Direzione Artistica: Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia
In collaborazione con Eventi Music Pool
●ANTEPRIMA VALDARNO JAZZ
Mercoledì 30 gennaio ore 21.30
Terranuova Bracciolini (AR)
Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto 19
Musiche e storie del jazz west coast "Jazz White, tra musica e teatro le vicende
dei suoi protagonisti"
Igori Palmieri Quintet & Alceste Ayroldi
Alceste Ayroldi: storyteller
Igor Palmieri: sax tenore
Fulvio Chiara: tromba e flicorno
Luciano Milanese: contrabbasso
Daniele Gorgone: piano
Vittorio Sicbaldi: batteria
Ingresso 10 euro
Musiche e storie del jazz west coast, "Jazz White, tra musica e teatro le vicende
dei suoi protagonisti", è l'evento speciale di anteprima al XXI° Valdarno Jazz
Winter Festival. Un percorso tra musica e parole con il critico e giornalista musicale
Alceste Ayroldi (direttore webzine di JazzItalia, collaboratore di importanti riviste
quali Musica Jazz), che incontra l'Igor Palmieri Quintet, ensemble formato da Igor
Palmieri al sax tenore, Fulvio Chiara alla tromba, Luciano Milanese al contrabbasso,
Daniele Gorgone al piano e Vittorio Sicbaldi alla batteria. Il primo disco della
formazione, uscito nel 2011, è Have a nice day, tra originali e standards, album
che contiene una suggestiva citazione di Miles Davis, "Prima lascia che io lo suoni,
poi più tardi te lo spiegherò", frase che ci introduce all'atteggiamento con il
quale intraprendere questa scoperta. Ispirato dalle storiche formazioni della tradizione
del cool jazz e del blues tipiche degli anni Cinquanta, la raccolta di Have A
Nice Day traccia proprio una linea di ricerca a partire da questo momento storico
della musica jazz, cioè dalla sensibilità per quello che è stato un movimento musicale
vero e proprio, che dagli anni dell'hard bop, passando per l'improvvisazione e la
sperimentazione più creativa, non è mai rimasto fermo a lungo sulle sue posizioni.
●Sabato 9 Febbraio ore 21.30
Terranuova Bracciolini (AR)
Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto 19
Daniele Malvisi Five Group "Virtuos circles of Miles Davis"
Progetto di residenza
Daniele Malvisi: sax tenore e soprano
Andrea Cincinelli, chitarra
Giovanni Conversano, chitarra
Gianmarco Scaglia, contrabbasso
Paolo Corsi, batteria
Ingresso 10 euro
Virtuous Circles of Miles Davis è il tributo a Miles Davis dell'ensemble
jazz capitanato dal sassofonista Daniele Malvisi, uno dei musicisti e compositori
più quotati a livello nazionale. L'evento è uno sguardo a 360° sull'opera davisiana,
in una genuina dichiarazione d'amore verso l'uomo e la sua eredità, attraverso un
percorso musicale atipico, che ne esamina tutti gli aspetti, dalle composizioni
giovanili meno conosciute ai grandi successi. In scaletta rivisitazioni dei brani
tratti da album quali Nefertiti, Seven Steps to Heaven, Kind of
Blue, coesistono con i meno noti Amandla, Tutu, You're Under
Arrest, in un tributo ai suoi mille modi di comporre e di trattare il materiale
musicale più disparato. Con Andrea Cincinelli alla chitarra, Gianmarco Scaglia al
contrabbasso, Giovanni Conversano alla chitarra, Paolo Corsi alla batteria e percussioni.
L'interpretazione tratteggia in modo esaustivo il percorso "davisiano", anche grazie
all'alternanza di esecuzioni assolutamente filologiche, interpretazioni personali
e arrangiamenti squisitamente originali, in un interplay contagioso.
Dice Malvisi "Un progetto in quintet (senza tromba) nato molti anni fa quando questi
giovani musicisti condividevano il proposito di costruire insieme un grande gruppo,
mille sogni e cento idee sulla musica e sulla vita. In sottofondo la musica era
sempre la stessa, quella di Miles. Più che un tributo a Davis è la fotografia musicale
di un periodo che da Miles fu ispirato e che influenzò in modo pregante la vita
musicale di quei giovani musicisti, un ‘circolo virtuoso', appunto, dove l'opera
davisiana torna a rivivere nelle note di questa formazione a distanza di molti anni
da allora". Il suono di malvisi, nonostante evidenzi sfumature di grandi maestri
quali Sonny Rollins e Joe Henderson, possiede una vocalità tutta sua che risulta
pienamente evidente nel registro sopra-acuto e nel grande controllo delle dinamiche,
tanto che William Parker l'ha definito "strepitoso nel dialogo musicale,
come il suo grande cuore che rende più fluida la musica".
