
| Pubblichiamo il seguente comunicato inviatoci dai musicisti Max De Aloe
e Mirko Guerini i quali denunciano mancati pagamenti da parte di uno dei festival jazz
più rinomati d'Italia e al quale, secondo una lettera/denuncia di Egidio
Ventura, direttore
artistico del Lamezia Jazz, nel 2012 sono stati erogati
finanziamenti per 470 mila euro attraverso due distinte richieste, una per
Rumori Mediterranei ed una per Top Jazz:
Lettera aperta
all'assessore Mario Caligiuri, da parte di Egidio Ventura, in qualità di
Presidente dell'Ass. Musicale Bequadro
(23/08/2012)
Denuncia del direttore artistico: 470.000 euro a
Roccella Jonica e 0 euro a Lamezia Jazz e Peperoncino Jazz (31/08/2012)
Anche altri musicisti e operatori del settore cominciano a denunciare lo
stesso "trattamento".
Spiace dover dar voce a queste denunce che degradano l'immagine di un
festival storico e importante come quello di Roccella e degradano un Paese che è
già allo sbando grazie alla politica ed ora lo è ancora di più grazie ai noi
stessi! Ma riteniamo necessario che queste informazioni si divulghino per far
chiarezza e per sperare che il lavoro di tutti venga rispettato come è giusto e
sacrosanto che sia.
Ci rivolgiamo quindi ai due attuali direttori artistici, Paola Pinchera
e Vincenzo Staiano, che hanno sostituito l'altrettanto storica
direzione artistica di Paolo Damiani, per ricevere la loro posizione
circa quanto qui riportato.
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La breve e triste storia del grande Festival
(con
finanziamenti pubblici) e dei musicisti non pagati.
Tra pochi giorni a Roccella Jonica e molti comuni limitrofi partirà la trentatreesima
edizione del "prestigioso" festival jazz di Roccella Jonica, considerato da molti
anni uno dei festival jazz più importanti d'Europa.
Un festival che vanta contributi e/o patrocini della Regione Calabria, della Provincia
di Reggio Calabria e dei comuni di Monasterace, Locri, Gioiosa Jonica, Casignana,
Bivonci, Martone oltre, ovviamente, a Roccella Jonica.
Un festival organizzato dall'Associazione Culturale Jonica, il cui presidente è
Sisinio Zito, ex Senatore della Repubblica Italiana e vice-sindaco del comune di
Roccella Jonica. Sulla carta tutto meraviglioso e tutto votato a sostegno della
cultura e della musica. Ma, come sempre più spesso succede nel nostro belpaese,
c'è un ma.
Fatta questa premessa, è ovvio che in qualità di musicista di jazz colgo con grande
piacere l'invito di suonare lo scorso agosto al festival calabrese insieme al mio
quintetto anche se già qualche collega musicista mi aveva avvisato di qualche problemino
di insolvenza del festival. La nostra serata è stata tenuta a Monasterace e presentata
dalla sindaco anti-mafia Maria Carmela Lanzetta (che scopro ora di essere dimissionaria
da pochi giorni).
Il risultato è che dopo aver suonato, che per chi fa questo mestiere vuol dire LAVORO
con cui "si campa la famiglia", avendo anticipato spese di viaggio, iva sulla fattura
e oneri contributivi per i musicisti impegnati, il compenso a distanza di un anno
non è mai arrivato, tantomeno le risposte alle sollecitazioni di pagamento. Ma la
cosa indegna è che questo non succede solo con il nostro gruppo ma riguarda diversi
gruppi e musicisti sia italiani sia stranieri che hanno partecipato al festival.
Ma la cosa più vergognosa è che mi sono confrontato con decine e decine di colleghi
(che possono fornire la loro testimonianza e far visionare i contratti) che non
hanno ricevuto compensi dopo due, tre, quattro anni.
Da più di vent'anni faccio professionalmente il musicista di jazz e non mi era mai
capitato di assistere a una simile situazione né in Italia, tantomeno all'estero.
C'è addirittura una mailing-list dei lavoratori mai pagati da questo festival di
Roccella Jonica. Lo stesso direttore artistico, il noto violoncellista Paolo Damiani,
ha abbandonato la direzione artistica perché sfibrato da questa situazione. Mentre
quest'anno la direzione è riservata a Paola Pinchera e Vincenzo Staiano (vicepresidente
dell'associazione e factotum del festival) e già da anni attivi nel festival.
Nella mailing list dei "mai pagati" da Roccella Jazz si riceve spesso una mail di
un musicista parigino che è attonito dal fatto che anche quest'anno, nonostante
tutto, il festival si faccia e nessuno parli di cosa c'è dietro.
Sì, è così, il festival va avanti in pompa magna sfoderando la parola Cultura e
quest'anno è arrivato alla sua trentatreesima edizione e non ha paura di mostrare
sul suo sito la modalità per donare il 5 per 1000 all'associazione culturale jonica
a sostegno della cultura pur ricevendo tanti soldi pubblici per la sua realizzazione.
Mi chiedo come si possa portare avanti un'idea della musica come veicolo culturale
se non si ha il rispetto del lavoro per chi la musica l'ha scelta come professione.
Come si possa parlare di cultura se non si ha la considerazione di un elemento essenziale
del vivere in società: il rispetto del lavoro. Il non pagare così tanti artisti
che hanno portato la loro musica in quell'angolo della Calabria con entusiasmo,
professionalità, talento e passione porta allo svilimento della loro persona e della
loro arte.
E, tristemente, non è più solo un problema di denaro.
Max De Aloe
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