza
Alle ore 21.15 concerto a ingresso libero nel cuore del centro storico cittadino
Giornata di studi "Jazz from Hell: attraversando i mondi della musica
con Frank Zappa"
al "Milestone" di Piacenza
Dalle ore dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00,
in collaborazione con SIdMA - Società Italiana di Musicologia Afroamericana
"Il Jazz al Centro - Aperitivo Swing":
A Steam Jazz Band al Centro Commerciale "Gotico" di Piacenza
Alle ore 17.30 ultimo concerto della rassegna presso la "Piazza del
Gusto"
La decima edizione della manifestazione "Piacenza Jazz Fest", che si fregia del
patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è organizzata dall'Associazione
culturale "Piacenza Jazz Club", con il sostegno determinante della Fondazione di
Piacenza e Vigevano, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, del Comune e
della Provincia di Piacenza e con il contributo di alcune importanti realtà istituzionali
e imprenditoriali del territorio, prosegue domenica 21 aprile 2013 con tre imperdibili
appuntamenti.
Alle ore 21.15 è in programma il concerto a ingresso libero Mauro Ottolini Sousaphonix
"Bix Factor", che si terrà all'aperto, in Piazza Cavalli a Piacenza, nel cuore del
centro storico cittadino (in caso di maltempo presso lo spazio "Le Rotative" di
Via Benedettine, 66). Sul palco una big band di dodici musicisti: Mauro Ottolini
al trombone, sousaphone e voce, Vanessa Tagliabue Yorke e Stephanie Ocean Ghizzoni
alla voce, Vincenzo Vasi alla voce, giocattoli e theremin, Paolo Degiuli alla cornetta,
Mauro Negri al clarinetto e sax alto, Stefano Menato al sax tenore e clarinetto,
Paolo Botti alla viola e dobro, Enrico Terragnoli al banjo, chitarra e podofono,
Franz Bazzani al pianoforte e armonio liturgico a pedali Galvan, Danilo Gallo al
contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria.
"Bix Factor" è il nuovo progetto discografico ed editoriale del musicista
veronese e del suo colorato ensemble "Sousaphonix". L'etichetta "Parco della Musica
Records" ne ha fatto un CD, al quale è allegato un romanzo/racconto scritto dallo
stesso imprevedibile Ottolini. L'album è un omaggio al grande trombettista, compositore
e cornettista statunitense Bix Beiderbecke ed è dedicato alla musica degli anni
‘20 e '30: un doppio cd con venti brani che fanno da colonna sonora a un racconto
fantastico, che ha come protagonisti personaggi dell'epoca che rivivono in musicisti
di oggi. Le parole del racconto e la musica si fondono in questo progetto unico
nel panorama del Jazz. Un film sonoro che fa vivere all'ascoltatore un autentico
viaggio nel tempo, immergendolo in una vera e propria avventura. Si ascolteranno
brani tratti dal repertorio jazz tra gli anni ‘20 e la metà degli anni ‘30, con
musiche della tradizione di New Orleans e Chicago che finora nessuno in Italia ha
mai inciso, compresi alcuni brani originali e il secondo movimento di Ebony Concert
di Igor Stravinsky, senza dimenticare incursioni nel Jazz più contemporaneo. Ottolini
e i suoi musicisti seguono una personale bussola, che punta verso il Jazz di New
Orleans, non nel senso revivalistico, ma nel recupero della polifonia, nella libertà
nell'uso dei materiali sonori e nel metterne a nudo le radici.
Mauro Ottolini, classe 1972, è uno dei musicisti più importanti del nuovo
Jazz italiano, come testimonia la classifica "Top Jazz 2012" della rivista "Musica
Jazz", che lo ha nominato "Musicista italiano dell'anno". Ė un polistrumentista
presente in moltissime formazioni italiane particolarmente creative e produce una
musica polistilistica, che travalica frontiere stilistiche, geografiche e temporali.
L'uso del mutevole trombone con le sue sordine, della saettante slide trumpet, del
corposo quanto agile sousaphone, lo ispira nel generare brani che esprimono una
personalità complessa, frutto di una storia personale che comprende musica classica
e operistica, popolare, jazz e afroamericana. Lasciata l'orchestra dell'Arena di
Verona per inseguire il suo vero amore, il Jazz, Ottolini si è velocemente imposto
come leader fantasioso e sorprendente. Alla sua ascesa hanno contribuito la fiducia
e la stima che altri grandi musicisti dimostrano per lui, chiamandolo regolarmente
nelle loro formazioni: Enrico Rava, Franco D'Andrea, Gianluca Petrella, Francesco
Bearzatti, Daniele D'Agaro e anche il grandissimo cantautore Vinicio Capossela.
