I Giovani Jazzisti della CDpM Europe Big Band al Blue Note di Milano
inaugurano le manifestazioni dell'International Jazz Day dell'Unesco promosse dal CDpM di Bergamo

Sarà il Blue Note, uno dei templi del jazz internazionale, ad ospitare la
CDpM Europe Big Band domenica 11 gennaio alle ore 21. Si tratta di
un importante evento a testimonianza dell'alto livello raggiunto dai corsi di perfezionamento
del CDpM di Bergamo a solo un anno esatto dall'istituzione dal progetto
di interscambi europei con docenti ed allievi provenienti da Leeds (Inghilterra),
Parigi, Malta, Spagna e Stati Uniti e il rilascio di titoli di studio europei
in jazz ottenuti grazie alla equiparazione di enti certificatori inglesi.
L'orchestra è composta da studenti del CDpM in età compresa tra i 16 e 30 anni.
Simona Zambetti è una vocalist di talento capace di spaziare dal jazz al
gospel e al pop, accompagnata dal chitarrista Carlo Barcella, vincitore lo
scorso anno di una borsa di studio per partecipare alla masterclass del Festival
Internazionale di Malta insieme a Ermanno Novali, pianista diplomatosi con
Marco Giovannetti ed attualmente allievo del corso di perfezionamento in piano jazz
con Claudio Angeleri e Marco Marini alla batteria. La sezione di sassofoni
è composta da Nicholas Lecchi, 16 anni sax alto, Giuseppe Generoso, Matteo
Mesiti mentre Cristian Bosio, Pietro Scotti e Rinaldo Ghelli costituiscono
la sezione delle trombe. All'orchestra si aggiungono in qualità di solisti alcuni
docenti del CDpM quali Gabriele Comeglio e Giulio Visibelli ai sassofoni,
Andrea Andreoli al trombone, Claudio Angeleri al pianoforte e Sergio
Orlandi prima tromba e direttore da diversi anni dell'orchestra.
In programma un repertorio che spazia da Fletcher Henderson a Benny Goodman
per arrivare alle suites di Duke Ellington degli anni sessanta come la
Far East Suite e la Such Sweet Thunder oltre ad arrangiamenti di George
Gershwin curati da Gabriele Comeglio.
Durante il concerto del Blue Note verrà inoltre presentato il programma dell'International
Jazz Day 2015, la manifestazione indetta dall'UNESCO nel 2011
per celebrare in tutto il mondo nella giornata del 30 aprile il jazz quale
"patrimonio immateriale dell'umanità". Dallo scorso anno il CDpM ne è promotore
per la città di Bergamo con la partecipazione di oltre 100 musicisti della città
e della regione tra cui Claudio Angeleri, Gianluigi Trovesi, Gabriele Comeglio,
Giulio Visibelli, Dario Faiella, Sergio Orlandi, Vittorio Marinoni, Marco Esposito,
Paolo Manzolini, Paola Milzani, Gabriella Mazza. Quest'anno il CDpM ha elaborato
molteplici iniziative sia didattiche sia concertistiche dall'11 gennaio al 30 aprile
per sensibilizzare il pubblico, soprattutto giovanile, sul linguaggio jazzistico.
La manifestazione si avvale del patrocinio di diverse importanti istituzioni della
città, dal Comune al Consiglio Notarile di Bergamo, inclusi i festival
Notti di Luce, il Festival Internazionale della Cultura e Bergamo jazz.
Grazie al progetto di interscambi europei e internazionali verrà ospitata al Centro
Congressi Giovanni XXIII la Big Band della Conard High School di Hartford
(Connecticut USA), il musicologo di fama internazionale Marcello Piras dell'Associazione
ADAM di Puebla (Mexico), il vincitore del Jazz Contest del Festival di
Malta, Carlo Muscat. In programma conferenze all'Università di Bergamo e la
presentazione del video Soundcheck del regista Adriano Merigo, girato
al Blue Note e al CDpM.
