
Bologna Jazz Festival: presentato il progetto didattico Massimo Mutti - Prima Edizione
Lezioni, conferenze e master class dedicati alla
musica jazz, con il quintetto statunitense degli Opus 5 ospite d'eccezione;
un doppio concerto conclusivo di allievi e docenti del Conservatorio di Bologna
nella cornice dell'Oratorio San Filippo Neri; una borsa di studio che consentirà
a tre allievi di partecipare ai Corsi Internazionali di Perfezionamento della Fondazione
Siena Jazz-Accademia Nazionale del Jazz. Sono solo alcuni degli ingredienti della
prima edizione del "Progetto didattico Massimo Mutti", intitolato
e dedicato al ricordo del compianto fondatore e ideatore del rinato Bologna Jazz
Festival.
La presentazione del progetto si è tenuta stamani a Bologna nella sala conferenze
della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, alla presenza del consigliere delegato
per le attività culturali della Fondazione Maura Pozzati, del direttore del
Conservatorio di Bologna Donatella Pieri, e del direttore artistico del Bologna
Jazz Festival Francesco Bettini.
Il Progetto didattico è infatti promosso dall'Associazione culturale Bologna
in Musica con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
e in collaborazione con il Dipartimento Jazz del Conservatorio "G.B.Martini"
di Bologna.
Questa prima edizione prevede la residenza settimanale del quintetto statunitense
Opus 5 (che suonerà tra l'altro il 6 e il 7 novembre alla Cantina Bentivoglio
e l'8 novembre al Torrione San Giovanni di Ferrara) che sarà protagonista di
clinics di strumento e master class di arrangiamento al Conservatorio di Bologna,
per produrre uno spettacolo conclusivo dedicato alla musica sacra afro-americana
nell'opera dei compositori Duke Ellington e Charles Mingus. I seminari si svolgono
da domani a venerdì nei locali di via Ca' Selvatica 11, succursale del Conservatorio
di Bologna
Alle attività didattiche si aggiunge una conferenza di Stefano Zenni, studioso,
giornalista e critico di jazz tra i più apprezzati in Italia, oltre che docente
al Conservatorio di Bologna. L'appuntamento si svolge mercoledì 6 novembre
alle ore 11 nella sede di via Ca' Selvatica 11: Zenni traccerà le linee guida del
Progetto fornendo una chiave di lettura storico-musicologica sul rapporto tra la
composizione di Ellington e Mingus e la musica sacra afro-americana. La conferenza
è aperta anche al pubblico esterno al Conservatorio.
A conclusione dell'attività didattica saliranno sul palco la Big Band del
Conservatorio diretta da Massimo Morganti, accompagnata dal Coro Polifonico
"Città di Tolentino" diretto da Aldo Cicconofri, e l'Ensemble Moanin
del Conservatorio, sotto la guida dei docenti internazionali. Il concerto conclusivo
è in programma domenica 10 novembre in due turni a ingresso gratuito,
alle 17.30 e alle 21.30, nella cornice dell'Oratorio San Filippo Neri, in via
Manzoni 5 a Bologna. Il repertorio sarà dedicato alla musica sacra afro-americana
alla luce dell'opera dei compositori Duke Ellington e Charles Mingus con composizioni
come i Concerti Sacri di Ellington e alcuni classici mingusiani, vere e proprie
trasposizioni originali di noti spiritual della tradizione statunitense.
In apertura della serata concertistica, alle 21.15, sarà assegnato il Premio
Massimo Mutti, una borsa di studio che consentirà a tre allievi del Dipartimento
Jazz del Conservatorio, selezionati dal corpo docenti del progetto, di partecipare,
nell'estate dell'anno prossimo, ai Corsi Internazionali di Perfezionamento realizzati
dalla Fondazione Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz.
