Ebbene sì, Marco, quest'anno sono vent'anni col "Trio"! Rispondo pubblicamente alla tua mail di ieri, rendendo partecipi anche chi del Trio Electrico ne sa poco o nulla. Artefice della formazione del gruppo è stato il chitarrista Renato Pompilio, cultore di musica sudamericana e, in particolare del repertorio classico latino. La prima formazione (anno 1988) era composta da Renato Pompilio, io alla batteria e al basso Flavio Piantoni, sostituito l'anno seguente da Fabio De March. La musica del Trio Electrico, nome scelto sempre da Renato Pompilio in seguito ad un'entusiasmante esperienza musicale in Brasile (durante il carnevale di Bahia, vengono addobbati enormi tir a stage-palco di un gruppo musicale, chiamati "trio electrico", che con altoparlanti e casse molto potenti irradiano musica dal vivo samba-rock),si ispira ad esperienze musicali quali quelle di C. Byrd e Stant Getz negli anni '50, tra i primi jazzisti ad interessarsi alle possibilità di fusione tra il patrimonio folcloristico sudamericano con la musica improvvisata afroamericana. E' stata naturale una personalizzazione, da parte del Trio, dello stile del repertorio di questo genere (che annovera grandissimi autori come Jobim, Bonfa e Gilberto ed interpreti come B. Powell e Paquito De Rivera), con un aggiornamento delle soluzioni ritmiche, tese verso uno stile ed un'impostazione più moderni. Un procedimento di "modernizzazione" adottato, tra l'altro da Keith Jarret, Chick Corea, Steps Ahead ed altri famosi jazzisti che hanno inserito nel proprio repertorio diversi brani di origine sudamericana. La formazione è rimasta la stessa dall' '89: Renato Pompilio alla chitarra acustica amplificata, Carlo Bernardinello alla batteria e Fabio De March al basso elettrico.
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