Maurizio Urbani & Animali Urbani 4tet & Friends + Jam Session: Tributo a Massimo Urbani al Music Inn di Roma Maurizio Urbani & Animali Urbani 4tet & Friends + Jam Session
Tributo a Massimo Urbani
mercoledi 24 aprile 2013 ore 21.30
Music Inn Jazz Club
www.musicinn.eu
Largo dei Fiorentini 4 – Roma
info & prenotazioni: 06 688067510
SKYLINE MANAGEMENT PRESS & BOOKING AGENCY è lieta di
informarVi che nel ventennale della scomparsa del grande saxofonista Massimo
Urbani, il fratello Maurizio Urbani con Animali urbani 4tet presenta il nuovo
progetto discografico 'No Hunting' di prossima pubblicazione per Videoradio /
Rai Trade, con la proiezione di 'Nella Fabbrica Abbandonata', di Paolo Colangeli,
unico e prezioso documentario sulla figura del saxofonista scomparso nel 1993.
Il tutto nello storico 'Music Inn' il più antico e mitico jazz club italiano che
innumerevoli volte ospitò Massimo Urbani oltre ai più grandi nomi del jazz
mondiale; da Charlie Mingus a Bill Evans, Michel Petrucciani e Chet Baker . A
conclusione della serata si terrà una grande jam session commemorativa in onore
di questo genio del jazz che merita di essere sempre degnamente ricordato.
A night for Max:
ore 21.30 Proiezione: Nella Fabbrica Abbandonata, cortometraggio di Paolo
Colangeli.
Un toccante documento, girato in una fabbrica dismessa, in cui il protagonista
assoluto è Massimo Urbani,il suo sax che echeggia solitario rivolto al cielo,la
sua verace e bruciante esistenza dedicata senza compromessi all'Arte e alla
Musica.
ore 22.30: concerto Animali Urbani 4tet
www.myspace.com/animaliurbani
Maurizio Urbani sax
Federico Laterza piano
Daniele Basirico contrabbasso
Alessandro Marzi batteria
Animali Urbani:
In questi tempi di tagli alla cultura la 'razza' dei musicisti è a rischio di
estinzione e crescono i territori di caccia dell'ignoranza. Il jazz è sempre
stato per la razza Urbani un richiamo che sorge da sfere profonde dell'anima per
salvare il mondo dai predatori della musica e dell'arte. Il repertorio di
'Animali Urbani' è basato su composizioni originali e standard jazz riarrangiati
percorrendo molteplici possibili sentieri musicali, come molteplici furono
quelli percorsi nella vulcanica esistenza di Massimo Urbani, spesso a fianco di
Maurizio, che vuole con questo progetto rendere ancora vivo lo spirito e
l'approccio musicale del fratello.
Massimo Urbani:
è stato una meteora nell’universo del jazz italiano, folgorando il pubblico
con il suo innato talento sin dai primi anni ’70, quando ancora quindicenne
venne ‘scoperto’ come vero prodigio dal pianista e compositore Giorgio Gaslini.
Nel suo linguaggio sorprendentemente maturo già si evidenziava capacità di
sintesi, invenzione melodica ed essenzialità, mettendo in evidenza un talento
innato, germogliato nel contesto di un quartiere popolare di Roma, dove,
frequentando la locale banda musicale, Massimo ebbe modo di mettere a frutto
quel dono, una capacità unica di ascolto e comprensione profonda e istintiva del
linguaggio musicale che lo ha sempre accompagnato nella sua breve carriera.
Molti aspetti del carattere e della personalità musicale di Massimo hanno fatto
sì che egli venisse accostato ad un gigante assoluto del jazz: Charlie Parker,
inventore del be bop (lo stile di improvvisazione che ha rivoluzionato il jazz
moderno negli anni ’50), figura che come Massimo ha sempre vissuto visceralmente
e istintivamente il rapporto con la musica e la vita ‘divorandole’ entrambe,
senza risparmiare neanche un centesimo della propria passione e genialità,
interamente offerta sull’altare dell’espressione artistica intesa come esigenza
primaria di vita.
