
Pescara Jazz
DAL 10 LUGLIO AL 20 AGOSTO
Burt Bacharach, Bobby McFerrin, Ravi Coltrane, Cassandra Wilson, Robert Davi, Ron Carter, Dave Holland
Teatro-Monumento D'Annunzio, Pescara
Tre serate a metà luglio e un'anteprima con un grande
nome della storia della musica statunitense. La quarantatreesima edizione di
Pescara Jazz si concentra sulle proprie radici e propone un cartellone dove voce
e contrabbasso sono i chiari protagonisti. E, tramite questi strumenti e gli
artisti che li portano sul palco, rende omaggio agli artefici della storia del
jazz e, in generale, della musica nel ventesimo secolo. Billie Holiday e Frank
Sinatra, nella serata di sabato 18; Miles Davis, in maniera diversa, nei
progetti con cui si esibiranno al Teatro D'Annunzio, due dei contrabbassisti che
hanno affiancato il trombettista.
Una vita attraverso le canzoni. Burt Bacharach è uno degli eroi del songwriting:
ha legato il suo nome ad alcuni dei brani più celebri presenti nelle pellicole
hollywoodiane; è stato il fidato compositore per grandi interpreti come Dionne
Warwick, Dusty Springfield e, in anni più recenti, Elvis Costello. Ma, davvero,
i suoi brani sono stati una delle colonne sonore della seconda metà del secolo
scorso attraverso le voci più importanti. E, fatto ancor più rilevante, con una
cifra caratteristica che le rende immediatamente riconoscibili: una firma capace
di dare profondità alla spensieratezza, di risolvere con classe ed eleganza ogni
tensione.
La serata del venerdì, avrà come protagonisti Bobby McFerrin e Ravi Coltrane,
entrambi impegnati con due progetti originali per quanto coerenti all'interno
delle loro ormai consolidate carriere, intriganti per le possibilità insite nel
processo creativo. McFerrin mette la voce e la propria persona, l'estro e la
presenza scenica a confronto con un progetto trasversale con pianoforte,
contrabbasso e violoncello. Coltrane completa il quartetto con la chitarra,
invece che con il pianoforte. In entrambi i casi si tratta di progetti portati
sul palco con grande personalità. McFerrin compie un ulteriore passo verso la
sintesi integrata e universale di tutte le possibili influenze stilistiche,
verso il senso di gioia e di condivisione e di grazia emotiva che cerca
attraverso la musica. Ravi Coltrane aggiunge con questa formazione una nuova
freccia al suo arco espressivo: insieme a tre jazzisti di altissimo valore come
Adam Rogers, Scott Colley e Nate Smith, punta direttamente alla sintesi tra
suono e tecnica, tra intensità e strutture complesse, con l'obiettivo di
arrivare ad una musica capace di tenere insieme i vari elementi in modo coerente
quanto gradevole all'ascolto.
Cassandra Wilson e Robert Davi sono i protagonisti di un doppio omaggio in
occasione di un doppio centenario. Nel 1915, infatti, sono nati Billie Holiday e
Frank Sinatra. Cassandra Wilson offre una rilettura tutt'altro che scontata o
imitativa: la "grande scommessa che paga", come l'ha definita John Fordham sulle
pagine del Guardian, è un approccio sfaccettato, capace di convogliare suoni
provenienti da contesti espressivi differenti e forgiare una visione estetica
allo stesso tempo radicale, straniante, avvincente, mai scontata, dove
confluiscono tradizione e modernità, sezioni d'archi, strali rock, la storia
della vocalità afroamericana, la suggestione delle atmosfere, la forza del
blues, la maestria della produzione. Frank Sinatra ha attraversato in maniera
del tutto diversa la storia della canzone e dello showbusiness rispetto a Billie
Holiday. Robert Davi fa rivivere il repertorio di The Voice attraverso la chiave
romantica, la strada della seduzione e dell'innamoramento. Attore e cantante,
Davi riprende il grande songbook americano, secondo la lettura che ne ha dato
Frank Sinatra e che ha reso la sua voce, in pratica, la "traduzione sonora" di
una considerevole parte del sogno americano, assumendone su di sé pregi e
difetti, per entrare a far parte a tutti gli effetti della storia della nazione.
Negli anni sessanta, Miles Davis ha tracciato il futuro del jazz con i suoi
dischi, con le collaborazioni avviate, con le scelte espressive. Sono passati
più di cinquant'anni dall'uscita di Kind of Blue (1959) e più di quarant'anni
dalla svolta elettrica di Bitches Brew (1969), ma la forza e le possibilità
ancora contenute nelle registrazioni prodotte dal trombettista in quel periodo
restano ancora uno spartiacque fondamentale per capire come il jazz sia riuscito
ad arrivare fino ad oggi, ad espandersi oltre i confini naturali e ad avere
sempre nuova linfa. Ron Carter è stato il contrabbassista del secondo quintetto,
Dave Holland ha affiancato Davis alla fine del decennio, nel primo periodo
elettrico. E le loro carriere li rendono due riferimenti sicuri per il jazz
moderno, due tra i musicisti più interessanti del panorama internazionale.
Entrambi scelgono la formula del quartetto, anche se secondo due declinazioni
differenti: se Carter esplicita nel nome della formazione l'omaggio a Davis e
punta all'essenza ritmica dell'incontro del pianoforte e del contrabbasso con la
batteria e le percussioni, Holland ne ripercorre lo spirito con un progetto nato
dall'incontro di quattro personalità forti, diverse per percorso artistico
quanto disposte a mettersi al servizio del risultato finale.
Come si diceva in apertura, il festival guarda alle sue radici e lo fa puntando
sull'espressività della voce – e, per traslato, sulla canzone – e sulla forza
propulsiva del contrabbasso. E lo fa con un programma in grado di mettere a
fuoco con decisione - e dedizione, si dovrebbe aggiungere, vista la longevità
della rassegna – la propria “firma” e l'identità del percorso sviluppato in
questi anni.
Presentazione di Fabio Ciminiera
http://www.pescarajazz.com/frontend/
VENERDì 10 LUGLIO 2015 TEATRO D'ANNUNZIO
BURT BACHARACH
VENERDì 17 LUGLIO 2015 TEATRO D'ANNUNZIO
BOBBY MCFERRIN WITH SPECIAL GUESTS
RAVI COLTRANE GUITAR QUARTET
SABATO 18 LUGLIO 2015 TEATRO D'ANNUNZIO
CASSANDRA WILSON "COMING FORTH BY DAY"
ROBERT DAVI: DAVI SINGS SINATRA
DOMENICA 19 LUGLIO 2015 TEATRO D'ANNUNZIO
RON CARTER FOURSIGHT "DEAR MILES"
DAVE HOLLAND - CHRIS POTTER - LIONEL LOUEKE - ERIC HARLAND
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