
Fabrizio Bosso e Julian Mazzariello Duo
Venerdì 3 maggio ore 22.30 – Rassegna MOROInJazz – Cava de' Tirreni (Sa)
Julian Oliver Mazzariello: Pianoforte
Fabrizio Bosso: Tromba
Fabrizio Bosso, torna sul palco del Risto Pub Il Moro di Cava de' Tirreni
(Sa), venerdì 3 maggio, con un nuovo progetto in duo con il pianista italo-inglese
Julian Oliver Mazzariello.
Il trombettista torinese, uno dei più apprezzati jazzisti italiani nel mondo, incontra
sul palcoscenico del Pub Il Moro del Borgo Scacciaventi a partire dalle ore
22.30, la giovane stella del pianismo jazz, vincitore nel 1998 del Premio Massimo
Urbani.
Il concerto del duo Bosso Mazzariello, nell'ambito di MoroInJazz,
la rassegna musicale jazz che si avvale della direzione artistica di Gaetano
Lambiase, è un amarcord in cui i musicisti daranno il meglio di se stessi grazie
anche al forte rapporto artistico che hanno maturato in tanti anni di conoscenza.
Un filo conduttore della performance è il rifiuto ostinato delle categorie musicali
intese come mondi lontani e inconciliabili. Anche qui Fabrizio Bosso sa scovare
brillantemente punti d'incontro fra generi e stili diversi, affiancato da Mazzariello,
anche lui non nuovo a sperimentazioni trasversali.
Fabrizio e Julian si conoscono da tanti anni, Mazzariello è stato infatti
il primo pianista dell'High Five Quintet. Le sue doti melodiche legate ad una tecnica
sopraffina fanno di Bosso un mostro sacro dello strumento. Il trombettista
si avvale di un linguaggio unico e personale frutto di una grande ricerca stilistica.
Attingendo dall'universo più tradizionale del jazz, il duo riesce a ricollocare
la tradizione melodica italiana all'origine di tanta musica occidentale, dove scaturiscono
improvvisazioni magnifiche, in una miscela di tensioni e distensioni, lirismo ed
energia che cattura l'ascoltatore avvolgendolo nel suono incantevole dei due protagonisti.
Info concerti 089 4456352 _ 333 4949026 _3408202005_ 3297899172
Fabrizio Bosso ha iniziato a suonare la tromba a 5 anni. A 15 era già diplomato
al conservatorio G. Verdi di Torino. Coltivando di continuo gli interessi per la
musica di estrazione colta si è accostato al jazz. Un richiamo forte, suadente,
a cui il torinese non ha saputo reagire. Tecnicamente impeccabile, ciò che più colpisce
di Fabrizio è la creazione di una grafia personale, in cui il colore e la dinamica
del suono non sono mai scontati, il senso dello swing è spinto agli eccessi, la
tensione creativa è costante anche nell'interpretazione di standard. Oltre ad aver
svolto attività concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs,
Kenny Wheeler, Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman, è stato anche reclutato
da Charlie Haden per alcune tappe del tour di un album della Liberation Music Orchestra.
Nel 1999 viene votato come Miglior nuovo talento del jazz italiano dal referendum
della rivista Musica Jazz, e negli anni collabora stabilmente nei gruppi di Salvatore
Bonafede, Giovanni Mazzarino ed Enrico Pieranunzi.
Sono proprio gli ultimi anni a incoronare Fabrizio come uno dei più grandi musicisti
italiani. Dapprima il successo nel 2007 di quello che è considerato il suo esordio
da leader per la casa discografica importante, la Blue Note / Emi Italia, "You've
Changed", realizzato con il suo quartetto stabile e un'orchestra di tredici archi,
la Bim String Orchestra diretta da Paolo Silvestri. Inoltre la partecipazione al
successo di "Trouble Shootin'", bel disco di Stefano Di Battista con il quale ha
realizzato importanti tournée in Europa.
Nel 2008 invece, oltre a "Five Four Fun" degli High Five, Fabrizio ha pubblicato
"Sol!" con il Latin Mood composto da Javier Girotto (co-leader), Natalio Mangalavite,
Marco Siniscalco e Luca Bulgarelli, Lorenzo Tucci, Bruno Marcozzi, più l'ospite
special Raul Midón. E, sempre nello stesso anno, il funanbolico duo con Antonello
Salis per la Parco della Musica Records: "Stunt", che gli è valso la vittoria del
Top Jazz come Miglior disco del 2009 e anche come Miglior trombettista dell'anno.
Ha partecipato inoltre al progetto inedito, realizzato da Roberto Gatto e dedicato
al rock progressivo, inciso anche per la serie Jazz Italiano Live 2008 del La Casa
del Jazz / L'Espresso ed è presente anche in un altro progetto realizzato nella
stessa collana, "Omaggio a Fabrizio De André".
Nel 2009, dopo un'apparizione in qualità di ospite speciale al Festival di Sanremo,
(cui aveva già partecipato la precedente edizione con Sergio Cammariere) al fianco
della giovane promessa Simona Molinari, ha partecipato al progetto "About a Silent
Way" di Maurizio Martusciello con Francesco Bearzatti, Eivind Aarset e Aldo Vigorito,
pubblicato prima in allegato a Musica Jazz per celebrare i 40 anni dell'opera di
Miles Davis e poi uscito per la casa discografica Itinera.
E' parte del quartetto Complete Communion di Aldo Romano, con Henri Texier e Geraldine
Laurent, progetto dedicato alla figura di Don Cherry. I cinque hanno registrato
all'inzio del 2010 il primo album per Dreyfus.
Il 21 e 22 giugno 2011 Fabrizio ha registrato a Londra, agli Air Studios, "Enchantment
- L'Incantesimo" (SCHEMA) con la London Symphony Orchestra. Il progetto è dedicato
alla musica di Nino Rota in occasione del centenario della nascita. Gli arrangiamenti
e la direzione d'orchestra sono del M° Stefano Fonzi, che è stato anche l'ideatore
del progetto. Con lui la ritmica di Claudio Filippini al pianoforte, Rosario Bonaccorso
al contrabbasso e Lorenzo Tucci alla batteria.
Julian Oliver Mazzariello nasce ad Hatfield in Inghilterra nel 1978. Gli
anni ottanta sono stati anni di grandi cambiamenti per la musica in generale, ma
particolarmente per il jazz dove un certo sig. Miles Davis ha praticamente rivoluzionato
il concetto di "musica" in generale. Il primo artista che Julian ha ascoltato, all'età
di 8 anni, è stato Miles Davis adun concerto alla Royal Festival Hall di Londra.
Il resto è facile da dedurre. Da allora a oggi Julian ha collaborato con artisti
che vanno da Lucio Dalla a Enrico Rava, proprio per questa sua versatilità innata
e coltivata da sempre. Partecipa alla nascita dell'High Five Quintet e ha diverse
altre collaborazioni. Tra i progetti a suo nome va ricordato "Profile" inteso appunto
come profilo musicale (e quindi caratteriale) di Julian.
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