Per info www.cdpm.it
Bergamo per l'International Jazz Day 2015
Sotto l'egida dell'UNESCO e il patrocinio del Consiglio Notarile di Bergamo,
Turismo Bergamo, Festival Internazionale della Cultura, Comune di Bergamo Assessorato
alla Cultura, Turismo ed Expo, Assessorato all'Istruzione, Università e Ricerca,
Fondazione istituti Educativi, Fondazione Mia, Conard High School Hartford – Connecticut
(USA), ADAM - Association for Darwinian Afrocentric Musicology - Puebla (Mexico),
Malta International Jazz Festival, Università degli Studi di Bergamo Dipartimento
delle Scienze Umane e Sociali,
Il CDpM promuove in occasione dell'International Jazz Day 2015 indetto
dall'Unesco una serie di iniziative formative, divulgative e concertistiche
a partire dai primi mesi del 2015 che si concluderanno il 30 aprile con un concerto
globale con la partecipazione di cento musicisti bergamaschi e delle città limitrofe
in un teatro di Bergamo da definire. Tra i partecipanti Gianluigi Trovesi, Claudio
Angeleri, Gabriele Comeglio, Dario Faiella, Sergio Orlandi, Giulio Visibelli, Gianni
Bergamelli, Andrea Andreoli, Marco Esposito, Michele Gentilini e molti altri
che esibiranno alla testa di loro formazioni o di formazioni orchestrali in molteplici
declinazioni: swing, free, bebop, funky, ska jazz.
L'International Jazz Day ha preso avvio nel 2011 su iniziativa del direttore
generale dell'Unesco Irina Bokova insieme al leggendario pianista Herbie
Hancock con lo scopo di promuovere il jazz in tutti gli angoli del mondo quale
strumento di unione e pace, attraverso il rispetto delle diverse culture, dei diritti
umani, promuovendo la libertà di espressione in particolare tra i giovani. Tale
obiettivo viene perseguito attraverso concerti ed iniziative didattiche in tutto
il mondo.
La città di Osaka è stata la Global Host City 2014 a cui si sono aggiunte
numerose iniziative in 196 paesi tra cui l'Italia. Anche Bergamo ha raccolto l'invito,
lanciato dal CDpM nel 2014 con il patrocinio Unesco, con la partecipazione gratuita
di oltre cento musicisti.
Edizione 2015
Interventi formativi
Il 2015 è l'anno dell'Expo: Milano e l'Italia si mettono in mostra non
solo attraverso un sito espositivo ma soprattutto con un processo partecipativo
che coinvolge attivamente adulti e giovani attorno al tema " Nutrire il Pianeta,
Energia per la Vita".
L'Expo si confronta con il problema del nutrimento dell'uomo e della Terra e si
pone come momento di dialogo tra i protagonisti della comunità internazionale sulle
principali sfide dell'umanità. Anche la conoscenza, la cultura e le arti rappresentano
un importante "nutrimento" della mente e dello spirito dell'uomo e contribuiscono,
attraverso differenti modalità ed esperienze, a promuovere la libertà, i diritti
e la dignità umana, la pace ed il rispetto delle diversità.
Questi stessi obiettivi hanno portato l'Unesco, l'organizzazione mondiale
per l'educazione, la scienza e la cultura delle Nazioni Unite, a istituire
nel 2011 una giornata in cui si celebra in tutto il mondo attraverso concerti, dibattiti,
conferenze e lezioni, la musica jazz quale forma espressiva che fin dalle sue origini
ha rappresentato un linguaggio universale in grado di abbattere le barriere tra
i popoli in tutti i continenti, favorendo il dialogo e soprattutto il ruolo attivo
dei giovani nei processi di sviluppo dell'umanità.
La celebrazione, denominata International Jazz Day, cade in tutto il mondo
il 30 aprile di ogni anno ma, proprio per la coincidenza con Expo
e l'edizione 2015 di Bergamo jazz, si è pensato di proporre all'interno del
festival alcuni interventi preparatori di formazione e informazione sul linguaggio
jazzistico rivolti a tutte le scuole di città e provincia, sia presso la sede CDpM,
sia in seno al Festival Bergamo Jazz 2015.
Anche per l'edizione 2015 la proposta del CDpM prosegue la collaborazione con
Festival Internazionale del jazz di Malta ospitando uno dei musicisti vincitori
dell'annuale Jazz Contest.
Tra le novità l'attivazione di un interscambio con una scuola superiore statunitense
la Conard High School di Hartford (Connecticut) i cui studenti si esibiranno
a Bergamo con la loro big band e insieme alla CDpM Europe big band e la conferenza
sulle origini del jazz tenuto dal noto musicologo Marcello Piras, presidente
dell'ADAM - Association for Darwinian Afrocentric Musicology - di Puebla in Mexico.
