Jazzitalia - News: Novità ECM: Vijay Iyer, Billy Hart Quartet, Colin Vallon Trio, le ECM New Series e ECM Resolutions, sette album storici rimasterizzati da sorgenti analogiche.
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ECM

Vijay Iyer

Mutations
Vijay Iyer: piano, electronics; Miranda Cuckson: violin;
Michi Wiancko: violin; Kyle Armbrust: viola;
Kivie Cahn-Lipman: violoncello

ECM 2372

Mutations è il primo album di Vijay Iyer come leader per ECM, una registrazione che amplia la percezione del lavoro di questo pianista-compositore. Al centro di questo album vi è "Mutations I-X" una composizione per quartetto d'archi, piano ed elettronica. Un brano importante, costruito su cellule e frammenti che si muove tra diverse atmosfere; a tratti propulsivo, avvolgente, lirico, luminescente. Attraverso l'interattività tematica, l'intreccio di trame acustiche ed elettroniche e di alcuni decisivi interventi di improvvisazione in musica notata, Vijay Iyer ha creato una suite sfaccettata il cui argomento è il cambiamento. Iyer da un valore positivo al concetto di « mutazione" in questa musica, agendo al contempo come un improvvisatore e come una sorta di "lap top artist miscelando rumori e suoni diversi" e incoraggiando il processo di trasformazione. La suite è divisa da tre solo: "Spellbound and Sacrosanct, Cowrie Shells and the Shimmering Sea", una lettura in piano solo di una composizione degli esordi di Iyer, "Vuln, Part 2" e "When We're Gone", brani creati nell'estate del 2013. Le composizioni più recenti mettono il pianoforte in contrappunto con i ritmi creati elettronicamente e le estese tessiture della suite, facendo di quest'album un viaggio su un terreno mutevole.


Billy Hart Quartet
One Is The Other

Mark Turner: tenor saxophone; Ethan Iverson: piano; Ben Street: double bass; Billy Hart: drums

ECM 2235

Il secondo album ECM del quartetto di Billy Hart è uno dei più importanti della stagione ed è anche una grande dichiarazione d'intenti musicale. Il gruppo, già ampiamente acclamato con All Our Reasons nel 2011, raggiunge qui una espansività ancora maggiore. Le forti composizioni di Billy Hart, del pianista Iverson e del tenorista Turner, riflettono su un'ampia porzione della storia della musica e si distinguono per assoli vivaci e fantasiosi suggellati da un fantastico interplay. La grande esperienza di Billy Hart permette al gruppo di suonare più o meno qualunque cosa voglia, lasciando possibilità ai musicisti. C'è un grande senso di libertà e gioia in questa musica, e anche di dolcezza. Registrato a New York nel 2013.


Colin Vallon Trio
Le Vent

Colin Vallon: piano; Patrice Moret: double bass;
Julian Sartorius: drums

ECM 2347

Come il vento celebrato nel titolo dell'album, il Colin Valon Trio ha una sottile, insinuante forza. Partendo da un immaginario luogo silente la musica prende a respirare lentamente ma costantemente, aumentando di pressione fino a raggiungere una forza eruttiva. Il senso di rarefattezza poetica era già presente in Ruga, ma questa volta con il leader Vallon impegnato a scrivere la maggior parte dei brani e col nuovo batterista Julian Sartorius a dettagliare i suoi ritmi flottanti, il trio svizzero entra in un nuovo spazio dove il tocco e l'inflessione sono più importanti del gesto solistico. Le melodie si dispiegano lentamente tra il piano di Vallon ed il basso di Patrice Moret. Registrato al Rainbow Studio di Oslo nel 2013 e prodotto da Manfred Eicher.


ECM New Series

Mieczysław Weinberg
Sonata per violino solo n.3 op.126, Trio op.48, Sonatina op.46, Concertino op.42

Gidon Kremer: violino; Daniil Grishin: viola; Giedre Dirvanauskaite:violoncello; Daniil Trifonov: pianoforte; Kremerata Baltica

ECM New Series 2368-9

"Sono molto lieto che il mondo sta lentamente riconoscendo Mieczysław Weinberg come un compositore importante. Il suo grande collega, amico e mentore Dmitri Shostakovich ne sarebbe stato enormemente felice. Spero che molti artisti siano attratti dalla sua eredità musicale. Personalmente trovo che il tesoro delle sue composizioni rimane una costante fonte di entusiasmo e di ispirazione » dice Gidon Kremer. Nato a Varsavia nel 1919, Weinberg è autore di 7 opere, 22 sinfonie, 10 concerti, 17 quartetti per archi e un vasto numero di brani da camera. Il suo progetto di studiare negli Stati Uniti fu ostacolato dallo scoppio della Seconda Guerra, mentre quando i nazisti invasero la Polonia si rifugiò a Minsk e a Tashkent. Come molti compositori in Unione Sovietica, Weinberg fu costretto a negoziare la sua vita creativa nei margini di libertà tra la dottrina ufficiale e la necessità artistica. I brani incisi in questo doppio album si muovono fra gli estremi della complessa ed estesa Sonata per violino solo - un lavoro pieno di dinamismo, colori e articolazioni dettagliate - e l'avventurosa Sinfonia n.10, un'opera che lo porta a livello di Shostakovich e di Prokofiev.