Domenica 10 novembre – ore 17.30 e ore 21.30 - Oratorio San Filippo Neri, via Manzoni
5
"AFRO-AMERICAN SACRED SKETCHES: FROM ELLINGTON TO MINGUS"
Big Band del Conservatorio "G.B. Martini" di Bologna e Coro Polifonico "Città
di Tolentino" Musiche di Duke Ellington Direzione della Big Band di
Massimo Morganti Direzione del Coro di Aldo Cicconofri
Ensemble "Moanin" degli allievi del Conservatorio "G.B. Martini" di Bologna
Musiche di Charles Mingus Direzione di Boris Kozlov, Alex Sipiagin,
Donald Edwards, David Kikoski e Seamus Blake
Ingresso gratuito
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"Progetto didattico Massimo Mutti"
Conservatorio di Musica G. B. Martini: Il Dipartimento Nuove Tecnologie e
Linguaggi Musicali – Scuole del jazz
Il Conservatorio "G. B. Martini" di Bologna negli ultimi anni ha ampliato l'offerta
formativa arricchendo di nuovi percorsi il Dipartimento di Nuove Tecnologie ed incrementando
la pianta organica delle cattedre delle Scuole del Jazz. Questi investimenti ed
innovazioni aderiscono all'obiettivo di offrire ai propri allievi (sono più di 110
gli iscritti all'A.A. 2013/2014 alle Scuole del jazz nei Corsi di Triennio e Biennio)
una preparazione di alto livello nell'ambito della didattica arricchita oltremodo
con la produzione musicale d'arte. Questa produzione è il frutto di un sempre più
stretto dialogo con le realtà culturali, sociali e produttive del territorio.
Presso il Conservatorio sono attivi i Corsi di diploma accademico di primo livello
(Trienni) e di Secondo livello (Bienni) in: Batteria e percussioni jazz, Canto jazz,
Chitarra jazz, Clarinetto jazz, Contrabbasso jazz, Pianoforte jazz, Saxofono jazz,
Tastiere elettroniche, Tromba jazz, Trombone jazz, Violino jazz
Per accedervi occorre il possesso di una adeguata preparazione musicale e bisogna
sostenere un esame di ammissione; per iscriversi occorre essere in possesso di un
diploma di scuola secondaria superiore o altro titolo di studio conseguito all'estero,
riconosciuto idoneo.
Le Scuole del jazz del Conservatorio "G. B. Martini di Bologna" annoverano alcuni
tra i più validi solisti, arrangiatori, compositori e didatti in Italia come: Giampaolo
Ascolese, Paolo Ghetti, Massimo Greco, Tomaso Lama, Massimo Morganti, Fabrizio Puglisi,
Paolo Silvestri, Diana Torto Stefano Zenni. Il referente dei Consigli di Corso delle
Scuole del Jazz - e insegnante di Chitarra Jazz, referente principale del progetto
didattico in analisi - è Tomaso Lama.
"Progetto didattico Massimo Mutti"
Chi sono gli OPUS 5, i docenti internazionali
Tromba e Musica D'Insieme - Alex Sipiagin
Alex Sipiagin è nato in Russia l'11 giugno 1967. Ancora adolescente,
viene selezionato al Moscow Music Institute, dove perfeziona gli studi classici
e inizia a interessarsi al jazz. Nel 1990 Alex vince il 1° premio al concorso per
giovani musicisti jazz della città di Rostov. Nello stesso anno viene invitato a
partecipare al Concorso Internazionale "Louis Armstrong" e decide di trasferirsi
a New York. Dopo aver lavorato per circa un anno come freelance, nel 1992 ottiene
un ingaggio fisso allo Sweet Basil con l' Orchestra di Gil Evans. Successivamente
diventa membro stabile dell'orchestra Zebra Coast di Gil Goldstein, della Concert
Jazz Band di George Gruntz e nella band di Bob Moses. Nel 1995 i trombettisti Earl
Gardner e Randy Brecker fanno entrare Sipiagin nella Mingus Big Band nella quale
suona regolarmente ancor oggi, così come nella Mingus Dynsty e nella Mingus Orchestra.
