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Cristiano Arcelli "Brooks" (Auand Au9031)
ORA DISPONIBILE LIVE!

"Brooks" è il nuovo lavoro di Cristiano Arcelli, un tributo alla diva
dark del cinema muto Louise Brooks, realizzato per l'etichetta Auand.
Alla mostra del Cinema di Parigi del 1950, il famoso storico del cinema Henri Langlois,
curatore della mostra, proclamava senza mezzi termini: "Non esistono Garbo e Dietrich,
esiste solo Louise Brooks!". Fu l'inizio della riscoperta e riabilitazione dell'attrice
che durerà fino ad oggi. La sua straordinaria e conturbante bellezza, che ne fecero
subito il prototipo della donna seduttrice e l'incarnazione del sesso, irruppero
nel perbenismo di quegli anni. Divenne l'oggetto del desiderio d'intere generazioni.
Guido Crepax dichiarò di essersi ispirato a una foto dell'attrice e alla sua malizia
conturbante quando creò l'eterea e peccaminosa Valentina e iniziò un fitto
rapporto epistolare con lei per presentarle i suoi lavori e scambiarsi idee, pensieri
e intima amicizia.
La musica del disco nasce dalla penna di Cristiano Arcelli, il quale fonde il jazz
con l'hardcore e il punk e raccoglie tutte le sue esperienze artistiche maturate
in questi anni, traendo ispirazione dal personaggio di Louise Brooks. Ogni brano
ha un riferimento preciso:
"Solid Gray" il titolo è ispirato alla luce dei film dell'epoca del muto.
Louise Brooks, alla quale è dedicato il cd, è stata una diva indiscussa di quel
mondo.
"Boogeyman and Me" il lato oscuro della personalità di Louise Brooks (e della
nostra), quello che traspare dal suo sguardo, quello che si percepisce leggendo
la sua biografia e guardando la sua immagine.
"Elison Parade" una canzone, firmata assieme a Cristina Zavalloni, che racconta
di lontananza, di distacco. Un testo ispirato ai tanti cambiamenti repentini che
Louise Brooks ha avuto come donna e come artista nel corso della sua vita
"Pandora" ispirato al film di Pabst "Il Vaso di Pandora". Louise Brooks diventerà
Lulu, una vera icona del ‘900. La forma del brano "bipartita" e frammentata ritmicamente,
descrive la pericolosità dell'essere doppi.
"Verse for Brooks" come un "verse", l'introduzione delle canzoni americane
di jazz, ritmicamente largo e cantabile, nel mio immaginario descrive la vita di
Louise precedente alla carriera cinematografica.
"The City Gone Wild" il titolo è preso in prestito dall‘omonimo gangster
- film del ‘27. Il brano è rabbioso, corrosivo e accelera la percezione come in
un film scomodo e di movimento.
"Around Lulu" un brano dedicato alla Lulu del "Vaso di Pandora", volendo
guardare l'altra faccia della luna. Un brano diviso in due, prima tranquillo e lirico,
poi di colpo ritmico e distorto.
"Corale for Brooks" un'introduzione elettronica prepara il campo ad un corale.
Si percepisce la calma del cammino compiuto con tutta la solenne pacatezza di un
brano che non ha bisogno di sviluppo ma solo di essere cantato.
"I'll remember Louise" il voler tenere a mente la luce dello sguardo di Louise
Brooks, un'artista che ha fatto del vivere la contemporaneità una missione e che
ha avuto nel suo destino la persecuzione delle sfide dell'arte e della vita.
"Elison Parade" (reprise) in conclusione un "ritorno".
In "Brooks", accanto a Cristiano Arcelli (sax contralto), alcuni dei più interessanti
musicisti del jazz italiano: Federico Casagrande e Marcello Giannini
(chitarre elettriche), Zeno de Rossi (batteria) e, ospite d'eccezione, la
voce di Cristina Zavalloni.
Cristiano Arcelli in questi anni si è affermato come sassofonista e compositore.
Ha collaborato con artisti quali: Enrico Rava, Joe Chambers, Paolo Damiani, Cristina
Zavalloni, Dafins Prieto, Paul McCandless, Cyro Baptista, Danilo Rea, Gabriele Mirabassi,
Nguyen Le, Stefano Battaglia. Si è esibito in molti festival tra i quali: Umbria
Jazz, Roccella Jazz, Jazz at Lincoln Center (NY), Casa del Jazz (Roma), European
Jazz Expo (Cagliari), Maison de la Culture de Grenoble, New Morning (Parigi), Jazz
Festival Saalfelden, Barga Jazz, Beijing Internationl Jazz Festival, Amiens, Teatro
Regio (Torino), Auditorium Parco della Musica (Roma). La sua attenzione per la composizione
e l'arrangiamento l'hanno portato a cimentarsi con organici di ogni tipo, dal trio
all'orchestra sinfonica, travalicando gli ambiti del jazz verso le stagioni concertistiche
classiche, le colonne sonore, il teatro e la danza.
Booking: UPMUSIC Michela Parolin +39 393 031 8585
web dell'artista: cristianoarcelli.net
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