●Sabato 16 Febbraio ore 21.30
Terranuova Bracciolini (AR)
Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto 19
Antonio Faraò European Trio
Antonio Faraò: piano
Martin Gjakonovski: contrabbasso
Vladimir Kostadinovic: batteria
Ingresso 10 euro
"Antonio non è solo un ottimo pianista, è un grande". Sono le parole di Herbie Hancock
ad introdurre il musicista Antonio Faraò, considerato dalla critica uno dei più
interessanti pianisti jazz dell'ultima generazione, presente al Valdarno Jazz Winter
Festival in trio europeo accompagnato da Martin Gjakonovski al contrabbasso e Vladimir
Kostadinovic alla batteria. Faraò nasce a Roma nel 1965 in una famiglia dalle radici
musicali ben salde: la mamma, nota pittrice e poetessa, e il padre, batterista jazz,
entrambi appassionati, lo abituano sin da piccolo all'ascolto di musicisti come
Benny Goodman, Count Basie, Duke Ellington, Frank Sinatra, Ella Filtzgerald, trasmettendogli
un gusto per lo swing che resterà intatto anche negli anni successivi, diventando
elemento peculiare del suo modo di suonare. Tra le collaborazioni, Franco Ambrosetti,
Andrè Ceccarelli, Daniel Humair, Gary Bartz, Lee Konitz, Steve Grossman, Tony Scott,
Chico Freeman, Miroslav Vitous, John Abercrombie, Richard Galliano, Toots Thielemans,
Jack Dejohnette, Dave Liebman, Didier Lookwod, Benny Golson, Johnny Griffin, George
Garzone, Charles Tolliver, Branford Marsalis, e, tra i protagonisti della musica
leggera, la grande Mina. L'ultimo lavoro, uscito nel 2011, che ha riscosso successo
di critica, è Domi, con Darryl Hall al contrabbasso e Andrè Ceccarelli alla batteria.
●Sabato 23 Febbraio ore 21.30
Terranuova Bracciolini (AR)
Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto 19
Progetto di residenza
Gianmarco Scaglia "progetto.originals"
Andrea Cincinelli: chitarra
Mirco Mariottini: clarinetti
Gianmarco Scaglia: contrabbasso
Giovanni Paolo Liguori: batteria
Segue alle ore 22.30
Carmelo Emanuele Patty & Co.
Vincitore del concorso Jazz by the pool 2012
Carmelo Emanuele Patti: violino
Enrico Penazzi: piano
Fabrizio Fogagnolo: basso
Riccardo Chiaberta: batteria
Ingresso 10 euro
Una serata speciale, in cui giovani e affermati professionisti del jazz si incontrano
all'insegna della buona musica. Ad aprire la serata il progetto del quartetto del
musicista Gianmarco Scaglia, "Originals", e, a seguire, il quartetto di Carlo Emanuele
Patti, vincitore del concorso Jazz by the Pool 2012 per nuovi talenti della musica
contemporanea all'Hotel Terme Preistoriche (Montegrotto Terme - PD).
Originals del contrabbassista Gianmarco Scaglia è un omaggio al suono acustico
degli strumenti dell'eclettico musicista emiliano, da anni attivo in Toscana (tra
le collaborazioni di prestigio Joe Diorio, Skip Hadden, Paul Wertico, John Helliwell,
Danilo Rea, Paolo Fresu; si è esibito con l'Orchestra Nazionale di Sofia, Jazz Art
Orchestra, Arturo Toscanini Orchestra Ritmica). Una sorta di originale autoritratto,
a metà tra ragione e istinto, rigore e digressione, in un fluire di emozioni che
si irradiano da un repertorio in cui ogni brano è fonte di ispirazione per Scaglia.
Contrabbassista di talento, maturo e intelligente, la sua anima esplorativa è lontana
dai consueti cliché, ed è amalgamata con il desiderio di comunicare. Il suo live
vuol trasmettere infatti un'energia sincera da donare a chi ascolta e vuole essere
partecipe. Con Andrea Cincinelli alla chitarra, Mirco Mariottini ai clarinetti,
Giovanni Paolo Liguori alla batteria.
