Jazzitalia - News: DAN KINZELMAN: il 22 aprile esce il nuovo album Stonebreaker
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Monopoli, sabato 12 marzo - Presentazione libro Alceste Ayroldi.

Nasce Pantuk, sinergia tra Pannonica e Tuk Music.

Alceste Ayroldi pubblica un libro sulla legislazione dello spettacolo e il diritto d'autore in musica .

Si è spento all'età di 95 anni la grande icona della chitarra jazz Franco Cerri..

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News n. 21851 del 19/04/2014 >> tutte le news...


Dan Kinzelman's Ghost
Dan Kinzelman, Mirco Rubegni, Manuele Morbidini, Rossano Emili
-strumenti vari-

La scarsità di materie prime pure ci costringe al recupero di scarti generati nel corso degli anni passati. Riteniamo che tramite tale sforzo creativo sia possibile ricavare oggetti di notevole utilità e bellezza, attraverso una drastica decontestualizzazione o contrapponendo elementi apparentemente del tutto privi di collegamento. Le funzionalità originarie vengono così tramutate con urgenza costruttiva in qualcosa d'altro: strutture dall'aspetto instabile ed improbabile, giocattoli immaginari impossibili.

Dan Kinzelman pubblicherà il suo nuovo lavoro ‘Stonebreaker' il 22 aprile per Parco Della Musica Records, distribuzione Egea.

Quartetto di fiati e percussioni che si sottrae ai generi, Dan Kinzelman's Ghost mischia con irriverenza musica da camera, musica contemporanea, free jazz, ritmi africani e minimalismo orchestrale con elementi tratti da musiche etniche di tutto il mondo e dalla tradizione bandistica. Il risultato è una rete complessa e stratificata in cui il contrasto e la decontestualizzazione rivelano aspetti sorprendenti in mondi musicali che si ritenevano sinora familiari. La particolarità forte di questo progetto si trova forse nella ricerca estrema del contrasto: un'attenzione ossessiva al dettaglio abbinato ad una propensione nell'abbandonarsi all'inaspettato, un'elevazione del connubio suono-silenzio fino a farli diventare elementi autonomi musicali e un'estensione dinamica che fa paura sono i tratti salienti di Dan Kinzelman's Ghost.

Riflettendo sulla musica, mi sembra di identificare un tentativo di affrontare molti stilemi e luoghi comuni del '900, ma (spero) non in modo nostalgico (vedi manifesto). L'intertestualità e il dialogo fra opere artistiche, in qualsiasi campo è una cosa che mi affascina da tanto tempo. Forse è anche uno degli elementi che mi è sempre interessato del jazz (che nasce da una miscela di musiche apparentemente distantissime fra loro, culturalmente). Ghost è un luogo in cui esplorare questo dialogo, sia fra i musicisti che improvvisano durante il concerto, ma anche fra la nostra musica e le musiche dalle quali il nostro repertorio trae ispirazione.
Un altro elemento importante per me di questo gruppo è l'uso delle percussioni che non siamo in grado di padroneggiare completamente. Questa scelta di porsi in difficoltà ci costringe a trovare soluzioni che magari non avremmo dovuto neanche cercare con i nostri strumenti abituali. In più, gli strumenti che non sappiamo suonare tirano fuori da noi qualcosa di bambinesco e primitivo che mi riempie di felicità.
L'ultima cosa che contraddistingue questo progetto è il fatto che cerchiamo di suonare in situazioni dove possiamo avere il pubblico intorno. Spostando il pubblico sul palco e intorno al gruppo, si confondono i ruoli. Non più protetti dalla barriera fra palco e platea, sia i musicisti che gli spettatori si sentono più partecipi, tutti perdono qualche sicurezza e si interrompe la formalità e l'abitudine della serata solita al teatro. Io credo che questo permette anche un ascolto (anche da parte dei musicisti) di tipo diverso, più aperto alle sfumature e più attento all'evento nel suo insieme. L'attenzione in un certo modo viene focalizzata al centro, al gruppo, ma vedi lo spettatore che guarda dall'altra parte, che forse sta guardando anche te. Ti senti osservatore e osservato allo stesso tempo...una specie di panopticon dove tutti osservano e ascoltano tutti, con un'attenzione che raramente si può avere in un contesto più normale.
Dan Kinzelman

www.dankinzelman.com
www.auditorium.com/pdm_records
www.pannonica.it

Biografia
Da quando si è stabilito in Italia nel 2005, il polistrumentista Dan Kinzelman si è fatto
conoscere come una delle voci più interessanti emergenti in Italia e non solo. Il suo approccio molto personale come solista e arrangiatore lo ha reso un compagno fedele di alcuni dei nomi più importanti del jazz italiano del momento, fra cui Mauro Ottolini e Giovanni Guidi. Si è esibito dal vivo anche con musicisti di grande statura internazionale quali Uri Caine, David Binney, Maria Schneider, Ralph Alessi ed Enrico Rava, con cui collabora stabilmente da anni.
Nel 2012 ha fatto il suo debutto per la prestigiosa etichetta ECM con il progetto "Rava on the Dance Floor".
Negli ultimi anni si è affermato sempre di più come compositore e bandleader, caratterizzato da una forte ed originale visione artistica, difficilmente collocabile all'interno di un genere preesistente. Nel 2012 il suo quartetto di fiati Dan Kinzelman's Ghost è stato invitato a partecipare ad una prestigiosa residenza artistica a Correggio Jazz dove hanno registrato il disco d'esordio "Stonebreaker", mentre il trio collettivo Hobby Horse nel marzo del 2013 ha prodotto il proprio disco d'esordio "Eponymous", accolto con entusiasmo dalla critica, scelto fra i migliori 10 dischi del 2013 dalla rivista Musica Jazz. Il mese di marzo 2013 ha segnato anche il debutto al Bergamo Film Meeting del nuovo progetto Pylon vs. Starevich, in cui il trio collettivo Pylon esegue una colonna sonora originale che accompagna i cortometraggi di Ladislas Starevich, innovatore del cinema d'animazione del primo Novecento. Attualmente Dan sta preparando le musiche per uno spettacolo di teatro di ricerca legato alla 'Ndrangheta e sta arrangiando un nuovo repertorio per l'Unknown Rebel Band di Giovanni Guidi.
















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