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Prato, mercoledì 18 gennaio 2017
Care amiche e cari amici,
dopo anni di attività ridotta o inesistente, il 31 dicembre 2016 la SIdMA ha chiuso
i battenti. E' una decisione presa dal consiglio direttivo fondata su varie ragioni.
La prima è che rispetto a quando nacque nel 2001, il panorama dell'attività e delle
associazioni musicali in Italia è profondamente cambiato. Molti dei compiti che
la SIdMA si prefiggeva, come quelli informativi, sono ora assolti dai social network
o altre realtà della rete. Il jazz nei conservatori e i corsi di analisi e storia
tenuti da molti di noi stanno diffondendo la cultura jazzistica in modo capillare
ed efficace.
La pubblicazione di riviste cartacee è diventata talmente onerosa da non essere
più sostenibile. La gestione stessa dell'associazione era diventata sempre più problematica,
a fronte degli impegni professionali sempre più onerosi di ciascuno, e della difficoltà
a corrispondere compensi a chi vi lavorava.
Un'altra ragione è legata all'affermarsi di realtà associative nazionali, come
i-Jazz (l'associazione dei festival) e Midj (l'associazione dei musicisti) che hanno
stabilito importanti ruoli rapporti con le massime istituzioni del paese e sono
in grado di condurre con più efficacia le battaglie per la nostra cultura musicale.
Negli ultimi anni la SIdMA aveva lavorato alacremente soprattutto per realizzare
il seminario di Chieti in Jazz, che è per nove anni è stato il nostro fiore all'occhiello,
sul piano della formazione dei compositori, dei musicologi e giornalisti e della
orchestra. Ma poi le difficoltà della Fondazione Carichieti hanno messo bruscamente
fine a quell'esperienza.
La difficoltà di onorare gli impegni con i soci, il conseguente crollo delle
iscrizioni, la ridotta attività dell'associazione, il mutato quadro culturale del
jazz in Italia ci hanno spinto, per evitare una costosa ed inutile sopravvivenza,
a chiudere la SIdMA.
Ma se le cose sono cambiate, anche in meglio, negli ultimi 15 anni, lo si deve
anche al nostro lavoro, all'impegno dei soci, alle produzioni artistiche e scientifiche
che abbiamo promosso, in definitiva alla volontà di chi ha creduto e partecipato
a questa impresa. E' a tutti voi quindi che va un grande ringraziamento.
Il presidente
Stefano Zenni
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