Ottolini è ideatore e leader di molti progetti musicali che si sviluppano in veri
e propri lavori concettuali, sconfinando in forme d'arte che si intrecciano con
la sua musica. Da anni esprime il proprio talento eclettico come compositore e come
arrangiatore non solo per progetti a suo nome, ma anche per importanti formazioni
jazz, rock, pop e avant-garde.
Il concerto serale è solo l'epilogo di una domenica ricca di eventi. Per l'intera
giornata, infatti, al "Milestone" di Piacenza (Via Emilia
Parmense, 27) si svolgerà il convegno "Jazz from Hell: attraversando i mondi
della musica con Frank Zappa", a frequenza libera e gratuita (dalle ore 10.00
alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00). L'evento è organizzato dall'Associazione
culturale "Piacenza Jazz Club" e SIdMA - Società Italiana di Musicologia
Afroamericana e celebra il grande musicista statunitense Frank Zappa, la cui figura,
a vent'anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1993, ci appare sempre più grande
e complessa. Zappa si staglia come un nuovo paradigma della musica del Novecento,
una forza creativa che ha attraversato, frantumato e ricomposto molteplici prospettive
di genere, stile, storia. Questo convegno aspira a condurre il pubblico attraverso
un nuovo percorso, che sveli aspetti inediti, problematici della sua arte e al tempo
stesso apra nuovi orizzonti all'interpretazione della musica del nostro tempo. Le
relazioni, accessibili anche ai non specialisti, saranno arricchite da ascolti ed
esempi musicali.
La giornata sarà introdotta e coordinata da Stefano Zenni, musicologo e presidente
SIdMA e si svolgerà come di consueto in due parti, con quattro relatori di
grande rilievo musicologico: in mattinata interverranno Marcello Piras e
Michele Pizzi, mentre nel pomeriggio sarà la volta di Gianfranco Salvatore
e Giordano Montecchi.
Marcello Piras proporrà un intervento dal titolo Medio Evo yankee: Frank
Zappa contro Enrico VIII. Il catalogo, tuttora in disordine, dell'opera di Frank
Zappa presenta una spaccatura insanabile tra il desiderio di fare tutto e la capacità
di riuscirvi. Anche se dentro vi si trova davvero di tutto, il divario qualitativo
tra le varie componenti dell'opera del musicista mette a nudo la natura dell'uomo,
che non era un dio onnipotente, ma un musicista con obiettivi, doti e limiti suoi
propri, che si possono descrivere e decifrare. Questa pulsione enciclopedica di
Zappa non fu, peraltro, un caso isolato: ricorre, infatti, nella storia musicale
americana, in forme varie. Quella che assume in Zappa si spiega con le imprese e
i fallimenti dei suoi predecessori, da Gottschalk a Ornette Coleman, di fronte al
mito dell'America "terra della libertà" e alla scoperta che non solo non lo è per
nulla, ma che, anzi, vi sopravvivono tenaci alcune eredità dell'Inghilterra medioevale,
con cui tutti, compreso Zappa, hanno dovuto fare i conti.
Michele Pizzi affronterà il tema Frank Zappa o della provocazione.
Perché parlare di Zappa come "paroliere"? Perché si parla molto della sua musica,
meno dei suoi testi. La bibliografia che lo riguarda, in Italia, si può dividere
in tre categorie: biografie (perlopiù tradotte dall'originale inglese e fondate
su una ricchissima aneddotica), critica musicale (spesso basata sulla "raccomandazione"
personale del critico e su un criterio meramente quantitativo, le famigerate "stellette")
e traduzioni (in genere piuttosto spoglie di rimandi esplicativi). Tutti tendono
a trascurare, come chiave interpretativa del personaggio Zappa, il contesto in cui
le sue liriche nascono: storico, politico, culturale, sociale. Per analizzare i
suoi testi è invece molto più fecondo il metodo di scavare nei dintorni, aprire
"finestre", stabilire ponti concettuali, per scoprirne i multiformi riferimenti
e quantomeno cercare di individuare radici e suggestioni dello stile di un autore,
impagabile racconta-storie del nostro ‘900.
Dopo la pausa pranzo sarà la volta di Gianfranco Salvatore, con l'intervento
"Jazz is not dead": Frank Zappa e il Jazz. Tra i più pregnanti aforismi di
Frank Zappa, il cui umorismo prediligeva la sfera olfattiva, "Jazz is not dead:
it just smells funny", pronunciato nei primi anni ‘70, costituisce l'aromatica sintesi
di un rapporto controverso e periodicamente molto intenso. Disinteressato al Mainstream
e in genere all'eredità del Bebop, Zappa prediligeva i grandi individualisti della
musica afroamericana, Mingus, Monk, Dolphy: gli inimitabili. Aveva fra i suoi modelli
di orchestrazione e integrazione stilistica Don Ellis, ma soprattutto credeva nell'improvvisazione
come attività interdisciplinare, interculturale, interstilistica, sempre in tensione
fra gli estremi dell'esperienza "postcageana" e della pura teatralità. Ci credeva
al punto di teorizzare e praticare, come caporchestra in formazioni quasi sempre
molto eclettiche, l'"improvvisazione eterodiretta": una tecnica con la quale era
in grado di predeterminare stilisticamente gli apporti creativi individuali dei
suoi musicisti (secondo una prassi leaderistica che nel Jazz ha avuto i suoi artefici
da Ellington al primo Davis "elettrico") e che nei risultati collettivi anticipava
non solo Butch Morris, ma alcuni fra gli aspetti più avanzati della conduzione orchestrale
nel Jazz contemporaneo.