Helena Tulve
Arboles lloran por lluvia

Charles Barbier, Taniel Kirikal: controtenore; Riivo Kallasmaa: oboe; Marco Ambrosini: nyckelharpa; Helena Tulve: glasses, wind chimes; Ensemble Vox Clamantis, Ensemble Hortus Musicus, NYYD Quartet, Estonian National Syphony Orchestra

ECM New Series 2243

Nata nel 1972 in Estonia, Elena Tulve ha completato la sua formazione musicale a Parigi. Attingendo a una vasta gamma di fonti d'ispirazione, la sua musica è nutrita sia da correnti contemporanee sia antiche. In composizioni inconfondibilmente sue, vengono incorporati alcuni aspetti del canto gregoriano, delle melodie della tradizione ebraica yemenita, dei testi Sufi e sefarditi, della poesia mistica cristiana. Per questo secondo album ECM di Elena Tulve - il primo, molto acclamato dalla critica, porta il titolo Lijnen (ECM 1955) - è da sottolineare l'ottima prestazione dei solisti, in particolare del soprano e arpista Arianne Savall in "Silenzi / larmes", "L'Équinoxe de l'âme" nel brano che dà il titolo all'album.


Erkki-Sven Tüür
Sinfonia n.7 "Pietas", Concerto per pianoforte
Laura Mikkola: pianoforte; Frankfurt Radio Symphony Orchestra, NDR Choir

ECM New Series 2341

"Per me comporre è come fare la progettazione di un edificio, una cattedrale o un teatro. E poi creo un dramma all'interno dello spazio, con personaggi diversi e molte forze, con diverse azioni. Si tratta di creare una particolare forma di energia vivente » racconta Erkki Sven Tüür. La sesta uscita discografica dedicata al compositore estone presenta delle opere commissionategli dalla Hessische Rundfunk e in prima esecuzione con l'orchestra della Radio di Francoforte. Entrambe le composizione sono alimentate da ciò che Tüür chiama il "metodo di scrittura vettoriale", un mezzo che si sviluppa da un "codice sorgente", un gene che cresce, muta, connette i punti nel tessuto dell'intera composizione. Un processo che si riflette anche in alcune precedenti composizioni, come "Oxymoron", "Strata" e "Noesis". La Settima Sinfonia è un lavoro corale dedicato al Dalai Lama e ai suoi sforzi di tutta una vita; i testi intonati dal coro includono parole del Buddha, enunciati dei più visionari saggi contemporanei e di Madre Teresa. La forza fisica della sinfonia poi sembra essere mediata dalle parole che affrontano il potere della compassione. Il Concerto per pianoforte è una delle più impegnative performance di Laura Mikkola, rispondendo alle onde impetuose della scrittura orchestrale: è un lavoro di energia esplosiva in cui strumento solista e orchestra si muovono su piani interconnessi.



ECM Resolutions
The story of our listening

Sette album storici, rimasterizzati da sorgenti analogiche, pubblicati simultaneamente in tre diversi formati: il vinile 180 grammi, il cd e il download ad alta risoluzione. Un ampio sguardo sulle prime produzioni ECM, con opere per orchestra ed improvvisazione, duo di chitarra, piano solo e quartetti jazz.

Gary Burton
Seven Songs for Quartet and Chamber Orchestra

Gary Burton Quartet And Members Of The NDR-Symphony Orchestra, Hamburg Conducted by Michael Gibbs
Gary Burton: vibraharp; Michael Goodrick: guitar; Steve Swallow: bass; Ted Seibs: drums

ECM 1040

Suona fresco come oggi anche se è un album del 1973. Seven Songs cala il quartetto di Gary Burton in un contesto orchestrale con composizioni di Micheal Gibbs - ispirate da Messiaen e Charles Ives come da Miles e Gil Evans - ed eccezionali solo di Mick Goodrick, Steve Swallow e Burton stesso. Un album dalla produzione esemplare: Seven Songs stabilisce un nuovo standard per le registrazioni jazz orchestrali.


Keith Jarrett
Arbour Zena

Keith Jarrett: piano;
Jan Garbarek: tenor and soprano saxophone;
Charlie Haden: double bass

String Orchestra (Members of the Radio Symphony Orchestra, Stuttgart)
Mladen Gutesha: conductor

ECM 1070

"Considero questo come uno dei miei lavori più lirici e ispirati" scrive Keith Jarrett di « Mirrors », il brano di quasi mezz'ora di durata che conclude Arbour Zena. "Il contributo di Jan Garbarek è insostituibile ed estatico". E' facile convenire che Arbour Zena sia nel suo complesso uno degli album tra i più eccezionali di Jarrett. Una scrittura evocativa per archi, l'interplay di Jarrett con Garbarek e Haden e una produzione impeccabile fanno di questo disco del 1975 uno tra i migliori esordi della ECM.


