Dan Kinzelman's Ghost
Dan Kinzelman, Mirco Rubegni, Manuele Morbidini, Rossano Emili
-strumenti vari-

La scarsità di materie prime pure ci costringe al recupero di scarti generati nel
corso degli anni passati. Riteniamo che tramite tale sforzo creativo sia possibile
ricavare oggetti di notevole utilità e bellezza, attraverso una drastica decontestualizzazione
o contrapponendo elementi apparentemente del tutto privi di collegamento. Le funzionalità
originarie vengono così tramutate con urgenza costruttiva in qualcosa d'altro: strutture
dall'aspetto instabile ed improbabile, giocattoli immaginari impossibili.
Dan Kinzelman pubblicherà il suo nuovo lavoro ‘Stonebreaker' il 22
aprile per Parco Della Musica Records, distribuzione Egea.
Quartetto di fiati e percussioni che si sottrae ai generi, Dan Kinzelman's Ghost
mischia con irriverenza musica da camera, musica contemporanea, free jazz, ritmi
africani e minimalismo orchestrale con elementi tratti da musiche etniche di tutto
il mondo e dalla tradizione bandistica. Il risultato è una rete complessa e stratificata
in cui il contrasto e la decontestualizzazione rivelano aspetti sorprendenti in
mondi musicali che si ritenevano sinora familiari. La particolarità forte di questo
progetto si trova forse nella ricerca estrema del contrasto: un'attenzione ossessiva
al dettaglio abbinato ad una propensione nell'abbandonarsi all'inaspettato, un'elevazione
del connubio suono-silenzio fino a farli diventare elementi autonomi musicali e
un'estensione dinamica che fa paura sono i tratti salienti di Dan Kinzelman's Ghost.
Riflettendo sulla musica, mi sembra di identificare un tentativo di affrontare molti
stilemi e luoghi comuni del '900, ma (spero) non in modo nostalgico (vedi manifesto).
L'intertestualità e il dialogo fra opere artistiche, in qualsiasi campo è una cosa
che mi affascina da tanto tempo. Forse è anche uno degli elementi che mi è sempre
interessato del jazz (che nasce da una miscela di musiche apparentemente distantissime
fra loro, culturalmente). Ghost è un luogo in cui esplorare questo dialogo, sia
fra i musicisti che improvvisano durante il concerto, ma anche fra la nostra musica
e le musiche dalle quali il nostro repertorio trae ispirazione.
Un altro elemento importante per me di questo gruppo è l'uso delle percussioni che
non siamo in grado di padroneggiare completamente. Questa scelta di porsi in difficoltà
ci costringe a trovare soluzioni che magari non avremmo dovuto neanche cercare con
i nostri strumenti abituali. In più, gli strumenti che non sappiamo suonare tirano
fuori da noi qualcosa di bambinesco e primitivo che mi riempie di felicità.
L'ultima cosa che contraddistingue questo progetto è il fatto che cerchiamo di suonare
in situazioni dove possiamo avere il pubblico intorno. Spostando il pubblico sul
palco e intorno al gruppo, si confondono i ruoli. Non più protetti dalla barriera
fra palco e platea, sia i musicisti che gli spettatori si sentono più partecipi,
tutti perdono qualche sicurezza e si interrompe la formalità e l'abitudine della
serata solita al teatro. Io credo che questo permette anche un ascolto (anche da
parte dei musicisti) di tipo diverso, più aperto alle sfumature e più attento all'evento
nel suo insieme. L'attenzione in un certo modo viene focalizzata al centro, al gruppo,
ma vedi lo spettatore che guarda dall'altra parte, che forse sta guardando anche
te. Ti senti osservatore e osservato allo stesso tempo...una specie di panopticon
dove tutti osservano e ascoltano tutti, con un'attenzione che raramente si può avere
in un contesto più normale.
Dan Kinzelman
www.dankinzelman.com
www.auditorium.com/pdm_records
www.pannonica.it
Biografia
Da quando si è stabilito in Italia nel 2005, il polistrumentista Dan Kinzelman si
è fatto
conoscere come una delle voci più interessanti emergenti in Italia e non solo. Il
suo approccio molto personale come solista e arrangiatore lo ha reso un compagno
fedele di alcuni dei nomi più importanti del jazz italiano del momento, fra cui
Mauro Ottolini e Giovanni Guidi. Si è esibito dal vivo anche con musicisti di grande
statura internazionale quali Uri Caine, David Binney, Maria Schneider, Ralph Alessi
ed Enrico Rava, con cui collabora stabilmente da anni.
Nel 2012 ha fatto il suo debutto per la prestigiosa etichetta ECM con il progetto
"Rava on the Dance Floor".
Negli ultimi anni si è affermato sempre di più come compositore e bandleader, caratterizzato
da una forte ed originale visione artistica, difficilmente collocabile all'interno
di un genere preesistente. Nel 2012 il suo quartetto di fiati Dan Kinzelman's Ghost
è stato invitato a partecipare ad una prestigiosa residenza artistica a Correggio
Jazz dove hanno registrato il disco d'esordio "Stonebreaker", mentre il trio collettivo
Hobby Horse nel marzo del 2013 ha prodotto il proprio disco d'esordio "Eponymous",
accolto con entusiasmo dalla critica, scelto fra i migliori 10 dischi del 2013 dalla
rivista Musica Jazz. Il mese di marzo 2013 ha segnato anche il debutto al Bergamo
Film Meeting del nuovo progetto Pylon vs. Starevich, in cui il trio collettivo Pylon
esegue una colonna sonora originale che accompagna i cortometraggi di Ladislas Starevich,
innovatore del cinema d'animazione del primo Novecento. Attualmente Dan sta preparando
le musiche per uno spettacolo di teatro di ricerca legato alla 'Ndrangheta e sta
arrangiando un nuovo repertorio per l'Unknown Rebel Band di Giovanni Guidi.
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