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Mimmo Langella pubblica "EAR TRAINING PER CHITARRA e non solo!", il primo manuale di Ear Training dedicato specificamente ai chitarristi.

Master della durata di 12 mesi in Music Industry Management. Direzione: Alceste Ayroldi. .

Prima edizione del Little Jazz Festival: il nuovo progetto degli studenti dell'indirizzo musicale della Scuola Secondaria di Primo Grado dell'Istituto Comprensivo di Fiesso Umbertiano..

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Grammy Award 2022: premi postumi (Chick Corea e Lyle Mays), la voce di Esperanza Spalding e i tre "nuovi talenti" Ron Carter, Jack DeJohnette, Gonzalo Rubalcaba.

Stage di Chitarra Flamenco di Manuel Montero nell'ambito del festival Arte in Vivo a San Lucido (Cosenza).

Esce anche in e-book il libro di Alceste Ayroldi sulla legislazione dello spettacolo e il diritto d'autore delle opere musicali.

Monopoli, sabato 12 marzo - Presentazione libro Alceste Ayroldi.

Nasce Pantuk, sinergia tra Pannonica e Tuk Music.

Alceste Ayroldi pubblica un libro sulla legislazione dello spettacolo e il diritto d'autore in musica .

Si è spento all'età di 95 anni la grande icona della chitarra jazz Franco Cerri..

Annunciato il San Severo Winter Jazz Festival 2021, 7 concerti internazionali dal 29 ottobre al 1 aprile 2022..

Ciao Paolo, musica e Jazzitalia in lutto per la scomparsa del sassofonista Pietro Paolo Mannelli. Aveva 84 anni..

Disponibile dal 2 dicembre per Adda Editore il libro "Paolo Lepore e la Jazz Studio Orchestra" curato da Alceste Ayroldi.

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Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

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News n. 22940 del 22/11/2015 >> tutte le news...


Il Francesco Bearzatti Tinissima 4et apre l'edizione 2015 dell'Autunno in Jazz a Polistena (Rc)

Autunno in Jazz

26 Novembre e 14 Dicembre 2015

Auditorium Comunale di Polistena (Rc)

Ore 21

 

Programma

26 novembre ore 21

FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4ET

“This Machine Kills Fascists”

Francesco Bearzatti – tenor sax

Giovanni Falzone –trumpet, vocal effects

Danilo Gallo – bass guitar

Zeno de Rossi – drums

Francesco Bearzatti ha appena pubblicato il nuovo album ‘This Machine Kills Fascists’. Il disco, realizzato con il Tinissima Quartet (Giovanni Falzone  alla tromba, Danilo Gallo al basso e Zeno De Rossi alla batteria,  è un omaggio a Woody Guthrie (this machine kills fascists era scritto sulla sua chitarra) ed esce per CAM Jazz (distribuito da Goodfellas).

Dopo Tina Modotti (2008) e Malcom X (2010, album pluripremiato con il Top Jazz ed altri riconoscimenti) e la parentesi riuscita di Monk’n’Roll (CAM Jazz 2013 - dove i temi di Monk vengono riletti intersecandoli con  alcuni dei più famosi brani rock della storia) il sassofonista ritorna a raccontare con la sua musica la vita, l’arte e i tempi di un altro ribelle e irregolare,  che come nessun altro ha cantato l’America delle Grande Depressione, delle lotte sindacali, delle speranze del New Deal. L’Altra America del folk e del blues. Il tutto filtrato dalla sensibilità di Francesco Bearzatti e di un quartetto che è già entrato nella storia del Jazz.

Woody Guthrie è il più grande e radicale cantautore popolare americano, intellettuale,  romanziere e attivista politico,  ha raccontato gli operai e gli emarginati e si è sempre schierato contro le ingiustizie dei politici e dei capitalisti. La sua eredità ha influenzato tutta la canzone popolare e di protesta di lì a venire, da Dylan a  Joan Baez a Springsteen fino a Billy Bragg e ai Clash.

Tra blues dolenti e brani frenetici il disco è una viaggio in musica che parte dal paese natale di Guthrie, Okemah in Oklahoma per muoversi tra le tempeste di sabbia, i vagabondaggi in treno,  gli abiti stracciati, New York per finire con un brano dedicato a Sacco & Vanzetti (a cui Guthrie aveva dedicato una raccolta di brani) e con l’unico brano non originale del disco, una rilettura di “This Land is Your Land”, brano simbolo della poetica di Guthrie, a metà tra una dichiarazione d’amore per la sua terra e una sferzante polemica contro la proprietà privata,  dove è chiara la sua visione solidale e di comunità:

 

This land is your land, this land is my land

From California to the New York Island

From the Redwood Forest to the Gulf Stream waters

This land was made for you and me.

 

La ricca paletta musicale della formazione aggiunge alla consueta energia, marchio distintivo del Tinissima Quartet,  elementi tratti dalla tradizione popolare americana degli anni ’30 e’40, con le note che risuonano profonde ad evocare le parole di Guthrie.

