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Ufficio Stampa – Giuseppe Napoli
CITTÀ DI BARONISSI
Baronissi Jazz 2013 griffato Stefano Bollani e Tommy Emmanuel
Spazio anche ai talenti con il Concorso per Band e Solisti
Le suggestive sonorità del jazz.
L'acustica avvolgente.
L'emiciclo dell'anfiteatro comunale.
Artisti e pubblico uno accanto all'altro.
L'edizione numero 17 del Baronissi Jazz, in programma dal 5 al 7 luglio, è griffata
Stefano Bollani e Tommy Emmanuel.

Dopo Paolo Fresu e Danilo Rea, quest'anno tocca al piano solo di Stefano Bollani
ed alla chitarra del genio australiano Tommy Emmanuel scandire la serata iniziale
e quella finale della rassegna jazz di Baronissi coordinata dal direttore artistico
Angelo Maffia.
Due artisti internazionali dal sound unico e irripetibile. E poi ci sono loro, solisti
e band emergenti provenienti da diverse città italiane: dieci talenti, impegnati
nel concorso che mette in palio, per il vincitore, la somma di 2mila euro e l'apertura
del Baronissi Jazz 2014.
Si comincia il 5 luglio, dalle ore 22, con l'esibizione di Stefano Bollani; si prosegue
il 6 con il Concorso e si chiude, la sera del 7, con il chitarrista australiano
Tommy Emmanuel. Il genio che viene dalla terra dei canguri è conosciuto soprattutto
per il suo uso della tecnica del fingerpicking. Durante la sua carriera ha suonato
con molti notevoli artisti quali Chet Atkins, Eric Clapton, Sir George Martin, John
Denver. Quella di Baronissi è la sua unica tappa nel Sud Italia.
L'ingresso agli spettacoli è gratuito per la serata del 6 luglio, quella del Concorso,
mentre è a pagamento per l'esibizione di Bollani ed Emmanuel.
«Quindici anni fa venne piantato il seme del jazz qui a Baronissi e dal quel seme,
nel tempo, sono germogliati tanti fiori e molti frutti sono stati raccolti da diversi
interpreti a quel tempo quasi sconosciuti – dichiara Giovanni Moscatiello
– Solo per citarne uno per tutti quel Sergio Cammariere che si esibì in concerto
al Baronissi Jazz quando era agli inizi di carriera e che, in un certo senso, scoprimmo
proprio noi invitandolo al festival».
«Il Baronissi Jazz è una realtà musicale che va istituzionalizzata – afferma l'assessore
Nicola Lombardi – e noi come amministrazione siamo pronti a fare ogni
sforzo possibile per avviare un percorso teso a creare un vero e proprio "marchio"
del festival alla stregua di altri eventi in campo nazionale ed internazionale il
Jazz in Laurino, con il quale siamo gemellati».
Info e dettagli su www.baronissijazz.it Contatti:
info@baronissijazz.it
BARONISSI CULLA DEI TALENTI: IL CONCORSO
C'è tempo fino al 15 giugno per inviare al massimo due brani mp3 – editi o inediti
– alla giuria che selezionerà i migliori dieci che si esibiranno nel corso della
seconda serata della kermesse. Al vincitore del concorso andrà un premio da 2mila
euro e la possibilità di esibirsi nella serata d'apertura del Baronissi Jazz 2014,
mentre al secondo e terzo classificato andranno rispettivamente 1000 e 500 euro.
Ad ascoltare e selezionare i brani sarà la giuria composta da Angelo Maffia
(direttore artistico), Guglielmo Guglielmi (musicista, compositore, docente
della scuola di Jazz presso il Conservatorio di Musica Statale "Martucci" di Salerno),
Carlo Pecoraro (giornalista salernitano, redattore del quotidiano "La Città",
esperto di musica, ha collaborato con tutte le riviste italiane specializzate in
musica jazz), Giovanni Moscatiello (sindaco di Baronissi, cultore, estimatore,
appassionato di musica jazz), Nicola Lombardi (assessore alla Cultura del
Comune di Baronissi), Franco Massimo Lanocita (presidente del Conservatorio
di Musica "Martucci"), Sandro Deidda (Musicista e compositore. Saxophone
tenore e soprano).
