Novità ECM di maggio
Dino Saluzzi Group
El Valle de la Infancia
Dino Saluzzi: bandoneon; José María Saluzzi: guitar, requinto guitar;
Nicolás "Colacho" Brizuela: guitar
Félix "Cuchara" Saluzzi: tenor saxophone, clarinet; Matías Saluzzi:
electric bass, double bass; Quintino Cinalli: drums, percussion
ECM 2370
Il musicista argentino Dino Saluzzi, compositore e bandoneonista, ritorna alle sue
radici con El Valle de la Infancia. Registrato a Buenos Aires, è il nuovo
album con la sua « band familiare » dopo Juan Condori del 2005. Qui Dino
è accompagnato da suo fratello Felix al sax tenore ed al clarinetto, da suo figlio
José María alle chitarre e dal nipote Matías ai bassi. Gli amici che fanno parte
del progetto sono il chitarrista Nicolás "Colacho" Brizuela, con la sua chitarra
a sette corde, internazionalmente conosciuto per la sua lunga collaborazione con
la cantante Mercedes Sosa, ed il batterista Quintino Cinalli, scelto da Dino per
espandere delicatamente il senso di libertà che caratterizza la propria musica.
« Questo lavoro vive di diversi generi » scrive Lepolodo Castilla nelle note di
copertina « da danze come la zumba al carnevalito passando per la chacarera… musica
che cattura le origini dell'Argentina del nord, un canto di gioia disperata ».
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Ketil Bjørnstad
Sunrise
Kari Bremnes: vocal; Aage Kvalbein: cello; Matias Bjørnstad:
alto saxophone
Bjørn Kjellemyr: bass; Hans-Kristian Kjos Sørensen: percussion;
Ketil Bjørnstad: piano
Oslo Chamber Choir conducted by Egil Fossum
ECM 2336
Ketil Bjørnstad aveva già esplorato la vita di Edvard Munch nel suo acclamato romanzo
Historien om Edvard Munch del 1993. Quando nel 2011 è stato invitato a scrivere
musica per coro, i suoi pensieri si sono rivolti nuovamente a Munch e agli scritti
ancora poco conosciuti del pittore norvegese. Con questi testi come guida, Bjørnstad
ha sviluppato Soloppgang ("Sunrise") sottotitolato "Una cantata sui testi
di Edvard Munch". Nelle note di copertina Bjørnstad osserva che « i testi scritti
da Munch possono essere paragonati ai suoi dipinti per potenza ed intensità. Egli
voleva essere scrittore tanto quanto pittore e perSunrise sono stati usati
testi di diversi periodi della vita dell'artista norvegese. Tutti questi testi ritraggono
dilemmi esistenziali: sopravvivere o essere distrutti, credere o osservare ». I
mutevoli umori degli scritti hanno ispirato un'impostazione delle musiche molto
diversificata. Sunrise è stato eseguito nel novembre del 2013, in occasione
del 150 anniversario della nascita di Munch, ottendendo un ottimo successo di critica.
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Jacob Young
Forever Young
Jacob Young: guitars; Trygve Seim: tenor and soprano saxophones;
Marcin Wasilewski: piano
Slavomir Kurkiewicz: double bass; Michal Miskiewicz: drums
ECM 2366
Forever Young propone inventività melodica e jazz ritmicamente e armonicamente
sofisticato composto dal chitarrista norvegese -americano Jacob Young e suonato
da un gruppo di brillanti musicisti suoi coetanei. Young ed il sassofonista Trygve
Seim sono amici fin dai tempi di scuola ed attivi sulla scena jazz norvegese da
anni, accompagnati in questo progetto dal Marcin Wasilewski Trio, piano, basso e
batteria con 20 anni di storia alle spalle. Questa registrazione segna la prima
collaborazione di Young con i polacchi, mentre Seim ha suonato a lungo con Marcin
Wasilewski ed il bassista Slawomir Kurkiewicz dato che tutti e tre sono membri del
gruppo di Manu Katché. Disegnato in egual modo da storie condivise e creatività
estemporanea, Forever Young è stato registrato al Rainbow Studio di Oslo
nell'agosto del 2013 ed è prodotto da Manfred Eicher.
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Myung Whun Chung
Piano
Myung Whun Chung: piano
ECM New Series 2342
Il debutto su ECM New Series di Myung Whun Chung - uno dei direttori d'orchestra
più celebrati - avviene come pianista, con un album registrato al Teatro La Fenice
che rappresenta anche la prima occasione in cui Chung ha inciso per pianoforte solo.