Maurizio, fratello minore di Massimo, più di ogni altro ha seguito la carriera
artistica del grande contraltista, affiancandolo spesso con il sax tenore,
strumento su cui ha sviluppato una sonorità inconfondibile e paragonabile ad un
altro astro del jazz, John Coltrane. Attraverso anni di vita e musica in comune,
Maurizio ha saputo assorbire l’essenza e l’anima del fratello maggiore, suonando
con astri del jazz nazionale ed internazionale del calibro di Chet Baker, David
Liebman, Sal Nistico, Enrico Rava, Luca Flores ed innumerevoli altri. In
quartetto con il pianista Federico Laterza propone un omaggio alla figura di
Massimo Urbani attraverso l’interpretazione delle sue composizioni e degli
standard jazz a lui più cari, non perdendo mai di vista l’aspetto essenziale
dell’anima del saxofonista romano che più di ogni altro ancor oggi rappresenta
il jazz italiano nel mondo: l’istintività e la naturalezza del linguaggio
improvvisativo, inteso come espressione profonda dell’elemento che è sempre
stato la stella polare del viaggio sonoro unico ed irripetibile che i due Urbani
hanno intrapreso: il sentimento.
Maurizio Urbani:
Cresciuto musicalmente nell’area romana accanto al fratello Massimo, frequenta
il Conservatorio 'Licinio Refice' di Frosinone come allievo di Ubaldo Maestri.
Sostituisce Maurizio Giammarco nell’ultima formazione del ‘New Perigeo’ (Danilo
Rea, Giovanni Tommaso, Agostino Marangolo, Carlo Pennisi)
Collabora con RAI e Radio RAI in programmi condotti da Adriano Mazzoletti. Entra
a far parte del quintetto di Giovanni Tommaso insieme con il fratello Massimo,
Danilo Rea e Roberto Gatto, partecipando a importanti jazz festival quali Umbria
Jazz '83, e riceve ottime critiche da parte di Leonard Feather sul Los Angeles
Times e di Lee Jesky sul Down Beat nell'85 e '86.
Fa parte del quintetto di Enrico Pierannunzi e acquisisce un ottimo fraseggio
hard bop. Affina il suo stile post coltraniano e continua suonare con musicisti
tra i quali Paolo Fresu, Luigi Bonafede, Enrico Pierannunzi, Roberto Gatto,
Furio Di Castri, Flavio Boltro, Stefano Sabatini, Antonello Salis, Maurizio
Giammarco, Steve Grossman, Gianni Cazzola, Pietro Tonolo, Luca Flores, Larry
Nocella e Chet Baker.
Nell’86/87 fa parte del gruppo di Marcello Melis suonando con Don Pullen
(Charlie Mingus Group), Don Moye (Art Ensemble of Chicago).
Nell’89 è stato vittima di una dura malattia che lo ha escluso dalle scene
musicali per tre anni. Nel '92 rientra e segna il suo ritorno alla musica.
Suona durante la serata del ventennale del Music Inn, storico locale romano, con
il gruppo di Giovanni Tommaso.
Nel '93 una tappa importante: registra The Blessing, opera postuma di Massimo
Urbani, testamento spirituale del grande musicista italiano.
Nel disco, prodotto e distribuito dalla Red Records, hanno contribuito Danilo
Rea, Giovanni Tommaso e Roberto Gatto.
Interpreta nel 2005 la parte del fratello Massimo nel film di Riccardo Milani
‘Piano Solo’, dedicato alla figura del pianista Luca Flores e interpretato da
Kim Rossi Stuart. Dal 2007 è presidente della giuria del Massimo Urbani Awards
di Camerino (MC). Negli anni recenti svolge un intensa attività concertistica in
locali specializzati e festival a fianco di musicisti quali Pietro Iodice,
Pietro Ciancaglini, Claudio Corvini, Federico Laterza, Pietro Lussu, Lorenzo
Tucci, Carlo Atti, Joseph Lepore e Andrea Beneventano. Nel 2008 realizza lo
spettacolo ‘It’s Too max’ con arrangiamenti di composizioni originali di Massimo
Urbani ed un'orchestra di solisti tra cui Antonello Salis, David Boato, Federico
Laterza, Mauro Verrone, Giovanni Amato e Claudio Filippini, presentandolo alla
Casa del Jazz di Roma.
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