Un disco che è una dichiarazione forte da parte di Bearzatti, in questi tempi dove le diseguaglianze sociali sono così acute e stridenti.

 

Il disco verrà presentato dal vivo con i seguenti concerti

 

25 novembre - Roma - Casa del Jazz

26 novembre - Polistena (Rc)- Auditorium Comunale



27 novembre - Pisa - ex Wide - Pisa



28 novembre - Firenze - Pinocchio Jazz club



29 novembre - Piacenza - Milestone 





DICEMBRE

18 dicembre - Perugia - Ricomincio da tre



19 dicembre - Mareno di Piave (Tv) - Sala Grande del Centro Culturale

 

14 Dicembre ore 21

"SKINSHOUT!" a duo with Gaia Mattiuzzi and Francesco Cusa

"a project around the black music: work songs, blues and traditons of the origins"

Gaia Mattiuzzi – voice

Francesco Cusa – drums

 

Dall’incontro tra Gaia e Francesco è nato il progetto “Skinshout” e due registrazioni discografiche “Caribbean Songs” del 2010 e “Altai” del 2011, pubblicati dall’etichetta Improvvisatore Involontario. Il primo lavoro, dedicato a un capitolo della ricerca etnomusicale di Alan Lomax, il “Caribbean Voyage”, del quale il duo presenta in questa occasione una serie di brani, è una rilettura brillante e appassionante di quei materiali di origine popolare e folklorica, che acquistano nuova vita e nuovi significati grazie alle straordinarie improvvisazioni vocali e alle continue invenzioni di Mattiuzzi e all’instancabile lavoro ritmico, poliritmico, coloristico dispensato da Cusa. Il lavoro di entrambi si caratterizza sia per l’originalità timbrica e ritmica che deriva dalle particolari combinazioni strumentali messe in gioco, che per la comune attitudine esplorativa, condotta con grande libertà e immaginazione, del rapporto tra suono, ritmo, parola e improvvisazione.

Gaia Mattiuzzi, giovane talento che si divide tra lirica, musica sperimentale e jazz, è stata paragonata a Cristina Zavalloni, Cathy Berberian, Diamanda Galas per virtuosismo vocale e capacità di affrontare repertori e stili diversi con grande disinvoltura. Francesco Cusa, batterista, compositore, “agitatore” musicale, promotore culturale, esponente del collettivo Basse Sfere, di Improvvisatore Involontario e molto altro ancora, è già da diversi anni tra i protagonisti della scena della musica improvvisata italiana e internazionale, con numerosi progetti all’attivo e una copiosa lista di illustri collaborazioni.

 

ore 22

FRANCESCO CUSA & THE ASSASSINS

“Rhythm Permutations”

Giovanni Benvenuti - t. sax

Giulio Stermieri - hammond, keyboards

Francesco Cusa - drums, compositions

 

The Assassins è il nuovo contenitore musicale di Francesco Cusa. Il batterista e compositore riporta all'interno di questo progetto molti degli input sviscerati già nel precedente Skrunch, come il rapporto sviluppato tra scrittura e improvvisazione, fatto di esplosioni, veloci cambi di inquadrature, una forte dinamica emotiva nel corso dei brani e dell'intero concerto. Il passaggio dal quintetto al trio, pur mantenendo l'assenza del basso, accoglie con l'elettronica e le potenzialità dell'organo hammond un’attenzione al groove meno sottolineata dall'incontro di chitarre, trombone e sax di Skrunch. Una musica complessa, anche contorta, ricca di spunti ritmici e basato su una scrittura serrata.

Le varie sfaccettature di Francesco Cusa trovano una sponda nelle repentine trasformazioni di The Assassins, così come nelle viscerali visioni melodiche di alcuni brani. Ma anche nella passione per una tradizione che emerge in modo sintomatico ed essenziale tra le pieghe dei brani e dalla contestuale e istantanea necessità di scardinare in modo irriverente stilemi e convenzioni, per “trovare una possibile sintesi e far convivere la libertà e le influenze contemporanee da una parte e i tanti riferimenti alla tradizione del jazz presenti nella concezione del progetto”.

"The Assassins è per me una nuova formula di quartetto, un progetto che eredita l'approccio compositivo del mio precedente gruppo Skrunch. The Assassins, grazie alle specifiche caratteriste dell'hammond, si apre adesso certe influenze a sonorità più vicine al funk e al jazz. Il lavoro di esplorazione dei materiali tematici è vincolato da schemi poliritmici atti a evidenziare le cellule melodiche, i riff e le modulazioni cromatiche e timbriche. Il rapporto tra scrittura e improvvisazione è dialettico. I vari elementi vanno dunque combinandosi in un gioco continuo di tensione e rilassamento, con uno sguardo alla tradizione e l'altro alla contemporaneità." (Francesco Cusa)

 

 













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