La carriera musicale di Myung Whun Chung iniziò proprio come pianista, suonando
in trio con le sorelle Kyung Wha Chung e Myung Wha Chung e contemporaneamente come
assistente di Carlo Maria Giulini presso la Los Angeles Philharmonic. Il tocco e
la sensibilità musicale dell'interprete hanno definito un nuovo album che raccoglie,
proiettando una nuova luce e in una amabilmente scorrevole sequenza, familiari brani
di repertorio, dalle Variazioni su "Ah! Vuos dirais-je, maman" K 265 di Mozart al
Notturno in Do diesis minore di Chopin al "Claire de Lune" di Debussy.
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Duo Gazzana
Poulenc/Walton/Dallapiccola/Schnittke/Silvestrov
Natascia Gazzana: violin
Raffaella Gazzana: piano
ECM New Series 2356
8 maggio - Feltrinelli Firenze
9 maggio - Feltrinelli Roma
Il secondo album del Duo Gazzana per la ECM New Series unisce opere del XX e del
XXI secolo caratterizzate da un potente piglio narrativo e da uno sguardo retrospettivo
alla storia della musica. Compositori di diversi paesi - Francia, Gran Bretagna,
Italia, Russia e Ucraina - presentano antiche forme musicali come la toccata, la
suite, il canone, le variazioni alla luce di nuove tecniche nello sviluppo compositivo,
in cui si riscontrano somiglianze e corrispondenze attraversano secoli, confini
geografici e forme espressive contrastanti. La Suite in the Old Style di Alfred
Schnittke è infatti un'allusione giocosa e poco convenzionale allo stile compositivo
del passato. Hommage à J.S.B, del compositore ucraino vivente Valentin Silvestrov,
evoca assonanze che rimandano al Maestro di Lipsia. Similmente, Luigi Dallapiccola,
nel suo divertimento Tartiniana seconda, risponde con maestria contrappuntistica
alla musica del compositore barocco Giuseppe Tartini. La Toccata di William Walton,
un brano di raro ascolto, scritto dall'autore appena ventenne, trabocca di idee
strutturali legate alle esigenze virtuosistiche della forma tradizionale della toccata.
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Harrison Birtwistle
Chamber Music
Lisa Batiashvili: violin; Adrian Brendel: violoncello; Till Fellner:
piano; Amy Freston: soprano; Roderick Williams: baritone
ECM New Series 2253
Generalmente considerato il principale compositore in Gran Bretagna nella generazione
seguente Michael Tippett e Benjamin Britten, Harrison Birtwistle non ha mai aderito
alle tendenze delle dominanti avanguardie della musica contemporanea, a parte l'estetica
open-minded del cosiddetto "Manchester Goup". Magia e mito, processi creativi rituali
e una ricerca delle origini hanno modellato il suo linguaggio musicale, che richiede
un forte impegno agli esecutori. Pierre Boulez lo ha definito selvaggio e indisciplinato,
fautore di un'espressione molto libera, i cui gesti sono indicativi di una forte
personalità che "va per la sua strada, senza sosta e ostinatamente; persegue il
suo scopo con una sorta di tranquilla implacabilità. In altre parole, è musica che
uno si deve guadagnare". Il trio per violino, violoncello e pianoforte costituisce
un'eccezione nella musica di Harrison Birtwistle, che assegna raramente formati
strumentali tradizionali. Tuttavia, ha onorato il "problema" dell'equilibrio fra
lo strumento a tastiera e i due strumenti ad arco alternando questi ultimi al pianoforte
e affidando loro delle figurazioni indipendenti. Al contrario, opere vocali con
accompagnamento strumentale non sono certo insolite nel catalogo di Birtwistle:
un'importante raccolta di questo genere è quella su testi di Lorine Niedecker (1903-1970),
un'opera scritta per il 90 ° compleanno del compositore Elliott Carter e poi legata
con altri spunti per formare quello che Birtwistle chiama un "bouquet"; nella loro
quasi weberniana brevità e concentrazione, queste miniature richiedono la massima
precisione, espressione e senso del tempo da parte degli esecutori. Il terzo lavoro
di questa registrazione, con il titolo che suona inizialmente criptico "Bogenstrich
- Meditazione su una poesia di Rilke", deriva da una romanza senza parole composta
nel 2006 per il 75 ° compleanno di Alfred Brendel; interpretato dal figlio di Brendel,
il violoncellista Adrian Brendel, e il pianista Till Fellner, è stato poi ha rielaborato
in più fasi e integrato in un ciclo per baritono, violoncello e pianoforte.
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