Autunno in Jazz
26
Novembre e 14 Dicembre 2015
Auditorium
Comunale di Polistena (Rc)
Ore
21
Programma
26 novembre ore
21
FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4ET
“This Machine Kills
Fascists”
Francesco Bearzatti – tenor sax
Giovanni Falzone –trumpet, vocal effects
Danilo Gallo – bass guitar
Zeno de Rossi – drums
Francesco Bearzatti ha appena pubblicato il
nuovo album ‘This Machine Kills
Fascists’. Il disco, realizzato con il Tinissima Quartet (Giovanni Falzone
alla tromba, Danilo Gallo al basso e Zeno De Rossi alla batteria, è
un omaggio a Woody Guthrie
(this machine kills fascists era scritto sulla sua chitarra) ed esce per CAM
Jazz (distribuito da Goodfellas).
Dopo Tina Modotti (2008) e Malcom X (2010, album pluripremiato con il
Top Jazz ed altri riconoscimenti) e la parentesi riuscita di Monk’n’Roll (CAM Jazz 2013 - dove i temi di Monk vengono riletti intersecandoli con alcuni dei
più famosi brani rock della storia) il sassofonista ritorna a raccontare con la
sua musica la vita, l’arte e i tempi di un altro ribelle e irregolare,
che come nessun altro ha cantato l’America delle Grande Depressione,
delle lotte sindacali, delle speranze del New Deal. L’Altra America del folk e del blues. Il tutto filtrato dalla
sensibilità di Francesco Bearzatti e di un quartetto
che è già entrato nella storia del Jazz.
Woody Guthrie è il più grande e radicale cantautore popolare
americano, intellettuale, romanziere e attivista politico, ha
raccontato gli operai e gli emarginati e si è sempre schierato contro le
ingiustizie dei politici e dei capitalisti. La sua eredità ha influenzato tutta
la canzone popolare e di protesta di lì a venire, da Dylan a Joan Baez a
Springsteen fino a Billy Bragg e ai Clash.
Tra blues dolenti e brani frenetici il disco è una viaggio in musica
che parte dal paese natale di Guthrie, Okemah in Oklahoma per muoversi tra le tempeste di sabbia,
i vagabondaggi in treno, gli abiti stracciati, New York per finire con un
brano dedicato a Sacco & Vanzetti (a cui Guthrie aveva dedicato una raccolta di brani) e con l’unico
brano non originale del disco, una rilettura di “This
Land is Your Land”, brano simbolo della poetica di Guthrie, a metà tra una dichiarazione d’amore per la sua
terra e una sferzante polemica contro la proprietà privata, dove è chiara
la sua visione solidale e di comunità:
This land is your
land, this land is my
land
From
California to the New York Island
From
the Redwood Forest to the Gulf Stream waters
This land was made for you and me.
La ricca paletta musicale della formazione aggiunge alla consueta
energia, marchio distintivo del Tinissima Quartet,
elementi tratti dalla tradizione popolare americana degli anni ’30 e’40,
con le note che risuonano profonde ad evocare le parole di Guthrie.
Un disco che è una dichiarazione forte da parte di Bearzatti,
in questi tempi dove le diseguaglianze sociali sono così acute e stridenti.
Il disco verrà presentato dal vivo con i seguenti concerti
25 novembre - Roma - Casa del Jazz
26 novembre - Polistena (Rc)- Auditorium
Comunale
27 novembre - Pisa - ex Wide - Pisa
28 novembre - Firenze - Pinocchio Jazz club
29 novembre - Piacenza - Milestone
DICEMBRE
18 dicembre - Perugia - Ricomincio da tre
19 dicembre - Mareno di Piave (Tv) - Sala Grande del Centro Culturale
14 Dicembre ore 21
"SKINSHOUT!" a duo with Gaia Mattiuzzi and Francesco Cusa
"a project around the black music: work songs, blues and traditons of the
origins"
Gaia Mattiuzzi – voice
Francesco
Cusa
– drums
Dall’incontro
tra Gaia e Francesco è nato il progetto “Skinshout” e
due registrazioni discografiche “Caribbean Songs” del
2010 e “Altai” del 2011, pubblicati dall’etichetta
Improvvisatore Involontario. Il primo lavoro, dedicato a un capitolo della ricerca etnomusicale di Alan Lomax, il “Caribbean Voyage”,
del quale il duo presenta in questa occasione una serie di brani, è una rilettura brillante e appassionante di quei
materiali di origine popolare e folklorica, che acquistano nuova vita e nuovi
significati grazie alle straordinarie improvvisazioni vocali e alle
continue invenzioni di Mattiuzzi e all’instancabile
lavoro ritmico, poliritmico, coloristico dispensato da Cusa.