Infine nel programma di eventi in preparazione all'IJD sarà presentato in
anteprima un nuovo video dal titolo Soundcheck realizzato da Adriano Merigo
al CDpM e al Blue Note di Milano con il gruppo Ellingtones
Il concerto globale del 30 aprile 2015
Visto il successo riscosso dall'edizione 2015, sia in termini artistici sia di partecipazione
di pubblico e di musicisti, si è pensato di riproporre la medesima formula attraverso
un concerto non stop che vedrà l'alternarsi dei musicisti sul palco del Centro Congressi
Giovanni XXIII a partire dalle ore 20 fino alle ore 24.
Ogni gruppo si esibirà gratuitamente proponendo un brano a sua scelta.
Al fine di fornire un ulteriore collegamento con il tema Expo che si inaugurerà
il giorno successivo all'International Jazz Day, nel foyer del teatro sarà allestito
uno show case dei prodotti tipici bergamaschi replicando l'esperienza realizzata
a New York nel 2014.
Perché il jazz?
Il jazz nasce in terra americana attraverso un lungo processo durato quasi
due secoli durante i quali gli schiavi africani hanno gradualmente conquistato la
libertà prima, e i diritti civili dopo, diventando appunto cittadini americani a
pieno diritto, fino a giungere nel novembre del 2008 all'elezione del primo cittadino
statunitense afro/americano: Barak Obama.
Proprio il presidente di una delle più importanti democrazie del mondo in occasione
del ritiro del premio Nobel per la Pace consegnatogli "per i suoi sforzi
straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra
i popoli", volle che in quell'occasione così importante fosse proprio il jazz
a rappresentarlo agli occhi del mondo.
Anche l'ambasciatore Unesco per il jazz, il leggendario pianista americano
Herbie Hancock, ha dichiarato: «Il jazz è suono universale, profondamente
antirazzista, capace di colpire il cuore e la coscienza dell'uomo. Per questo si
rivolge all'intera umanità di cui diventa patrimonio senza tempo». Ma il jazz,
precisa, è soprattutto universale. «Pur scaturendo dall'esperienza degli schiavi
afro-americani, si rivolge all'intera umanità. La sua abilità nel trasformare l'evento
umano più doloroso e tragico in qualcosa di bello e creativo tocca una corda in
ognuno di noi… Il jazz è un regalo della comunità afroamericana al mondo ed è oggi
suonato e studiato a tutte le latitudini del pianeta e mi impegnerò affinché venga
tutelato come patrimonio immateriale dell'umanità".
La prestigiosa Università di Harvard nello scorso gennaio lo ha nominato
Professor of Poetry 2014 Charles Eliot Norton, primo jazzista e primo afro-americano
a ricoprire la cattedra fondata nel 1925 e assegnata prima di lui a T. S. Eliot
e Igor Stravinsky, Jorge Luis Borges e Frank Stella, Italo Calvino e Luciano Berio.
In quell'occasione Hancock inaugurò un ciclo di sei conferenze dal The ethics
of jazz (L'etica del Jazz) in cui, con l'ausilio del pianoforte, illustrò alla
illustre platea di docenti e studiosi dell'università il ruolo e l'influenza del
jazz nell'evoluzione della musica del XX secolo che lo ha visto divenire da espressione
artistica dei neri in America, linguaggio universale non solo sotto un profilo artistico
ed espressivo ma anche per i suoi profondi contenuti di libertà, tolleranza, rispetto
delle diversità.
Il jazz è una musica inclusiva capace di catturare qualsiasi stimolo ed influenza
culturale per trasformarlo in uno strumento di espressione e sperimentazione sia
individuale sia collettiva secondo una propria metodologia basata sull'improvvisazione,
sul dialogo interno tra i musicisti ed esterno con il pubblico, sulla capacità di
collaborare in team. Per questo motivo l'esperienza del jazz e dei suoi protagonisti
del passato e contemporanei da Louis Armstrong a John Coltrane, da
Duke Ellington a Bill Evans non rappresenta solo un'esperienza artistica
ma soprattutto un'esperienza di vita da cui trarre insegnamento.

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