Parallelamente Dave Holland lo invita ad unirsi regolarmente ai suoi numerosi progetti
musicali. Ha inciso e realizzato numerose tournèe con Michael Brecker, Eric Clapton,
Dr. John, Aaron Neville, Elvis Costello, Dave Sanborn e moltissimi altri grandi
nomi del panorama internazionale. Molte delle sue incisioni hanno ricevuto delle
nominations ai premi Grammy. Come solista ha una decina di album alle spalle e con
i suoi gruppi ha girato un po' ovunque nel mondo. Come didatta collabora in qualità
di docente con la New York University e tiene clinics in tutto mondo.
Sassofono e Musica D'Insieme - Seamus Blake
Nato a Londra nel 1969 e cresciuto a Vancouver in Canada, Seamus
Blake è da qualche anno uno dei più rilevanti e apprezzati sassofonisti della scena
jazzistica internazionale. Iniziati gli studi musicali con il violino all'età di
nove anni si avvicina in seguito al sassofono suonando il contralto nell'orchestra
del suo liceo. Passato al tenore, frequenta successivamente il Berklee College di
Boston, entrando in contatto con molti grandi musicisti. Dopo il trasferimento a
New York all'inizio degli anni '90, Blake inizia a suonare e incidere con Victor
Lewis, Billy Drummond, Kevin Hays, Bill Stewart e Dave Kikoski, formando anche dei
propri gruppi con cui incide a suo nome. Tra i vari album ricordiamo: "Stranger
Things Have Happened", "The Call", "Four Track Mind", "Echonomics", "The Bloomdaddies",
"Way Out Willy", il doppio "Live in Italy", recensito con quattro stelle e mezzo
su Down Beat Magazine, e "Bellwether". Seamus Blake ha inoltre collaborato regolarmente
con il gruppo di John Scofield e la Mingus Big Band, oltre che con Conrad Herwig,
Alex Sipiagin, Dave Douglas e Wycliffe Gordon. Di particolare rilievo è anche il
quartetto "Sangha", un collettivo in cui Blake è accanto a Kevin Hays, Larry Grenadier
e Bill Stewart. Seamus Blake è un musicista aperto a molteplici influenze contemporanee
ma con forti radici nella storia del jazz. La sua classe di grande improvvisatore
ha ottenuto un importante riconoscimento nel 2002, anno in cui ha vinto il prestigioso
Thelonious Monk Award come migliore sassofonista, premio assegnatogli da una giuria
comprendente Wayne Shorter, George Coleman e Joshua Redman.
Pianoforte e Musica D'Insieme - David Kikoski
Trasferitosi a New York nel 1984, dopo essersi formato al Berklee
College of Music di Boston, Kikoski non tarda ad affermarsi sulla scena musicale
jazzistica. La prima occasione importante gli viene offerta da Roy Haynes, segnando
l'inizio di una partnership che dura ancora oggi. Grazie a questa collaborazione
Kikoski ha modo di incontrare, suonare e incidere con musicisti del calibro di Randy
Brecker, Joe Henderson, Ron Carter, Al Foster e Buster Williams. All'inizio degli
anni '90 Kikoski fa parte del quartetto di Bob Berg, e incide a proprio nome diversi
dischi, collaborando con numerosi grandi musicisti tra cui John Scofield, Peter
Erskine, Red Rodney, Ravi Coltrane, Chris Potter, Joe Henderson, Joey Baron, Mike
Stern, Chick Corea, Toots Thielemans, Eddie Gomez, Pat Metheny, Victor Lewis, Tom
Harrell, Gary Thomas, Marcus Miller, la Mingus Big Band e Michael Brecker. Nel 2001
Roy Haynes invita Kikoski a unirsi alla sua nuova all-stars band, comprendente Dave
Holland, Roy Hargrove, Kenny Garrett, Nicholas Payton e Christian McBride per effettuare
delle tournée e un'incisione, che ha ricevuto una nomination ai Grammy Awards. Più
recentemente David Kikoski ha collaborato con la "Soul Bop Band" di Randy Brecker
e Bill Evans, e i Brecker Brothers. Musicista di grandi doti tecniche e di forte
spessore jazzistico, Kikoski è anche uno dei musicisti più generosi che ci siano
sulla scena. Il suo stile trae ispirazione da svariate fonti e presenta un distillato
sapientemente equilibrato della storia del piano jazz, vista attraverso l'ottica
di un musicista che ne vive l'evoluzione costantemente in prima linea da oltre tre
decenni sulla scena internazionale.
