
JTI Trier Jazz Award 2014 a Stefano Bollani

La parola giusta è "esprit". Stefano Bollani è un
pianista geniale, spiritoso ed enigmatico. È anche un compositore accorto,
arguto, scaltro. I musicisti che accompagna possono star certi di essere messi attentamente
a fuoco ma anche, sempre, un po' in discussione. I suoi compagni musicisti lo considerano
un giocoliere di classe, la cui consuetudine con le complessità della tradizione
è tale da permettergli di confrontare il luccichio della superficie con l'arguzia
di una decostruzione benevola e discreta. In quanto leader di progetti e formazioni
propri, gioca con l'eredità del jazz moderno, traduce il virtuosismo in leggerezza,
senza per questo trascurare il rigore necessario, così da colorare la struttura
musicale di accenti e impulsi propri. Stefano Bollani è dunque un intrattenitore
e un innovatore, un esteta e un'autorità ma, soprattutto, un appassionato
e inarrestabile esploratore della musica, che esegue assecondando il proprio gusto.
È questione di capacità, ma anche di controllo. Il 41enne Stefano Bollani è di Milano,
ha studiato al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze ed è stato incoraggiato
fin da giovane da maestri dell'equilibrio tonale, come il trombettista Enrico Rava.
Considera fondamentali tanto l'eredità della scuola pianistica americana, da
Art Tatum a Bill Evans passando da Thelonious Monk, quanto gli antenati di un mondo
sonoro che va dal barocco europeo agli idoli della musica pop, fino ai maestri della
canzone, come il cantante napoletano Renato Carosone. Quest'ultimo ebbe addirittura
un ruolo nella decisione di Bollani di dedicarsi alla musica perché, interpellato
dal suo allora giovane ammiratore per un consiglio su come cantare e suonare le
sue canzoni, Carosone gli raccomandò di ascoltare il più possibile blues e jazz.
Bollani prese alla lettera quel consiglio e all'età di undici anni iniziò a studiare,
e ben presto a suonare dal vivo e acquisire esperienza, con varie band di
musica pop e jazz. Il balzo decisivo per la sua carriera avvenne nel 1996,
quando fu invitato da Enrico Rava ai concerti di Parigi.
Da quel momento in poi, si è incamminato rapidamente verso i vertici del jazz
europeo e internazionale. Stefano Bollani ha suonato con Richard Galliano,
Michel Portal, Paolo Fresu, Gianmaria Testa, così come con Pat Metheny, Lee
Konitz, Gato Barbieri e Hamilton De Holanda. Ha realizzato progetti con orchestre
e big band, duellato al pianoforte con Chick Corea ed è stato invitato a suonare
come solista da Riccardo Chailly. È stato premiato con l'European Jazz Prize e l'Echo
Jazz, ha pubblicato numerosi album, scritto due romanzi e realizzato programmi radiofonici
e televisivi. E in questa varietà di esperienze è riuscito a elaborare alcuni tratti
musicali caratteristici, tanto da distinguersi come pianista stilisticamente influente
del jazz europeo. Il senso di Bollani per il nucleo melodico della musica, il suo
giocare ai limiti della tradizione, la sua arte della variazione, tanto seria quanto
allegra, lo hanno reso un sovrano del pianoforte, la cui arguzia e finezza pianistica
non hanno uguali. Per queste ragioni, è l'artista ideale cui attribuire il JTI Trier
Jazz Award 2014 international.
Il JTI Trier Jazz Award verrà consegnato a Stefano Bollani il 26 settembre 2014,
durante il concerto "EinKonzertimTabak" che il premiato stesso eseguirà per l'occasione
a Treviri. Il premio ammonta a 10.000 Euro ed è assegnato per la quinta volta. I
vincitori delle edizioni precedenti sono Marylin Mazur (2010), Oliver Strauch (2011),
Toots Thielemans (2012) e Pascal Schumacher (2013).
|