Novità ECM: Ches Smith, Ben Monder, Tord
Gustavsen, Michel Benita, Avishai Cohen
Ches Smith
The Bell
Ches Smith: drums, vibraphone, timpani; Craig Taborn: piano; Mat
Maneri: viola
ECM 2474
The Bell propone composizioni di musica da camera scritte
per grandi improvvisatori. « La migliore cosa che ho fatto durante il fine settimana
» dice il critico Peter Margasak dell'edizione del 2014 del New York Winter Jazzfest
« è stato ascoltare lo splendido trio di Ches Smith con il pianista Craig Taborn
ed il violista Mat Maneri, che hanno sapientemente mescolato una scrittura « narcoticamente
» seduttiva a melodie ricche di malinconia ». Dopo questo esordio di New York, il
trio è diventato, per i musicisti che lo compongono, un progetto prioritario a tal
punto che hanno deciso di registrarlo agli Avatar Studios con Manfred Eicher come
produttore. Questo è il primo disco da leader per ECM di Ches Smith dopo gli album
con Tim Berne e quello con Robin Williamson. Chess ha alle spalle una lunga carriera,
con collaborazioni che vanno da Terry Riley a Wadada Leo Smith a Marc Ribot. La
sua biografia include anche studi di composizione con Pauline Oliveros e Alvin Curran.
La musica di The Bell trae ispirazione anche dai contributi di Taborn e Maneri
in un album che cresce in intensità.
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Ben Monder
Amorphae
Ben Monder: electric guitar, electric baritone guitar; Pete Rende:
synthesizer;
Andrew Cyrille: drums, percussion; Paul Motian: drums (collective
personnel)
ECM 2421
Il chitarrista Ben Monder aveva fatto la sua prima apparizione per ECM come membro
del gruppo di Paul Motian su Garden of Eden nel 2004, e Amorphae era
originariamente stato concepito come un album di duetti tra Ben e Paul. Una prima
bozza era stata registrata nel 2010, ma dopo la morte di Motian fu deciso di ampliare
e completare il progetto con un altro influente ed innovativo batterista come Andrew
Cyrille ed aggiungendo Pete Rende al sintetizzatore su due brani. Ascoltiamo qui
Monder in solo, in duo con Motian, in duo con Cyrille ed in trio con Cyrille e Rende.
Questa gamma di opzioni espressive esplicita i concetti musicali di Monder e la
capacità di adattamento dei musicisti. La sua musica è stata descritta come « paesaggi
sonori dettagliati di mistero e di potenza ». Le musiche di Amorphae sono
sue, tranne Oh, What a Beautiful Mornin', di Rodgers & Hammerstein dal musical
Oklahoma!, suonato qui da Monder e Motian.
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Tord Gustavsen
What was said
Tord Gustavsen: piano, electronics; Simin Tander: voice; Jarle
Vespestad: drums
ECM 2465
What was said aggiunge nuovi colori alla tavolozza musicale di Gustavsen.
Questo ultimo progetto si basa sulla lunga collaborazione con il batterista Jarle
Vespestad ed introduce l'estasiante voce afgano-tedesca di Simin Tander, esplorando
la musica sacra norvegese in modo non convenzionale. « Per il repertorio del nuovo
progetto, Simin ed io abbiamo lavorato con un poeta afgano traducendo una serie
di inni della tradizione norvegese in Pashto, » spiega Gustavsen. « Questo processo
è stato si impegnativo, ma anche fruttuoso. Siamo andati lontano nell'interpretare
i testi in modo « più integrale » raggiungendo uno spazio in cui sento che il sufismo
ed il cristianesimo si incontrano insieme ad altre tradizioni contemplative. Il
suono e la sensazione degli inni norvegesi in pashto è davvero accattivante ». Simin
Tander canta anche in inglese i versi del mistico persiano Jalaluddin Rumi (1207-73)
e del poeta proto-Beat statunitense Kenneth Rexroth (1905-82). La combinazione tra
voce, pianoforte e batteria ha una capacità persuasiva al di fuori dei limiti del
linguaggio. What was said è stato registrato ad aprile 2015 al Rainbow Studio
di Oslo da Manfred Eicher.