SCHEDE OSPITI
Stefano Bollani
All'età di sei anni comincia a studiare pianoforte. Esordisce professionalmente
a quindici anni. Dopo il diploma di conservatorio conseguito a Firenze nel 1993
e una breve esperienza come turnista nel mondo della musica pop (con Raf e Jovanotti,
fra gli altri) si afferma nel jazz, collaborando con grandissimi musicisti (Richard
Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Bobby McFerrin, Chick Corea, Michel Portal,
Franco D' Andrea, Martial Solal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Miroslav Vitous,
Antonello Salis, Aldo Romano, John Abercrombie, Uri Caine, Kenny Wheeler, Greg Osby...)
sui palchi piú prestigiosi del mondo (da Umbria Jazz al festival di Montreal, dalla
Town Hall di New York alla Fenice di Venezia, fino alla Scala di Milano).
Fra le tappe della sua carriera, fondamentale è la collaborazione iniziata nel 1996
- e da allora mai interrotta - con il suo mentore Enrico Rava, al fianco del quale
tiene centinaia di concerti e incide ben quattordici dischi. I piu' recenti: Tati
(ECM 2005), in trio con Paul Motian alla batteria, (disco dell' anno per l'cademie
du jazz francese e per Musica Jazz)), The third man (ECM 2007), (miglior disco dell'
anno per la rivista americana Allaboutjazz e per Musica jazz) e New York days (ECM
2009), in compagnia di Mark Turner, Larry Grenadier e Paul Motian (disco dell' anno
per Musica Jazz).
Il referendum dei giornalisti della rivista specializzata Musica jazz lo proclama
miglior nuovo talento del 1998; in quel periodo, mentre guida il proprio gruppo,
L' orchestra del Titanic, si lancia nella realizzazione di un ambizioso disco-spettacolo
in omaggio alla musica leggera italiana degli anni '30-'40 (Abbassa la tua radio
con Peppe Servillo, Irene Grandi, Marco Parente, Barbara Casini, Roberto Gatto e
tanti altri cantanti e musicisti).
Negli anni collabora sia con musicisti sperimentatori e 'di frontiera' (Hector Zazou,
Giovanni Sollima, Elliot Sharp, Sainhko Namcythclack), sia nei progetti discografici
e live del pop-rock italiano (Elio e le storie tese, Cristina Dona', Paolo Benvegnu',
Samuele Bersani, Bandabardo'...ma anche Massimo Ranieri e Johnny Dorelli).
Nel 2003 a Napoli riceve il Premio Carosone (artista al quale ha dedicato un piccolo
libro-saggio, L' America di Renato Carosone, Elleu editore 2002); l'anno successivo
la rivista giapponese "Swing journal" gli conferisce il premio New star award riservato
ai talenti emergenti stranieri, per la prima volta assegnato a un musicista non
americano. Per la label giapponese Venus records pubblica cinque dischi alla testa
del suo trio, con Ares Tavolazzi al basso e Walter Paoli alla batteria. (Uno di
questi, Ma l' amore no, 2006, anche in veste di cantante)
Particolarmente fuori dai canoni risultano alcuni suoi lavori come La gnosi delle
fanfole, nel quale mette in musica le surreali poesie di Fosco Maraini insieme al
cantautore Massimo Altomare (1998); Cantata dei pastori immobili, oratorio musicale
per quattro voci, narratore e pianoforte, realizzato su testi di David Riondino
(2004); il disco di canzoni scandinave Gleda (2005), realizzato in Danimarca in
compagnia di Jesper Bodilsen al basso e Morten Lund alla batteria.
