
Art Meets Jazz
Otto concerti in quattro giorni: il Museion, museo di arte moderna e contemporanea
a Bolzano, è una delle sedi principali del Südtirol Jazzfestivals Alto Adige 2013.

Arte moderna e jazz contemporaneo: un connubio perfetto per Bolzano. Il Museion,
museo di arte moderna e contemporanea, al suo quinto anno getta un ponte tra
un'attività artistica globalizzata, il pubblico e la scena altoatesina: quest'istituzione,
infatti, non esibisce solo arte giovane e talenti "scoperti" al di qua del "mainstream",
ma presenta anche insigni rappresentanti internazionali.
La ricerca del nuovo, il coraggio del rischio e la presentazione degli artisti più
significativi sono temi in sintonia con il Südtirol Jazzfestival Alto Adige, facendo
così del Museion la sede più importante di questo festival. Qui, infatti, sono consentiti
suoni sperimentali e spigoloso jazz non convenzionale. Quest'edificio farà da sfondo
a otto concerti, mentre i visitatori potranno ammirare le esposizioni in programma
come la mostra a tema "Little Movements: Self-practice in Contemporary Art"
dei due curatori ospiti dalla Cina Carol Yinghua Lu e Liu Ding, la
giovane arte austriaca ("Desiring the Real- Austria Contemporary") o "Fabulous
Muscles" di Danh Vo, combinando personalmente arte e jazz in un unico
tour.
Il programma dei concerti al Museion avrà inizio domenica (30.06)
con una matinée nel Passage. A partire dalle ore 11, l'Harris Eisenstadt's
September Trio si esibirà in un jazz "puristico" che unisce con sorprendente
leggerezza ritmi e armonie complesse senza l'impiego di strumenti elettronici.
Harris Eisenstadt sarà accompagnato dal sassofonista Ellery Eskelin
e dalla pianista Angelica Sanchez, che hanno registrato i loro CD, così come
il September Trio, con la prestigiosa etichetta Clean Feed di Lisbona. Giovedì
(04.07) alle ore 19.30 il Passage vedrà all'opera un "tumulto" musicale di Amsterdam,
il sestetto Nacked Wolf (Felicity Provan: tr; Ofir Klemperer: voc, synth;
Yedo Gibson: sax; Mikael Szafirowski: g; Luc Ex: b; Gerri Jäger – dr), parte del
gruppo Tumult dalla musica "sfrenata". Questa macchina del suono elabora complesse
melodie rock, pop e jazz, ricavando dal "materiale grezzo" un sound selvaggio che
sfida i profani in modo sfrontato e irrefrenabile.
Il jazz non si potrà ascoltare solo tra le vetrate del Museion, ma anche sui prospicienti
prati del Talvera. Venerdì (05.07) e sabato (06.07) alle ore
21, il palcoscenico open air accoglierà i concerti top, corredati da esibizioni
nelle sale espositive: il programma musicale non potrebbe essere più sfaccettato.
Il via sarà dato venerdì alle ore 11 nel Passage da un concerto "trasversale"
della band francese IRèNE (Yoann Durant: sax; Clément Édouard: sax; Julien
Desprez: g; Sébastien Brun: dr, electronics), un gruppo musicale proveniente dal
COAX che dà vita a un cocktail irresistibilmente variegato di jazz, indie rock ed
electro sound. IRèNE fa una musica altamente dinamica, che rifiuta costantemente
i "cassetti di genere": talvolta sembra delicata e graziosa per addensarsi subito
dopo in uragani di toni che suscitano gioia.
Chi predilige qualcosa di più tranquillo non rimarrà deluso: a questo spettacolo
pirotecnico di suoni, seguirà alle 19, sempre nel Passage, il melodico jazz
da camera di Pascal Schumacher (p) e Sylvain Sifflet (sax, cl).
Il lussemburghese Schumacher, compositore per film e opere teatrali, fa parte
dell'elite europea del jazz. Anche il francese Sylvain Sifflet scrive per
il cinema: la sua musica per "Dernier Maquis" di Rabah Ameur-Zaïmeche ha ottenuto,
nel 2008, il premio della critica come migliore colonna sonora al Filmfestival di
Dubai.
Davanti all'edificio, l'eccezionale pianista pluripremiato francese Baptiste
Trotignon celebrerà, a partire dalle 21, una "festa della canzone" senza
confini, aldilà di tutti i formati più comuni. "Ho sempre difeso la parte più ‘amabile'
del pianoforte nel jazz", scrive il musicista in merito al suo nuovo progetto "Song
Song Song", che pone al centro i canti originari dai più diversi mondi musicali.