Giordano Montecchi chiuderà la giornata con la riflessione Frank Zappa:
l'Enciclopedia. Intertestualità e organizzazione sonora negli anni dei "Mothers".
In realtà è già trascorso mezzo secolo da quando Zappa ha iniziato a inventare il
proprio mondo musicale, tanto imprevedibile e originale quanto impregnato di miriadi
di influssi, modelli, stereotipi, parodie. Il laboratorio più formidabile, quello
in cui presero forma le idee più dirompenti e durature furono i "Mothers of Invention".
Anni in cui l'inventiva di Zappa ha una densità vorticosa, un sincretismo linguistico
e una frenesia progettuale fusi in modi certamente ineguagliati in quello scorcio
d'anni (e forse non solo in quelli), che fanno di lui una sorta di moderno Rabelais.
Alle ore 17.30, al Centro Commerciale "Gotico" di Piacenza, in Via
Emilia Parmense 151, è in programma il terzo e ultimo appuntamento della rassegna
"Il Jazz al Centro - Aperitivo Swing", collaterale alla manifestazione "Piacenza
Jazz Fest" e organizzata dal "Piacenza Jazz Club" in stretta collaborazione
con la Direzione del Centro Commerciale. La rassegna propone il concerto a ingresso
libero del gruppo marciante A Steam Jazz Band, che sfilerà lungo la galleria
del centro commerciale, per poi salire sul palco allestito presso la "Piazza del
Gusto" (interna alla galleria stessa). Durante la perfomance sarà offerto un aperitivo
a tutti i visitatori, in collaborazione con l'azienda "Perini & Perini", per arricchire
i momenti musicali con un ulteriore tocco di convivialità. Sul palco Giulio Piola
alla tromba, Gianluigi Corvaglia al sax soprano, Fabio Ceresa al sax
tenore, Stefano Calcagno al trombone, Valerio Chiovarelli al basso
tuba, Alberto Zanetti al banjo, Paolo Franciscone al tamburo e
Michele Scotti alla grancassa.
"A Steam Jazz Band" è un divertente ensemble di giovani musicisti impegnati nella
riproposta e rilettura degli originari repertori afroamericani del Dixieland e di
New Orleans. Il Jazz nasceva proprio nella principale città della Louisiana agli
inizi del secolo scorso, a partire dalla diffusione dei corpi bandistici, introdotti
dalla cultura europea e che qui trovarono il terreno e l'occasione per una nuova
espressione. Allo stile "nero" della "Nouvelle Orléans", si affiancò e fuse quello
"bianco" del "Dixieland", motto popolare per indicare le povere terre del Sud degli
Stati Uniti. Il nome della band, "A Steam Jazz Band", si rifà a quella leggendaria
"età del vapore" nella quale ebbe origine il rivoluzionario linguaggio musicale:
gli "steamtrains" della Southern Railway trasportavano fra il centro e la periferia
degli States uomini, idee e idiomi; giganteschi piroscafi conducevano gli emigrati
europei verso il sogno americano e i primi jazzmen si esibivano a bordo delle "steamships"
che solcavano le acque del Mississippi.
Lungo la galleria del Centro Commerciale "Gotico" sarà esposta una parte
della mostra fotografica "Fermoimmagine - Scatti dai precedenti Jazz Fest",
che offre una selezione dei migliori scatti dei fotografi ufficiali della manifestazione
(Angelo Bardini, Roberto Cifarelli, Danilo Codazzi, Paolo Guglielmetti, Fausto Mazza
e Marco Rigamonti). Le immagini (montate su forex di 70x100 cm) bloccano un frammento
di creatività o di relax dei tanti artisti intervenuti nelle nove precedenti edizioni
del "Piacenza Jazz Fest".
Informazioni:
Associazione Culturale Piacenza Jazz Club - Via Musso, 5 - 29122 Piacenza
Web: www.piacenzajazzfest.it
App: http://appstore.com/piacenzajazzfest2013
E-mail: info@piacenzajazzclub.it;
segreteria@piacenzajazzclub.it;
biglietti@piacenzajazzfest.it
(solo per chi risiede fuori dalla provincia di Piacenza)
Tel. 0523.579034 - 348.6969333
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