
Addio a Davide Santorsola, scompare a soli 53
anni il pianista e compositore pugliese
Stroncato da un male incurabile, si è spento a soli 53 anni il pianista e compositore
pugliese Davide Santorsola.
Una vita troppo breve vissuta tutta dentro la
musica che ne permeava la sua anima. Sempre attento all'estetica del suo pianismo,
alla ricerca di un'intensità tangibile, al rispetto per la tradizione e alla profondità
del linguaggio musicale, Santorsola era indubbiamente considerato uno dei capostipiti
del jazz contemporaneo pugliese. Punto di riferimento per molti, collega tra
i più autorevoli, lascia un grande vuoto e un senso di smarrimento che questo tipo
di eventi immancabilmente comportano.
Viveva a Trani per la quale aveva un
amore particolare e alla quale ha dedicato un video, "Tua Trani", di Andrés Arce Maldonado,
con il brano "Seascape", suonato in piano solo e registrato a Tokyo nel 2004 per
l'album "Sonority". Un delicato e raffinato omaggio ad una meravigliosa città rappresentata
in modo egregio sia dalle immagini che dalla musica e che rappresenta a pieno la personalità
umana ed artistica del M° Davide Santorsola.
Nato nel 1961, autodidatta dall’età d’otto anni, la sua attività musicale
è continua ed intensa ad incominciare dalla seconda metà degli Anni '70, nell’ambito
di molteplici contesti, in principio d’indirizzo rock e blues, in seguito sempre
più distintamente di genere jazz. Compiuti gli studi di pianoforte e concluse le
prime significative esperienze in band di spicco della provincia barese (fra tutte
si ricordano qui i quartetti con i chitarristi Nico Stufano e Dino Acquafredda),
verso la fine degli Anni '80, forma, con il contrabbassista Maurizio Quintavalle
ed il batterista Mimmo Campanale, il suo primo trio, in scena poi stabilmente per
circa venti anni. Il Davide Santorsola trio rinnova le sonorità proprie del bebop
e del jazz mainstream contemporaneo, proponendo repertori originali e di standards.
Il trio, in più, diviene presto anche una sezione ritmica di riferimento, al fianco
di solisti guest d’eccezione, sui palchi dei jazz club e dei jazz festival di maggior
rilievo principalmente del Mezzogiorno.
Dall‘85 al ‘90, nel frattempo, Davide frequenta i Corsi Nazionali di Perfezionamento
“Siena Jazz” con il M° F. D’Andrea e i Corsi Internazionali d’Alto Perfezionamento
presso l’Accademia Musicale Pescarese con il M° E. Pieranunzi. Frequenta con profitto,
inoltre, la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna,
conseguendo, nel 1991, la laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello
Spettacolo.
Il suo talento incontra ovunque l’interesse crescente di pubblico e di critica,
così, dagli Anni ’90 in poi, collabora, regolarmente, sia live sia in studi di registrazione,
con musicisti di altissima levatura, tra i quali si ricordano Phil Woods, Lee Konitz,
Urbie Green, Benny Golson, Luis Agudo, Dave Liebman, Bobby Watson. L’elencazione,
tuttavia, enumera una rosa di artisti ben più ampia e ricca.
Ospite in vari programmi di rassegne e festival specializzati, periodicamente, svolge
tournée da un Continente all’altro - si ricordano, nel 1996, i concerti di solo
piano in U.S.A alla Steinway & Sons Hall, alla New York University e alla Ellington’s
House, a seguito del prestigioso riconoscimento “First Prize Jazz Section G. Gershwin
Award”, ricevuto in occasione dell’International Piano Competition Ibla Grand Prize
(fra gli altri, in giuria, presenziavano Ruth Ellington, sorella del Duca, e Alan
Gershwin, figlio del compositore George).
D’estrema importanza, inoltre, il legame stretto, dal 2004, con il contrabbassista
giapponese Kiyoto Fujiwara, sodalizio, questo, che produce una lunga fortunata serie
di tour in estremo oriente - si ricordano qui, a nome del Kiyoto Fujiwara trio,
i concerti in Giappone nel 2004 al festival Jatsugatake Jazz Street, al Fukuoka
Blue Note e al Nagoya Blue Note.
Davide registra, ad oggi, una ventina di album, dei quali nove come leader ed autore:
Quiet (1989); Broceliande Fairy Tales (1991); Tambor Sagrado (1994); Be Tune (1996);
To Bill Evans (1998), Rhythm And Changes (2004); Sonority (2005); Stainless (2012);
Horizon (2012).
Con pari impegno si dedica alla didattica. Pubblica per i tipi della Universal-Ricordi
i metodi Jazz - L’arte dell’armonizzazione (2000), J.A.D.A. - Appendice con armonizzazioni
ragionate (2001) e Jazz – L’arte dell’armonizzazione, complete edition (2004), e
cura le traduzioni in italiano dei volumi "John Valerio, Bebop jazz piano", "Scott
Miller, Rock keyboard", "Mark Harrison, Blues piano" della Hal Leonard Keyboard
Style Series (2004/2005).
Docente di Pianoforte Jazz presso il Conservatorio statale di musica “S. Giacomantonio”
di Cosenza e professore freelance di Pianoforte e Armonia jazz presso diversi conservatori
italiani.
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