
Nel Ridotto del Verdi di Pordenone debutto per la rassegna "Piano Jazz"
dall'11 aprile tre serate in cui la voce del pianoforte incrocia le
rotte del Jazz
Chris Jarret, Martin Tingvall e Cesare Picco i protagonisti
internazionali

Nel Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone debutta "Piano Jazz", che realizza una
nuova collaborazione fra il Teatro e il Circolo culturale Controtempo e si inserisce
nel più ampio focus sul jazz realizzato dal Comunale pordenonese in questa stagione.
In un periodo in cui tutto si spegne e l'entusiasmo fatica a farsi strada, si vuole
accendere un'idea capace di restituire luce al temperamento artistico del musicista
attraverso la poesia del jazz. È così che si è delineato il nuovo progetto "Piano
Jazz": da un'intuizione nata ascoltando i diversi talenti del panorama internazionale,
che per mezzo del pianoforte conciliano tecnica e sensibilità musicale dando vita
alle infinite declinazioni del jazz e dall'idea che ci siano ancora mille sfumature
che il suono del piano può offrire alla voce del jazz.
Tre serate – 11 e 26 aprile, 4 maggio, alle 20.45 – con tre splendidi protagonisti
8Chris Jarret, Martin Tingvall e Cesare Picco - per immergersi in un'atmosfera più
intima dove la capacità evocativa del pianoforte consente al musicista di entrare
direttamente a contatto con il pubblico, quasi non ci fosse più un palco a separarli,
ma solo la percezione delle emozioni nelle diverse suggestioni di volta in volta
suggerite dal Jazz.
Ecco che allora, il piano diventa il comune denominatore grazie al quale si incontrano
le nuove tendenze del jazz e il jazz diventa la voce poliglotta che consente di
superare i confini e abbattere le frontiere linguistiche per fare incontrare su
uno stesso palco artisti di nazionalità differenti. La voce del pianoforte incrocia
così le rotte del jazz.
I biglietti costano 10 euro, info:
www.comunalegiuseppeverdi.it;
tel. 0434 247624. E seguici su facebook
giovedì 11 aprile
CHRIS JARRETT
Fratello minore del ben più noto Keith, Chris Jarrett nasce ad Allentown, Pennsylvania.
Una volta diplomato in pianoforte e storia della musica inizia a vagabondare per
il mondo fino quando, nel 1985, approda in Germania, dove risiede tuttora. È di
questo periodo il suo primo disco ("Dance On The Volcano"), la musica per il balletto
"For Anne Frank" ed il suo primo lavoro sinfonico ("Loves Me Not"). La sua musica
nasce dal forte desiderio di comunicare. Ignora ogni dettame stilistico, ma utilizza
le strutture della musica classica e la libertà dell'improvvisazione jazz. Lo spettro
del suo modo di esprimersi musicalmente è ampio: selvaggio, ritmico, ironico, epico,
melancolico, bizzarro, mistico e variopinto.
venerdì 26 aprile
MARTIN TINGVALL
"EN NY DAG"
Con "En ny dag", Martin Tingvall dona ai suoi ascoltatori uno sguardo ad un altro
aspetto del suo cosmo musicale. E questo avviene dopo aver collezionato un successo
dietro l'altro con il Tingvall Trio, anche su scala internazionale, aver di recente
scalato la Jazz Charts arrivando al primo posto con l'album "Vägen" e aver ricevuto
dai critici il premio ECHO JAZZ "Ensemble of the Year, National" sia nel 2010 che
nel 2012.
"En ny dag (un nuovo giorno) è superlativo: un giusto equilibrio tra splendide e
malinconiche melodie, con echi di Chopin e Grieg, e, a sorpresa, diversi temi giubilanti
e assertivi che potrebbero essere usciti dalle mani di Abdullah Ibrahim o Chris
McGregor".
(Guido Festinese, Alias 12.01.2013)
sabato 4 maggio
CESARE PICCO
"PIANO CALLING"
"Piano Calling", è un nuovo straordinario percorso in cui Cesare Picco si racconta
e ci racconta, attraverso il grandissimo senso melodico e la profonda spiritualità
del suo pianismo, trasformando il pianoforte in veicolo di storie che fotografano
l'attualità non solo musicale, ma anche sociale di questi difficili anni. Cesare
Picco, pianista in continua evoluzione e ricerca, propone in questo suo concerto
tratto dall'omonimo album, 14 tracce originali e inedite in cui per la prima volta
alterna brani di pura improvvisazione ad altri appositamente asciugati e ristrutturati
in un sorta di continua ricerca di essenzialità. I linguaggi musicali sembrano qui
prendere una forma definitiva: non è solo il non avere barriere stilistiche la cifra
portante di Cesare Picco, ma è di proporre un linguaggio che è ormai a sé stante
e che racchiude naturalmente stili musicali vissuti negli ultimi decenni.
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