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Riceviamo e pubblichiamo dall'Associazione
Culturale Jonica a seguito del
comunicato di denuncia pubblicato in data 11 agosto 2013 e a
firma dei due musicisti Max De Aloe e Mirko Guerrini.
Ringraziamo l'Associazione Culturale Jonica per aver in modo
tempestivo fornito delle motivazioni ma auspichiamo che gli elementi
che oggi bloccano i pagamenti si snodino quanto prima. Tutti
vogliamo che il Roccella Jazz Festival possa svolgere la nuova
edizione 2013 senza questi strascichi polemici sperando che chi di
competenza comprenda quanto questo festival abbia fatto e ancora
possa fare per quel territorio prima sconosciuto ai più. |
Accogliamo volentieri il Vostro invito a rispondere a quanto riferito nel
comunicato
n. 21118, dell'11 agosto 2013, ove si toccano due temi:
a. le scelte dell'Amministrazione regionale calabrese
quanto all'erogazione di finanziamenti per iniziative in campo jazzistico;
b. i ritardi, purtroppo in
qualche caso consistenti, nel pagamento dei corrispettivi dovuti ad alcuni artisti che si sono esibiti nelle scorse
edizioni del Festival. A. Siamo onorati dalle valutazioni assai positive espresse su Rumori Mediterranei
e Top Jazz Festival di Reggio Calabria dall'Amministrazione regionale (Peraltro al finanziamento del Top
Jazz di Reggio Calabria abbiamo rinunciato e la manifestazione non si è svolta) all'esito di un procedimento
di gara la cui legittimità non è stata contestata da alcuno: il primato che ci è stato riconosciuto, grazie
alla storia ultratrentennale del Festival ed alle proposte presentate per il futuro, non comporta certamente
giudizi di disvalore per altre manifestazioni, né arbitri o incompetenza dei valutatori, o addirittura "offese
al pudore", come si legge, peraltro senza alcuna sensata motivazione, nelle livorose lettere da Voi pubblicate; B. La ragione del ritardo nel pagamento dei compensi ad alcuni artisti consiste
esclusivamente nell'ampio decorso di tempo tra l'assegnazione dei contributi pubblici e l'effettiva erogazione
dei medesimi. In altri termini, al passaggio di mesi, od anni, tra l'attribuzione del finanziamento pubblico
e la reale disponibilità del denaro, derivante da lungaggini burocratiche incompatibili con qualsiasi principio
di economicità di gestione (come ben sa qualsiasi creditore della P.A.). Questo fenomeno, così come
la disattenzione assoluta di possibili sponsor privati (Roccella è il solo Festival di rilevanza internazionale
che non beneficia, da anni, di una sola sponsorizzazione privata di rilievo: forse per la sua collocazione "in
un angolo della Calabria"?), è stato più volte da noi indicato agli artisti creditori come unica causa del ritardo,
e denunciato nel pubblico dibattito, sia attraverso la stampa (v. le lettere aperte pubblicate da jazzitalia.net),
sia, da ultimo, nella nostra risposta all'esortazione al boicottaggio del Festival formulata via internet
da Mirko Guerini. Risposta che questi, e il suo co-firmatario Max De Aloe, preferiscono ignorare, trovando
più comodo, anziché affrontare le reali cause dei problemi che affliggono il sostegno pubblico alla
cultura (per non dire l'intero ambito dei pagamenti e delle erogazioni della P.A.) lanciarsi in invettive moralistiche
ed esortazioni alla distruzione di una rassegna che ha offerto opportunità e visibilità al jazz, soprattutto
italiano ed europeo, già in anni in cui le stesse espressioni "jazz italiano" e "jazz europeo" erano
considerate meri ossimori. La storia di Rumori Mediterranei non è "breve" né "triste": sta per partire la trentatreesima
edizione, che ospiterà, accanto a notissime personalità del jazz statunitense, italiano ed europeo,
molti giovani musicisti, ed uno spazio privilegiato per la musica di Israele ed il rapporto tra jazz e cultura
ebraica. Nessuna "pompa magna", ma ricerca di nuove idee, senza dimenticare la strada percorsa; dietro Rumori
Mediterranei non ci sono i sinistri maneggi vagheggiati da Guerrini e De Aloe, ma la costante volontà
di continuare a meritare la fiducia degli artisti e, soprattutto, del pubblico, nonostante difficoltà davvero
inenarrabili.
Associazione Culturale Jonica
| Mirko Guerrini ci invia una rettifica nella
quale ci informa della sua estraneità dal
comunicato
n. 21118, dell'11 agosto 2013,
inviatoci da Max De Aloe e pervenutoci come co-firmato. Ci scusiamo
per l'informazione errata ma abbiamo pubblicato quanto ci è stato
inviato. Spett.le redazione
e per conoscenza all'Associazione Culturale Jonica
mi trovo erroneamente coinvolto in una discussione dove mi si
attribuisce la paternità del comunicato stampa relativo alla
situazione del Festival Jazz di Roccella Jonica di Max De Aloe.
Questa è un'informazione del tutto priva di fondamento in quanto il
comunicato è frutto dell'iniziativa personale di Max De Aloe.