E' produttore artistico e arrangiatore di un disco del cantautore Bobo Rondelli
(Disperati intellettualiubriaconi), grazie al quale ha vinto il premio Ciampi.
Per la prestigiosa etichetta francese Label Bleu realizza 4 dischi: un omaggio allo
scrittore Raymond Queneau, registrato in trio con Scott Colley e Clarence Penn (Les
fleures bleues, 2002), un disco in completa solitudine (Smat smat, 2003, segnalato
dalla rivista inglese "Mojo" come uno dei migliori dieci dischi jazz dell'anno),
un disco per trio jazz e orchestra sinfonica con Paolo Silvestri ad arrangiare e
dirigere l' Orchestra Regionale Toscana (Concertone, 2004), un doppio album (I visionari,
2006) col suoPaolo Fresu e Petra Magoni come ospiti.
Collabora con numerosi artisti in ambito teatrale, dalla Banda Osiris (nello spettacolo
Guarda che luna!, 2002-2004, insieme a Rava, Gianmaria Testa e altri e in Primo
piano, 2005-2006), fino ad attori come Marco Baliani, Ivano Marescotti, Maurizio
Crozza e soprattutto Lella Costa (per la quale firma le musiche di tre spettacoli,
Alice: una meraviglia di paese, Amleto e Ragazze, per la regia di Giorgio Gallione)
e ad importanti contemporanea come Raffaella Giordano e Mauro Bigonzetti.
In ambito classico, si esibisce come solista con orchestre sinfoniche come la Gewandhaus
di Lipsia, la Santa Cecilia di Roma, la Filarmonica del Regio di Torino, la Verdi
di Milano, con direttori come James Conlon, Jan Latham-Koenig (con cui ha inciso
il Concert Champetre di Poulenc per l' etichetta inglese AVIE records), e soprattutto
Riccardo Chailly, con il quale a Lipsia ha inciso Rapsodia in blu e Concerto in
Fa di Gershwin in uscita a settembre per la Decca Italia.
Nel 2005 e' ospite fisso nel programma televisivo di RaiUno Meno siamo meglio stiamo,
di e con Renzo Arbore. E' ideatore e conduttore, insieme a David Riondino, della
trasmissione musicale Dottor Djembe', andata in onda su Radio Rai Tre dal 2006 al
2009 (Premio Microfono d' argento 2007). Da quella esperienza e' nato un libro-cd
realizzato a piu' mani insieme agli autori della trasmissione (Rosaria Parretti,
Fosco D' Amelio e Mirko Guerrini, oltre allo stesso Riondino), Lo zibaldone del
Dottor Djembe' (Baldini Castoldi Dalai 2008), ironica presa in giro del mondo della
cultura 'alta'. E' nato poi anche uno special televisivo di 3 puntate (Buonasera
Dottor Djembe') andato in onda su Rai3 nel giugno 2010.
Dal gennaio 2009 sue sono tutte le sigle del palinsesto di Radio Rai Tre.
Nel 2006 ha pubblicato il romanzo La sindrome di Brontolo (Baldini e Castoldi Dalai).
Lo stesso anno, per la rivista Musica jazz e' il musicista italiano dell' anno;
e il disco dell' anno e' il suo Piano solo, uscito per la ECM.
Il referendum dei giornalisti della rivista americana Downbeat nel 2007 lo vede
ottavo fra i nuovi talenti del jazz mondiale e terzo fra i giovani pianisti. I critici
della rivista Allaboutjazz di New York lo votano fra i 5 musicisti piu' importanti
del 2007, accanto a mostri sacri come Ornette Coleman e Sonny Rollins. Nel dicembre
dello stesso anno a Vienna gli viene consegnato l'European Jazz Preis, premio dellacritica
europea, come miglior musicista jazz europeo dell' anno.
La regione Toscana nel 2008 gli ha conferito la massima onorificenza, il 'Gonfalone
d' argento'.
Nel 2009 durante il North Sea Festival di Rotterdam gli viene consegnato il "Paul
Acket Award".