Keith Jarrett
Ritual

Dennis Russell Davies: piano

ECM 1112

Keith Jarrett ed il pianista e direttore d'orchestra Dennis Russell Davies sono stati amici e compagni musicali per più di 40 anni. A metà degli anni '70 la St. Paul Chamber Orchestra condotta da Davies presenta musica da camera di Jarrett e, negli anni '90, Jarrett registra i concerti per pianoforte di Mozart con Davies ed la Stuttgarter Kammerorchester. Già agli esordi della loro collaborazione Jarrett aveva poi invitato Davies a suonare una propria composizione per piano solo. Ascoltare Ritual è come arrivare al nucleo di un concerto solistico di Jarrett. Come dice Dennis Russell Davies "quelli che conoscono Jarrett lo ritroveranno in questa musica. Non poteva esser scritta da nessun altro".


Ralph Towner / John Abercrombie
Five Years Later

John Abercrombie: acoustic and electric guitars, electric 12-string guitar, mandoline guitar;
Ralph Towner: 12-string and classical guitars

ECM 1207

"Accade qualche cosa di speciale quando suonano insieme" osserva Robert Palmer del New York Times, ed i musicisti concordano: "Suonare con John è una delle cose che preferisco fare" dice Ralph Towner. "Posso suonare come se lo stessi facendo da solo ma anche esercitare il mio ruolo di accompagnatore. John è un musicista straordinario, anche quando sta suonando intensamente o aggressivamente riusciamo sempre a compensarci senza mai scontarci". Five Years Later segue gli esordi di Sargasso Sea e qui le loro improvvisazioni si muovono su una tavolozza più ampia.


Sam Rivers
Contrasts

Sam Rivers: soprano and tenor saxophone, flute; George Lewis: trombone; Dave Holland: double bass;
Thurman Parker: drums, marimba

ECM 1162

Dave Holland ha sempre descritto l'esperienza con i gruppi di Sam Rivers come la propria scuola di perfezionamento. E' stato Sam che lo ha spinto a suonare "tutte le musiche" - dentro, fuori, atonale, swing, blues, tutte le sfumature del jazz e la musica da camera tradizionale. Ai tempi di Contrasts, Rivers e Holland avevano una collaborazione costante maturata nel corso di vari anni il cui risultato era una combinazione perfetta tra contrabbasso ed ance. Il batterista, Thurman Barker era uno dei più creativi del momento, muovendosi tra batteria e marimba. Il giovane trombonista innovatore George Lewis aveva già lavorato con Holland e Barker nei gruppi di Anthony Braxton.


Miroslav Vitouš Group

Miroslav Vitouš: double bass;
John Surman: soprano and baritone saxophones, bass clarinet;
Kenny Kirkland: piano; Jon Christensen: drums

ECM 1185

Tra il 1979 ed il 1989 il gruppo di Miroslav Vitouš era la palestra perfetta per le molteplici capacità del leader e di John Surman. In quel periodo registrarono tre album per ECM, questo qui, del 1980 stava nel mezzo. Vitouš e Surman erano molto ben bilanciati tra le proprie radici e le influenze che andavano al di là del jazz, un amore per il suonare liberamente e il loro impegno ad utilizzare tutto il potenziale dei loro strumenti: Surman suona al massimo della gamma del sax baritono abbinandosi in modo perfetto all'arco di Miroslav. Il temibile Jon Christensen ha condiviso la loro passione musicale come anche Kenny Kirkland. Il repertorio include brani classici di Vitouš "When Face Gets Pale", una improvvisazione collettiva, e "Number Six" di Surman.


Abdullah Ibrahim
African Piano

Abdullah Ibrahim: piano

ECM/JAPO 60002

A volte il messaggio musicale è così forte che la qualità della registrazione passa in secondo piano. Informalmente registrato nel 1969 in un club rumoroso - il famoso Jazzhus Montmartre di Copenhagen - il sapore di questo album è nel "documentare" piuttosto che nel restituire un suono di alta fedeltà. D'altronde qui il messaggio e l'essenza di Abdullah Ibrahim arrivano comunque forti e chiari. L'ascoltatore è coinvolto dai ritmi robusti del suo piano solo che riesaminano la storia del jazz da una prospettiva sudafricana, con echi di canzoni locali, quel pizzico di Monk e di Duke e molto altro ancora. African Piano è stato un album di grande influenza e ancora oggi non ha perso nulla della sua forza e vitalità.


I Dischi ECM sono distribuiti in Italia da Ducale www.ducalemusic.it




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