
Lettera aperta di Paolo Damiani al Presidente della Regione Calabria, dott. Giuseppe Scopelliti Caro Scopelliti,
come forse sapra' mi sono dimesso dalla direzione artistica del
Roccella Jazz:ho investito 32 anni di vita sul festival, e - anche grazie al mio
prestigio di artista- sono riuscito a portare musicisti di fama mondiale in Calabria.
Per ragioni varie, nel tempo si e' creato un passivo di bilancio che negli ultimi
due anni ha prodotto ritardi nei pagamenti di artisti, alberghi, fornitori ed altri
soggetti, tutti coloro che con competenza e passione hanno contribuito a creare
un evento culturale di grande prestigio, un modello a cui decine di festival si
sono ispirati in tutta Europa: forte identità e originalità del progetto, creazione
di eventi in prima mondiale, spazi per nuovi talenti, residenze d'artista, orchestre
giovanili, seminari e master class di assoluta qualità, convegni: un autentico Cantiere
fondato sull'eccellenza delle produzioni originali, dei concorsi di composizione,
dell'ibridazione di linguaggi diversi(poesia, letteratura, video, teatro, danza...),
fino alla qualita' inaudita del suono. L'assenza di un vero grande sponsor ha ulteriormente
penalizzato Rumori Mediterranei, rendendo complicata la vita del festival. (Dove
sono i Callipo e i Versace?). Pertanto le mie dimissioni sono state un atto dovuto
e inevitabile. Le scrivo per chiederle un segnale forte da parte della Regione:
il festival rappresenta una risorsa straordinaria per la Calabria e per l'Italia,
e il passivo e' ben poca cosa se paragonato ad esempio a quello del Maggio musicale
fiorentino, che la Regione Toscana ha recentemente azzerato.
Il mio progetto e' semplice:
e' necessario mettere l'associazione culturale Jonica - che da sempre promuove,
gestisce e rende possibile il Roccella Jazz- in grado di far fronte ai debiti pregressi,
individuando un soggetto politico-istituzionale(Regione? Comune?) che convogli risorse
e consensi sul Festival e che affianchi l'Acj nella gestione del Festival. I due
soggetti devono poter garantire le risorse necessarie per tempo: un grande evento
culturale si progetta con anni di anticipo, creando sinergie internazionali e intercettando
fondi europei, nonché facendo rete con altri festival, associazioni europee dei
Conservatori, creando rapporti con Rai e SIAE etc. Qualora si creassero le condizioni
suddette, Le garantisco il mio impegno per rilanciare Rumori Mediterranei, creando
nel 2014 una grande edizione che coinvolga molti centri in tutta la Regione e tanti
artisti che amano il festival e che da esso molto hanno avuto: non alludo solo a
me stesso ma ad amici come Paolo Fresu, Enrico Rava, Stefano Bollani, Danilo Rea,
Uri Caine, Django Bates e mille altri. Perche' non pensare ad esempio ad un'orchestra
di nuovi talenti calabresi, magari diretta da bacchette prestigiose che si alternino
alla sua guida, anche insieme ai Conservatori Calabresi? Il tutto nella condivisione
di quell'ottica di sistema che ha evidentemente informato il Suo progetto "Calabria,
terra di festival". Recenti ricerche hanno dimostrato che non solo con la Cultura
si mangia, ma anche che ogni euro investito nella valorizzazione del territorio
e nella diffusione della cultura musicale ritorna indietro moltiplicato per sette,
come ben sanno gli albergatori e gli operatori turistici della Locride, che da sempre
ci aiutano con la generosita' tipica dei Calabresi. Il festival ha ormai acquisito
un know-how straordinario nella gestione dell'evento, sarebbe suicida disperdere
questo patrimonio: che non e' ne' mio ne' suo, ma appartiene a tutti. come ha detto
David Byrne, " il futuro non e' scritto, questo e' il suo bello". Andiamo oltre,
vogliamo scriverlo insieme? Ci possiamo incontrare e parlarne?
Con amicizia, Paolo
Damiani
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