Il Carmelo Emanuele Patty & Co è un gruppo nato tra i banchi del Conservatorio
di Milano, formato da Carmelo Emanuele Patti al violino, Enrico Penazzi al piano,
Fabrizio Fogagnolo al basso e Riccardo Chiaberta alla batteria. Il gruppo unisce
esperienze musicali diverse fondendo sonorità classiche, jazz, rock e pop in composizioni
originali e reinterpretazione di standard della tradizione jazzistica, proponendo
un percorso musicale che ripercorre le peculiarità e il background musicale vario.
La formazione sta lavorando ad un progetto discografico di prossima uscita.
●Venerdì 1 Marzo ore 21.30
Terranuova Bracciolini (AR)
Auditorium Le Fornaci, Via Vittorio Veneto 19
Emanuele Cisi Trio feat. Eliot Zigmund
Emanuele Cisi: sax Tenore
Massimiliano Rollf: contrabbasso
Eliot Zigmund: batteria
Ingresso 10 euro
Appuntamento speciale con il trio capitanato dal sassofonista torinese Emanuele
Cisi, uno dei musicisti più apprezzati sulla scena jazz internazionale: nel 1985,
a soli 21 anni, è nei ricostituiti Area, mentre nel 1995 è il vincitore della categoria
Nuovi Talenti nel Top Jazz della rivista Musica Jazz. Cisi ha inciso una dozzina
di cd come leader (o co-leader), e più di 50 come sideman, in vari paesi europei
per etichette italiane e straniere (tra cui Emi, Blue Note, Universal, BMG). Ha
suonato in concerti e registrazioni radiotelevisive in Europa, Stati Uniti, Cina,
Oceania, collaborando con alcuni dei più importanti musicisti della scena mondiale
come Clark Terry, Jimmy Cobb, Billy Cobham, Nat Adderley, Aldo Romano, Steve Grossman,
Toquinho, Flavio Boltro, Sting e molti altri. Il suono personale e ricercato, l'approccio
energico, uniti a una profonda conoscenza della tradizione e a uno spiccato senso
della melodia e dello swing, sono i tratti salienti del suo stile.
Accanto a lui, in formazione per il Valdarno Jazz Winter Festival, il grande batterista
newyorkese Eliot Zigmund, leggenda del jazz americano. Zigmund è l'instancabile
drummer che con grande creatività e sapienza ha affiancato nella sua carriera e
su progetti stabili grandi artisti come Bill Evans, Michel Petrucciani, Jim Hall,
Stan Getz e Benny Golson solo per citarne alcuni. Musicista caratterizzato da un
solido senso del beat, abbinato a grande gusto e sensibilità musicale, rimane tutt'oggi
uno dei batteristi di riferimento della scena mondiale. Completa la formazione il
contrabbassista e compositore Massimiliano Rolff, leader, tra l'altro, del
quintetto Unit Five, con il quale ha pubblicato due album. Ne scaturisce un concerto
jazz in cui tradizione e ricerca si intrecciano con un sound asciutto e contemporaneo.
• Domenica 10 marzo ore 17.30
Montevarchi (AR)
Auditorium Comunale, Via Marzia 94
Alan Farrington & Sandro Gibellini duo
Alan Farrington, voce
Sandro Gibellini, chitarra
Ingresso 7 euro
In scena le note suadenti del duo formato dal vocalist anglo-italiano Alan Farrington
e dal chitarrista Sandro Gibellini. Alan Farrington, nato in Inghilterra ma ormai
italiano d'adozione, è un musicista eclettico e creativo che nel corso della sua
carriera ha dato vita a numerose formazioni. Deve i primi successi ai Charlie and
the Cats (Farrington, Cinelli, Valbusa), gruppo con il quale è riuscito a produrre
otto dischi e un film. In seguito Farrington ha fondato l'Alan Farrington Band (con
Ellade Bandini, Ares Tavolazzi e Sandro Gibellini), i No Smoking e i Maxi Taxi (con
Gogo Ghidelli e Cesare Valbusa, con i quali suona rock a 360 gradi). Sandro Gibellini,
nato a Brescia nel 1957, è uno dei chitarristi più apprezzati del jazz italiano.