Sempre piu' stretto negli ultimi tempi il suo legame con il Sudamerica. Dopo aver
realizzato il disco Bollani Carioca, nel 2009 diventato anche un dvd live, insieme
a grandissimi musicisti brasiliani, nel dicembre 2007 e' stato il secondo, dopo
Antonio Carlos Jobim, a suonare un piano a coda in una favela di Rio de Janeiro.
Ha collaborato con molti artisti della nuova scena brasiliana: Hamilton de Holanda,
Toninho Horta, Marcos Sacramento, Ze' Renato, Monica Salmaso, Nilze Carvalho, Na'
Ozzetti fino al mito Caetano Veloso, con il quale e stato protagonista di due grandi
concerti a Cagliari e ad Umbriajazz 2008.
Va fiero della copertina che gli ha dedicato il settimanale Topolino, rivista di
cui e' stato ufficialmente nominato "Ambasciatore" e che nel numero di settembre
2009 lo ha visto partecipare a un' avventura di Paperino con il nome di Paperefano
Bolletta. A fine 2009 è uscito il suo nuovo disco per la ECM, Stone in the water,
inciso a New York alla guida del suo abituale trio, con Jesper Bodilsen al basso
e Morten Lund alla batteria.
A febbraio 2010 è uscito il suo primo libro di spartiti, che inaugura la collana
Carisch Jazz, ed. Carisch, distribuito in tutto il mondo. Il 15 luglio 2010 ha ricevuto
la Laurea Honoris Causa della Berklee College of Music, con solenne cerimonia a
Umbria Jazz, Perugia
Tommy Emmanuel
(Muswellbook, 31 maggio 1955) è un chitarrista australiano.
È conosciuto soprattutto per il suo uso della tecnica del fingerpicking. Durante
la sua carriera ha suonato con molti notevoli artisti quali Chet Atkins, Eric Clapton,
Sir George Martin, John Denver e i Pooh.
Tommy Emmanuel iniziò a suonare la chitarra all'età di 4 anni e dall'età di 5 fu
un musicista di professione, trascorse gran parte della sua infanzia esibendosi
in Australia con la sua band di famiglia, suonando la chitarra ritmica. Nel 1966
quando suo padre morì, iniziò a dare lezioni di chitarra all'età di 12 anni. Agli
inizi venne notato subito dalla nazione dopo aver vinto una serie di concorsi nel
periodo adolescenziale, e più tardi, dal 1970 iniziò a suonare con suo fratello
Phil nel gruppo Goldrush. Agli inizi degli anni '80 fece parte della rock band Dragon
appena riformatasi, ed esibendosi in molti concerti, uno dei quali nel 1987 lo vide
impegnato in tour con Tina Turner. È in questi anni che Tommy Emmanuel decide di
seguire la carriera da solista.
Sebbene egli non abbia mai seguito un vero e proprio corso di musica formale, le
sue abilità innate gli hanno procurato successo in tutto il mondo.Così come è un
maestro della chitarra, egli è anche un percussionista professionista, ed è conosciuto
proprio per i ritmi che egli esegue sul corpo della chitarra.
Nel 1994 entrò a far parte della band di John Farnham, anch'egli australiano. Nel
Luglio del 1999, in occasione della 15esima edizione del Chet Atkins Appreciation
Society Convention, Tommy Emmanuel venne omaggiato per le sue avanzate capacità
nella tecnica del fingerpicking.
Uno degli eventi più importanti della sua carriera fu a Sydney quando si esibì,
con il fratello Phil, in una performance live per la cerimonia di chiusura dei Giochi
olimpici estivi del 2000, che venne vista in tutto il mondo. Nel 2001 ha collaborato
con i Pooh nel tour dell'anno, Cento di queste vite, con quasi 800mila presenze.
L'11 luglio 2006 è stato rilasciato il DVD "Live At Her Majesty's Theatre, Ballarat,
Australia".
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