Oltretutto l'errore ha ingenerato prese di posizione da parte della
Direzione del Festival di Roccella Jonica del tutto indebite, in
quanto mi si attribuiscono cose che non ho mai detto, non avendo nè
previsionato, nè letto nè tantomeno firmato il suddetto comunicato.
Vogliate provvedere alla pubblicazione di una rettifica atta a
specificare la mia estraneità alla vicenda anche con eventuale
pubblicazione della presente.
Mirko Guerrini
16 agosto 2013 |
..::Risposta di Max De Aloe
Bastavano delle scuse pubbliche degli organizzatori di Roccella Jazz su questo
sito per fare perlomeno bella figura e invece, anche in questa risposta, si delinea
protervia e la volontà di apparire solo come delle vittime.
Penso che sia molto comodo continuare a trincerarsi dietro la lungaggine dei fondi
non erogati.
Ci sono artisti che aspettano di essere pagati da tre, quattro anni e sono molti.
E non sono solo musicisti.
Dalla risposta ufficiale di Roccella Jazz si evince che nessuno di loro è disposto
a prendersi delle responsabilità personali, in linea con una logica frequente in
questo paese dove la colpa è sempre di qualcun altro.
Si evince che non ci sono firme con nomi e cognomi di persone e soprattutto non
ci sono scuse a chi aspetta da anni.
I detrattori della cultura diventeremmo io, Mirko Guerrini e i tanti musicisti che
in questi giorni si sono lamentati di non essere stati pagati soprattutto sulle
pagine di Facebook, attraverso i giornali, blog e Jazzitalia.
Diventeremmo noi musicisti che lavoriamo tutti i giorni per e con la musica i nemici
della cultura, quelli che vorrebbero affossare un festival.
Cari responsabili di Roccella Jazz siete voi che avete creato le condizioni per
affossare da soli il vostro festival.
Il vostro festival si sta distruggendo nell'ovvietà che non siete più professionali
nella gestione. Ormai tra musicisti, incontrandosi nei concerto in giro per l'Italia,
se capita che qualcuno citi Roccella Jonica, si finisce tristemente a parlare di
assegni, di cambiali, di avvocati, di raccomandate a cui nessuno ha dato risposta
(come è capitato anche due mesi fa alle mie due raccomandate che vi ho mandato).
Nessuno, purtroppo, e sottolineo purtroppo, ha più voglia di citare in altro modo
quell'importante e prestigioso festival che era Roccella Jonica che indubbiamente
ha dato tanto, tantissimo alla nostra musica.
Non nascondetevi dietro a un dito e analizzate perché siete riusciti in questi anni
ad arrivare a questo punto.
Nei contratti che ognuno di noi ha firmato non c'era nessuna postilla che i cachet
sarebbero stati saldati solo a ricevimento da parte vostra dei fondi di finanziamento
al festival.
Per cui la scusante dei fondi non arrivati non giustifica nulla. Soprattutto a distanza
di anni.
Nessuno di voi organizzatori cita mai i contanti che vengono incassati ai concerti.
L'anno scorso abbiamo suonato davanti a qualche centinaia di persone che hanno pagato
tutti un regolare biglietto.
Di quei soldi non abbiamo visto un euro. Ma forse la storiella degli enti che non
vi hanno pagato è comoda da raccontare.
E non cerchiamo di travisare le cose.
Nessuno di noi ha mai scritto cose contro la Calabria (come viene scritto nella
pagina "difendiamo roccella jazz") terra nella quale ho personalmente spesso suonato
e nella quale sono sempre stato accolto con professionalità, entusiasmo e sempre
regolarmente pagato per i miei concerti.
Tantomeno nessuno di noi ha messo in dubbio la vostra onestà di gestione del denaro
del festival.
Che tristezza dover perdere tutti noi e voi del tempo in queste cose.
Ma quando penso di essere partito insieme ai musicisti del mio gruppo da Milano
con due Punto a metano, di esserci fatti più di 3000 km, di essere stati occupati
per tre giorni, di aver svolto il nostro regolare concerto, di aver anticipato spese
di carburante, di autostrada, di ENPALS, di IVA sulla fattura, di tasse già pagate
sulla fattura stessa, di essere stati lasciati fuori da un hotel insieme a decine
e decine di musicisti per ore perché l'hotel si rivaleva con questo atto su di noi
per i soldi non avuti, ecco, quando penso a tutto questo la mia battaglia per avere
i soldi diventa primaria. Una battaglia che non è più solo per il denaro, anche
se personalmente è tanto quello che mi dovete (con cui potrei pagarmi la retta dell'asilo
dei miei figli per un anno) ma è una battaglia di coerenza e rispetto. Non è più
solo denaro è il sentirsi privato di un diritto che non ha più relazione con la
musica. Il diritto di chi non pretende un trattamento privilegiato da artista, ma
solo da semplice lavoratore.
I primi a cercare di risollevare Roccella Jazz dovete essere voi organizzatori.
Fate i pagamenti e in una lettera pubblica scusatevi con i creditori.
Max De Aloe, martedì 13 agosto 2013
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