Basso e Musica D'Insieme - Boris Kozlov
Da vent'anni protagonista della scena jazz newyorchese e internazionale,
il due volte vincitore del Grammy Award Boris Kozlov è noto in qualità di arrangiatore
e direttore musicale della Mingus Big Band, Dynasty e Orchestra, nonché come leader
di diversi progetti musicali, dividendo il palco con mostri sacri come Michael Brecker,
Ray Barreto, Lew Tabakin e molti altri. Nato a Mosca e cresciuto musicalmente dapprima
in ambito accademico e successivamente nell'Orchestra militare dell'Unione Sovietica,
Koslov si è ben presto avvicinato al mondo del jazz lavorando con continuità con
i migliori colleghi russi, fino alla consacrazione critica con la vittoria del titolo
miglior giovane talento del Ussr Jazz Journal, a seguito della quale sceglierà di
continuare la propria carriera negli Stati Uniti. Approdato a N.Y.C. Nel 1991, Boris
inizia a suonare nella band di Buddy De Franco e immediatamente trova ingaggi nei
più svariati contesti della scena latin e jazz della Grande Mela. suonando con una
impressionante schiera di musicisti di fama quali, Bobby Watson, Bob Berg, Benny
Golson, James Moody, Dizzy Reese, Brian Lynch, Eddie Palmieri, Michel Petrucciani,
Joe Locke, Victor Lewis, Jeff Tain Watts, Antonio Sanchez, e moltissimi altri. Il
corso della sua carriera lo ha visto condividere con continuità tournèe e registrazioni
in studio con molte delle edizioni della Mingus Dynasty e con i gruppi di McCoy
Tyner, Maceo Parker, Toots Thielemans e Clark Terry, arrivando a partecipare a oltre
150 incisioni e imponendosi anche come stimato docente e apprezzato arrangiatore
in tutto il mondo.
Batteria e Musica D'Insieme - Donald Edwards
Donald Edwards è nato nel 1966 da una famiglia di musicisti,
il padre Dock, pianista classico e la madre Geraldine, una nota interprete vocale.
Ha iniziato a suonare musica all'età di undici anni a Opelousas, Louisiana, approfondendo
gli studi alla Southern University di Baton Rouge, Louisiana, sotto la guida del
maestro Alvin Batiste, per poi trasferirsi in qualità di docente presso l'Università
di New Orleans e infine a New York, dove continua a dare il suo contributo anche
in ambito didattico, ma dove soprattutto si è imposto come uno dei più richiesti
e apprezzati musicisti della scena jazzistica. Il trampolino newyorchese lo ha proiettato
su scala internazionale consentendogli di esibirsi in tutto il mondo con alcuni
dei migliori musicisti di sempre, come Freddie Hubbard, Terence Blanchard, Donald
Harrison, Jesse Davis, Greg Tardy, Carmen Lundy, Kevin Mahogany, Javon Jackson,
Ellis Marsalis, Wessell Anderson, Orrin Evans, Wynton Marsalis, The Mingus Big Band
/ Orchestra, Charlie Hunter, Russell Malone, Stefon Harris e Mark Whitfield. Le
sue radici legate alla tradizione di New Orleans, unitamente alla frequentazione
della migliore scena di New York, ne fanno un musicista versatile in grado di primeggiare
nei più svariati contesti musicali dalla tradizione, al modern jazz passando con
disinvoltura anche nei territori dell'hip-hop, R&B, funk e musica gospel. Sia in
qualità di band leader che di sideman, Edwards è coinvolto nella produzione di numerosi
progetti discografici sempre in compagnia di colleghi illustri, da Joey Calderazzo,
agli Opus 5, alle tante incisioni con la Mingus Big Band e Orchestra.
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