Ronny Jordan, simbolo dell'acid jazz, muore all'età di
soli 51 anni

Ronny Jordan, chitarrista e tra i principali rappresentanti
dell'acid-jazz negli anni '80 e '90 è deceduto lo scorso 13 gennaio 2014. Aveva
soltanto 51 anni e le cause non sono note.
Ronny Jordan nasce il 29 novembre nel 1962 a Londra, secondo di sette figli. Suo
padre, un diacono, crebbe i piccoli anche dopo la morte della madre, anche lei
un ministro della chiesa. "Sono cresciuto con le musiche di Beatles, Hendrix,
Clapton, Motown, Ray Charles, Nat King Cole, Sinatra, Sam Cooke, Memphis, Cat
Stevens, e della Gospel Music. Il reggae era proibito in casa, ma io ero
completamente affascinato da Marley e lo sono tuttora. Ma mai avrei pensato che
un ragazzino di 4 anni con un ukulele avrebbe dedicato tutto il resto della sua
vita a diventare un musicista, autore e produttore." Ronny Jordan è l'uomo della
musica jazz contemporanea, uno che non si spaventa nello sperimentare e nel
prendere un genere rivisitandolo completamente.
Verso la metà degli anni Settanta, i suoi gusti musicali si orientano verso
Herbie Hancock and Return to Forever, i Crusaders e I grandi chitarristi jazz:
Wes Montgomery, George Benson, Kenny Burrell e Grant Green, alla musica dei
quali rende omaggio con la sua attuale band, composta da Mark Sherman al piano,
Wayne Batchelor al basso e Israel Bannerman alla batteria. La svolta nella
carriera artistica di Jordan avviene nel 1990, dopo aver sentito un disco
hip-hop: nel 1991 firma con la Universal Island e debutta con "The Antidote"
(1992), in cui appare l'hit di Miles Davis "So What", riletto in chiave moderna.
La sua composizione ‘After Hours' è ormai diventata un classico. Ronnie Jordan
ha pubblicato cinque album per la Blue Note Records, N-Coded Music e Universal
Island. Nominato per il Grammy nel 2001 per ‘A Brighter Day', Jordan ha compiuto
diversi tour nell'ultima decade, partecipando ad importanti festival in Africa,
Asia, Australasia e America.
Il movimento acid jazz lo ha portato a conoscenza di molti famosi artisti e fan
già dal 1992, anno del suo cd di debutto ‘The Antidote', seguito da ‘The Quiet
Revolution' (1993), ‘Bad Brothers' (1994), ‘Light To Dark' (1996), ‘A Brighter
Day'(2000) e ‘Off The Record'(2001), ‘At last' (2003), After "8" (2004).
Il suo genio creativo gli è valso i favori della critica e la vittoria, tra i
vari riconoscimenti ricevuti, del ‘Gibson Guitar Best Jazz Guitarist Award' e
del ‘The MOBO Best Jazz Act Award' per non parlare della nomina ai Grammy.
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