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Michel Benita Ethics
River Silver
Michel Benita: double bass; Philippe Garcia: drums
Matthieu Michel: flugelhorn; Mieko Miyazaki: koto; Eivind Aarset:
guitar and electronics;
ECM 2483
Dopo due dischi esemplari per ECM in compagnia di Andy Sheppard, Michel Benita pubblica
qui un album come leader. Il gruppo è internazionale ed il contrabbassista, algerino
di nascita, guida una line up composta da un flicornista di Friburgo, un suonatore
di Koto da Tokyo, un chitarrista da Drøbak in Norvegia e da un batterista francese
che ha vissuto a Istanbul già membro dell'Istanbul Symphony. La musica del gruppo,
scorre - come il fiume scintillante del titolo - al di là delle frontiere. Accanto
alla composizioni di Benita e ad una composizione di Mieko Miyazaki compare un brano
di Kathryn Tickell, musicista britannica di cornamusa del Northumberland e uno del
compositore norvegese ed organista Eyvind Alnæs (1872-1932). I colori del folk ed
i colori del jazz si fondono nella scrittura di Michel Benita, in un modo multi
- idiomatico, ma naturale. Il flicorno di Mathieu Michel e l'interazione tra koto,
contrabbasso e batteria si fondono in un lirismo poetico. Le chitarre di Eivind
Aarset sono quelle che Benita chiama « organic electronics » e avvolgono dolcemente
la musica. I suoni sono stati realizzati all'Auditorio Stelio Molo RSI di Lugano
nell'aprile del 2015 con la produzione di Manfred Eicher.
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Avishai Cohen
Into The Silence
Avishai Cohen: trumpet; Yonathan Avishai: piano;
Eric Revis: double bass; Nasheet Waits: drums; Bill McHenry:
tenor saxophone.
ECM 2482
"Cohen is a multicultural jazz musician, among whose ancestors is Miles Davis.
Like Davis, he can make the trumpet a vehicle for uttering the most poignant human
cries."
— The New York Times
Avishai Cohen ha impressionato molti ascoltatori nel suo contributo al disco di
Mark Turner Lathe of Heaven uscito nel 2014. Ora il carismatico trombettista, nativo
di Tel Aviv, pubblica questo disco per ECM da leader con un programma di composizioni
espansive ed impressionistiche per un classico quartetto jazz (tromba, piano, contrabbasso,
batteria), con l'aggiunta di un sassofono tenore in qualche brano. Into The Silence
è dedicato alla memoria del padre di Avishai, riflettendo sugli ultimi giorni della
sua vita con grazia e moderazione. La sordina della tromba di Avshai, nei momenti
iniziali del disco, dà il tono emotivo ed i musicisti ne esplorano le implicazioni
conseguenti. Il pianista israeliano Yonathan Avishai ha suonato con Cohen in molti
contesti, illuminando spesso la musica del trombettista con i fraseggi del blues.
Cohen ed il batterista Nasheet Waits hanno una forte intesa che può ricordare in
alcuni momenti quella che c'era tra Miles Davis e Tony Williams o Don Cherry e Billy
Higgins. Eppure questa musica, pur riconoscendo le fonti d'ispirazione, è assolutamente
contemporanea. Il contrabbassista Eric Revis, pietra miliare del quartetto di Branford
Marsalis per due decenni, fornisce il suo supporto elegante. Il sassofonista Bill
McHenry che ha suonato con Paul Motian e Andrew Cyrille segue le linee di Cohen
con sensibilità. Into The Silence è stato registrato negli studi di La Buissonne
nel sud della Francia nel luglio de 2015 e prodotto da Manfred Eicher.
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