In uscita il 27 Settembre per Odoya Cult Music 368 pagg
20 €

PAUL MAHER JR. – MICHAEL K. DORR
Miles On Miles
Incontri con Miles Davis
prefazione Paolo Fresu
introduzione Stefano Zenni
Iles Davis si guadagnò l'appellativo di "Principe del silenzio",
per questo una selezione delle interviste che invece rilasciò è così preziosa. Maher
e Dorr colgono i momenti in cui lo stigma razziale e l'ignoranza di alcuni intervistatori
lasciarono il posto alla maestria nel far fluire il Miles-pensiero.
"Lette tutte insieme, le interviste in questa raccolta rivelano soprattutto
la visione musicale di Davis, la lucidità con cui viene individuata e
la spregiudicata energia con cui è perseguita. Anche qui qualche cautela è necessaria:
a dare retta al trombettista, tutta la sua attenzione seambrerebbe rivolta solo
alla sezione ritmica, alle modalità di interazione, al tipo di sound e di groove
che esaltano il suo solismo. Ma leggendo tra le righe si capisce bene
che Davis è alla costante, insoddisfatta ricerca del rischio, della libertà;
evita la trappola dei cliché, chiede ai musicisti di superare se stessi, e intanto
persegue un suono del suo gruppo al tempo stesso aperto e identificabile, personale
e imprevedibile. In questo senso il volume è colmo di suggerimenti preziosi e di
osservazioni acute che, in modo frammentario, permettono di tratteggiare una vera
e propria poetica della musica" scrive Stefano Zenni nell'introduzione. Ma se da
un lato si parla di musica e di come Miles "ebbe una parte fondamentale nella nascita
del bebop (con Charlie Parker), del cool jazz (Birth Of The Cool), del jazz
modale (Kind Of Blue) e della fusion jazz- rock (Bitches Brew)", dall'altro
si indaga la filosofia di vita di un personaggio controverso.
Come sono conciliabili l'ex ragazzaccio del Sud degli States, il genio musicale
indiscusso che si confrontò con Duke Allington, Charlie Parker, Herbie Hancock e
lo spaccone che ostentava le sue Ferrari, la villa a Malibù, i completi italiani
su misura e le bellissime donne al suo fianco?
A questo proposito, come consiglia Paolo Fresu nella prefazione, è sintomatica
l'intervista che gli fece Lionel Olay, definito da Hunter Thompson "il non plus
ultra dei freelance", in cui Davis dichiarò: «Intendo dire che non suonerei solo
per soldi e neppure per un posto in questo mondo di bianchi. Sennò che cosa ti resta?
Non si avranno mai tanti soldi quanti ne ha chi si cerca di imitare; per fare i
soldi così basta svendersi. Così non si ha niente da dare al mondo; così non sei
importante. Tanto vale essere morti». L'intervista, che si intitola "Chi vince piglia
tutto" e fu pubblicata nel 1964 da Cavalier è il pezzo simbolo di questo
volume. Dalla paura di Olay di non riuscire a intervistare Davis fino all'ultima
risposta si legge tutto quello che in fondo c'è da sapere sul Davis uomo: dalla
fragilità alla voglia di farcela, fino alla consapevolezza che il successo di per
sé non ti garantisce dai pregiudizi.
Tradotto per la prima volta in Italia, Miles on Miles è il ritratto di
uno dei protagonisti del Novecento e della sua colonna sonora: il jazz.
Paul Maher Jr., scrittore, recensore e fotografo. Oltre a Miles on
Miles ha scritto e curato diversi saggi sulle figure di Jack Kerouac e Henry
David Thore- au e sul loro impatto sulla cultura americana. Ha inoltre raccolto
in due volumi le migliori interviste al musicista Tom Waits (Il fantasma del
sabato sera: inter- viste sulla vita e la musica, Minimum Fax 2012) e
al regista Terrence Malick.
Michael K. Dorr, poeta, commediografo ed editore statunitense, è tra i
fon- datori dell'agenzia letteraria LitPub Ink di New York, di cui ricopre attualmente
la carica di presidente.
Odoya edizioni
UFFICIO STAMPA
Paola Papetti
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