Il lavoro di entrambi si caratterizza sia per l’originalità timbrica e ritmica
che deriva dalle particolari combinazioni strumentali messe in gioco, che per
la comune attitudine esplorativa, condotta con grande libertà e immaginazione,
del rapporto tra suono, ritmo, parola e improvvisazione.
Gaia Mattiuzzi, giovane talento che si divide
tra lirica, musica sperimentale e jazz, è stata paragonata a Cristina Zavalloni, Cathy Berberian, Diamanda Galas per virtuosismo
vocale e capacità di affrontare repertori e stili diversi con grande
disinvoltura. Francesco Cusa, batterista, compositore, “agitatore” musicale,
promotore culturale, esponente del collettivo Basse Sfere, di Improvvisatore
Involontario e molto altro ancora, è già da diversi anni tra i protagonisti
della scena della musica improvvisata italiana e internazionale, con numerosi
progetti all’attivo e una copiosa lista di illustri collaborazioni.
ore 22
FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS
“Rhythm Permutations”
Giovanni
Benvenuti - t. sax
Giulio
Stermieri
- hammond, keyboards
Francesco
Cusa
- drums, compositions
The Assassins è il nuovo contenitore musicale
di Francesco Cusa. Il batterista e compositore
riporta all'interno di questo progetto molti degli input sviscerati già nel
precedente Skrunch,
come il rapporto sviluppato tra
scrittura e improvvisazione, fatto di esplosioni, veloci cambi di
inquadrature, una forte dinamica emotiva nel corso dei brani e dell'intero
concerto. Il passaggio dal quintetto al trio, pur mantenendo l'assenza del
basso, accoglie con l'elettronica e le potenzialità dell'organo hammond un’attenzione
al groove
meno sottolineata dall'incontro di chitarre, trombone e sax di Skrunch. Una
musica complessa, anche contorta, ricca di spunti ritmici e basato su una
scrittura serrata.
Le
varie sfaccettature di Francesco Cusa trovano una
sponda nelle repentine trasformazioni di The
Assassins, così come nelle viscerali visioni
melodiche di alcuni brani. Ma anche nella passione per una tradizione che emerge in modo sintomatico ed essenziale tra le pieghe
dei brani e dalla contestuale e istantanea necessità di scardinare in modo
irriverente stilemi e convenzioni, per “trovare una possibile sintesi e far
convivere la libertà e le influenze contemporanee da una parte e i tanti
riferimenti alla tradizione del jazz presenti nella concezione del progetto”.
"The Assassins
è per me una nuova formula di quartetto, un progetto che eredita l'approccio
compositivo del mio precedente gruppo Skrunch. The Assassins, grazie alle specifiche caratteriste dell'hammond, si apre adesso certe influenze a sonorità più
vicine al funk e al jazz. Il lavoro di esplorazione dei materiali tematici è
vincolato da schemi poliritmici atti a evidenziare le cellule melodiche, i riff
e le modulazioni cromatiche e timbriche. Il rapporto tra scrittura e
improvvisazione è dialettico. I vari elementi vanno dunque combinandosi in un
gioco continuo di tensione e rilassamento, con uno sguardo alla tradizione e
l'altro alla contemporaneità." (Francesco Cusa)