A Bolzano, Trotignon presenterà "Song Song Song" insieme a Jeanne Added (voc), Dre
Pallemaerts (dr), Thomas Bramerie (b), Mônica Passos (voc, g) e Minino Garay (perc,
body rhythm, cajon) con un repertorio che spazia dal classico "Ne me quitte pas"
di Jacques Brel ai modelli di testo rivisitati del compositore pop francese Christophe
Miossec fino alla famosa canzone di Schubert "Du bist die Ruh".
Anche sabato (06.07) il Südtirol Jazzfestival Alto Adige v'invita presso
la sede del Museion per assistere a tre concerti. Il programma musicale prende il
via alle 11 nel Passage con un solista, il violoncellista italiano Francesco
Guerri. L'assolo di violoncello è piuttosto inconsueto nel jazz: se nel 2011
si è esibito con questo strumento l'olandese Ernst Reijseger, l'edizione 2013 presenta
Francesco Guerri che, come Reijseger, è passato alla musica classica al jazz.
Guerri, formatosi al conservatorio di Cesena, ha suonato in orchestre sinfoniche,
accompagnando ballerini e attori. Nel 2007, si è unito per qualche mese alla Gianluca
Petrellas Cosmic Music Orchestra. Il violoncello di Guerri stride, canta e geme:
in breve, questo solista estrapola dal suo strumento suoni sorprendenti, dando origine
a una musica polifonica.
Alle 19 seguirà un particolare mélange di arte e jazz: al quarto piano del
Museion, Danh Vo, l'artista nato a Saigon (attuale Ho Chi Minh, Vietnam)
e cresciuto a Copenhagen, illustra il lavoro monumentale "Fabulous Muscles". Nell'ambito
del progetto pluriennale "We the people", smonta la Statua della libertà, ricomponendone
le cellule in modo diverso. La scultura di Vo, presentata nel mondo come Work in
Progress, è costituita, come l'originale, da piastre in rame che, grazie al movimento
vengono plasmate nella forma desiderata. A Bolzano, Danh Vo presenta 15 nuovi
elementi in bronzo nelle dimensioni originali. Originariamente le parti della statua
realizzata da Frédéric Bartholdi nel 19° secolo, sono state trasportate in nave
dall'Europa all'America e montate in loco. Per sciogliere i singoli elementi della
scultura, l'artista compie questo percorso creativo a ritroso, smontando un'icona
e facendo così crollare anche i valori di libertà ed eguaglianza legati a questo
simbolo nazionale.
La direttrice del Museion Letizia Ragaglia farà da guida attraverso questa
mostra, nella quale si esibiranno la cantante vietnamita Huong Thanh (it. profumo
di loto) e il chitarrista britannico Jason Carter. L'eminente musica internazionale
dal Vietnam incontrerà, dunque, elementi della Statua della libertà statunitense,
creando una miscela entusiasmante e dirompente soprattutto con riferimento alla
storia del 21° secolo. Huong Thanh, una solista nata anch'essa a Saigon, formatasi
nello stile di canto dell'opera Cai Luong e in quello tradizionale, nel 1977
ha incontrato a Parigi il suo connazionale Nguyên Lê (chitarra), scoprendo così
il jazz. Negli anni successivi, questo duo ha registrato numerosi CD cui hanno
partecipato anche Paolo Fresu e Dhafer Yussef.
Il concerto open air (ore 21), così come molti altri del Südtirol Jazzfestival
2013, è una première: con Angelika Niescier, Jim Black, Gianluca
Petrella, Chris Tordini e Florian Weber, in questa serata si esibirà
per la prima volta sul palcoscenico un quintetto di livello superiore. Non è un
caso, dunque, che questo concerto abbia luogo proprio a Bolzano. Angelika Niescier
e Jim Black si sono incontrati al Südtirol Jazzfestival Alto Adige nel luglio
del 2012 e, già allora, decisero di suonare insieme. Angelika Niescier fa
parte delle donne eccezionali del jazz europeo, mentre Jim Black è uno dei
più influenti batteristi del jazz contemporaneo. Gianluca Petrella è annoverato
tra i più significativi trombonisti mondiali, Chris Tordini è di casa nella
scena dei club di New York e Florian Weber, pianista e compositore di successo
in Europa e USA, combina in modo convincente jazz e musica classica.
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