Nella sua ragguardevole carriera ha suonato con Gerry Mulligan, Lee Konitz, Woody
Shaw, Kenny Barron, Mel Lewis, Steve Grossmann e, tra gli italiani, con Massimo
Urbani, Larry Nocella, Barbara Casini, Gianni Basso e molti altri. Ha fatto parte
della big band della RAI dal 1984 al 1991, oltre che di gruppi storici come il quartetto
di Tullio De Piscopo e i "Reunion" con Franco Testa, Pietro Tonolo, Danilo Rea e
Roberto Gatto. Nel campo della musica leggera ha lavorato con Bruno Lauzi, Fabio
Concato, Ornella Vanoni e ha suonato in molti dischi di Mina.
•Domenica 17 marzo ore 17.30
Montevarchi (AR)
Auditorium Comunale, via Marzia 94
Valdarno jazz ensemble
Con i musicisti emergenti del Valdarno
Ingresso libero
Una serata che ha l'intento di valorizzare la scena musicale locale, con un concerto
animato dai giovani musicisti del Valdarno, i quali si esibiranno in un excursus
dei capolavori del jazz. Un appuntamento particolare per far capire lo spirito del
Valdarno Jazz, che nasce da condivisione di vita e da amicizie di lunga data, formate
sul campo. Il Jazz, infatti, nel corso della sua evoluzione, è sempre stato in grado
di legare culture e tradizioni popolari tra le più disparate. Quasi avesse insito
nel suo dna una sorta di passepartout, non ha bisogno di troppe nozioni per essere
compreso e condiviso, proprio perché storicamente nasce come necessità comunicativa
di popoli che, a parte la propria condizione sociale, non hanno niente in comune.
Partendo quindi dall'assunto che il jazz non sia solo musica, "ma anche un modo
di stare al mondo e di stare con gli altri", come troviamo scritto in Come il jazz
puo cambiarti la vita di Wynton Marsalis, ognuno di noi porta con sè, in modo più
o meno consapevole, il proprio jazz nella vita di tutti i giorni. Questo sarà un
appuntamento a base di grande musica e di interplay, da non perdere.
• venerdì 22 marzo ore 21.30
San Giovanni Valdarno (AR)
Cinema Teatro Bucci, corso Italia, 3
Yellow Jackets
Bob Franceschini: sax
Russell Ferrante: piano, tastiere
Felix Pastorius: basso
Will Kennedy: batteria
Evento in collaborazione con Eventi Music Pool
Informazioni 055 240397, prevendite on line
www.eventimusicpool.it,
altre prevendite: www.ticketone.it – Circuito Regionale Box Office tel. 055/210804
www.boxol.it
Posto unico non numerato € 18 intero, 16 ridotto
Con quattordici album alle spalle, oltre un milione di copie vendute, centinaia
di concerti in tutto il mondo, gli Yellowjackets sono la più longeva e
creativa fusion band della storia. E non solo per un fatto di continuità
anagrafica (il gruppo esiste dal 1977), quanto per una esplosiva spinta a sperimentare
continuamente linguaggi, fusioni e contaminazioni, e a rivedere il proprio orizzonte
espressivo alla luce di nuove acquisizioni stilistiche. La mitica band degli anni
'70, nata su iniziativa di Robben Ford, del tastierista – pianista Russell Ferrante
e del bassista Jimmy Haslip, entrambi affermati turnisti e session-man ricercati,
continua ad esplorare e sperimentare nel campo della poliritmia, mischiando e fondendo
diversi generi musicali: blues, pop, R&B, jazz. I primi lavori si sviluppano attorno
all'esplosione della musica fusion, la formazione trova una certa stabilità con
l'ingresso in formazione prima del batterista William Kennedy poi, dopo qualche
anno, del sassofonista Bob Minzer quest'ultimo molto conosciuto negli ambienti jazz.
Con questa formazione, che rimarrà invariata fino al 2001, il suono degli Yellow
Jackets cambia sensibilmente rimanendo non più legato alla fusion nuda e cruda,
ma inserito molto più a fondo in un contesto jazz, il tutto dovuto senza dubbio
all'apporto di Minzer affascinato sì dalle sonorità Coltraniane ma anche dall'elettricità
soft di Ferrante e Haslip. Gli Yellowjackets hanno codificato un loro sound che
rappresenta da anni un marchio di fabbrica, apponendo, con il loro nome, un certificato
di garanzia più che riconosciuto. Jazz e fusion acustica si fondono con grandissima
raffinatezza in un sound compatto, preciso eppure lieve, con spazi, forme e dimensioni
disegnati senza fatica da musicisti che è un vero piacere ascoltare. La loro ultima
uscita discografica è del 2011 con "Timeline", dedicata agli oltre 30 anni di attività
del gruppo.
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