Carlo Bernardinello
 

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Mallets, brushes and …more “ Tour
25/01/2007 14:33:32
... erano da poco passate le 21, di una serata di fine novembre 2005 quando, fra le diverse email, una in particolare ha attratto la mia attenzione : "Hi Carlo, it’s Mike.."
Tra stupore e contentezza, Mike Mainieri aveva risposto positivamente alla mia lettera nella quale, qualche giorno prima, gli chiedevo se poteva essere interessato a partecipare alla realizzazione del mio progetto musicale, che da lì a poco si sarebbe chiamato: - “ Mallets, brushes and …more “ Tour .

Da quel momento ho iniziato a concentrare tutte le mie risorse e competenze per riuscire a realizzare nel migliore dei modi un progetto fortemente desiderato, nella consapevolezza di mettere a frutto esperienze acquisite e maturate nella mia lunga attività di musicista e saltuariamente di organizzatore.
Sorrido ancor oggi alle innumerevoli comunicazioni in cui Mike mi esortava a chiedere al mio manager o promoter di ... ed io gli rispondevo immancabilmente che non esisteva nessun altro interlocutore esterno a noi. A fine tour mi ha fatto enormemente piacere ricevere da Mike i complimenti per il mio operato: "hai svolto un grande e duro lavoro in maniera eccellente!". Un riconoscimento che ha rafforzato in me la determinazione ad inseguire altri nuovi progetti, soprattutto se, come in questo caso, il successo organizzativo è coinciso con quello musicale.

Suonare con Mike Mainieri, un mito del jazz moderno, è stata un'esperienza straordinaria, difficilmente descrivibile con parole che sembrano tutte troppo limitanti nel contenere tante emozioni!
Chi ha avuto la fortuna di partecipare ai quattro concerti che si sono svolti tra Milano, Somma Lombardo, Novara e Torino, sa a cosa mi riferisco. E per chi non c'era, posso solo raccontare che dal primo momento che ho incontrato Mike, quando il 5 novembre scorso sono andato a prenderlo in aeroporto, ho subito avuto la sensazione di trovarmi di fronte non solo ad uno straordinario musicista, ma anche e soprattutto una grande persona, umanamente parlando.

Già al suo arrivo, in condizioni di salute non ottimali, ospite al Castello Conti www.castelloconti.it ha subito dato prova di generosità rispondendo a tante domande e curiosità, raccontando storie ed aneddoti del suo passato che lo hanno visto protagonista accanto a personaggi diventati miti e leggende della musica jazz e non solo.
A 14 anni ha fatto la sua prima apparizione televisiva come musicista professionista, in tour con Paul Whiteman in un trio jazz chiamato "Two Kings & a Queen". Poco più che adolescente, a 16 anni, è stato preso sotto l’ala protettiva di Buddy Rich – di cui è stato arrangiatore per circa un decennio - ricordando la sua grande abilità nel memorizzare quasi istantaneamente i brani musicali, visto che non leggeva le partiture. Questo incontro, determinante alla sua crescita artistica, gli ha spalancato le porte del successo, portandolo a suonare con figure leggendarie come Frank Sinatra, Dizzy Gillespie, Benny Goodman, Coleman Hawkins, Wes Montgomery, Billie Holiday (della quale si era timidamente innamorato, come del resto accadeva alla maggior parte dei musicisti con i quali lei cantava) ed altri geniali personaggi come Frank Zappa (..un perfezionista in tutto) e Jimi Hendrix definito "Wild" (selvaggio).
E così via ...fra tanti flashback, che lui stesso a volte fatica a credere di aver vissuto veramente; con la consapevolezza però di sentirsi un uomo fortunato, a partire dalla gratitudine verso la sua famiglia che gli ha trasmesso l’amore per la musica, una meravigliosa passione che lo ha portato a suonare in tutto il mondo e che ancor oggi, all’età di 68 anni, vive con grande entusiasmo, coinvolgimento e divertimento…

Ritornando al “Mallets, brushes and…more “ Tour, nei due giorni seguenti all’arrivo di Mike si sono concentrate le prove con i tre gruppi previsti per i quattro concerti, iniziando con Davide, Fabio e Wally nel primo pomeriggio di lunedì 6 e, il pomeriggio successivo, con Corrado, Gigi, Danilo e Fabio terminando poi la serata con Alberto, Luigi e Fabio.
Nella prima sessione abbiamo provato arrangiamenti di canzoni italiane “ Roma nun fa la stupida stasera “ e “ Otto e Mezzo” di Rota, egregiamente arrangiate da Wally Allifranchini e per la prima volta suonate da Mike; come lo sono state del resto le mie due composizioni: - “Romantic” (ballad) e “Dreaming in the Sky”, contenute nel CD “ Stultifera Navis “ del gruppo Jazzcom; completando poi gli originali con “Quite Night” (ballad) di Fabio De March , sino all’esecuzione dei pezzi di Mainieri, brani che hanno contraddistinto il gruppo di cui Mike è leader, gli Steps Ahead.
L’impatto iniziale nel ritrovarci al fianco di un grande Maestro, ha reso un po’ precaria la situazione a livello emotivo: c’è stato chi si è particolarmente emozionato al punto di perdere il controllo sul proprio strumento, chi non riusciva a trattenere la propria incontenibile gioia, chi si è lasciato invadere da imbarazzo e timidezza.., ma anche qui il grande professionista e la sua spiccata sensibilità, hanno fatto sì che ognuno superasse i propri limiti, ritrovando la concentrazione e la serenità necessaria per la buona riuscita dei concerti. E così è stato.
Ricordo che durante l’esecuzione di “Pools“ Mike si è trattenuto dal suonare per restare ad ascoltare quasi meravigliato la nostra esecuzione, per poi complimentarsi con uno spontaneo e sincero “ehi guys!” ... Ci siamo sentiti alle stelle!

E che dire delle sue esecuzioni? Fantastiche! Lo ripeto: Mike è un grande professionista, con abilità superlative; ad ogni interpretazione, sempre diversa, venivamo letteralmente rapiti dalla sua spontaneità, sconfinando nella totale ammirazione per la capacità di condensare, in poche misure, la sintesi sonora della storia del jazz.

Abbiamo avuto modo di suonare in diverse situazioni, dai piccoli Clubs ( Salumeria della Musica di Milano all’ AB + di Torino) al Teatro Coccia di Novara, ed ogni performance ha rappresentato per noi un momento di totale condivisione con il pubblico, riuscendo a veicolare attraverso la musica le nostre emozioni, l’entusiasmo e l’energia positiva che ha permeato l’intero tour, sempre recepita da un’audience attenta, calorosa e generosa d’applausi.
Posso garantirvi che persino Mike, abituato agli applausi, si è entusiasmato tanto, al punto che al termine della serata al Teatro Coccia - dopo una standing ovation durata parecchi minuti - ha sentito la necessità di prendere il microfono per dire: "Siamo tutti italiani !" come se in quell’applauso ci fosse un segno d’appartenenza....dovete sapere che Mike è di origini italiane (madre romana e padre napoletano), ma nonostante le origini, conosce poche parole della nostra lingua, in quanto durante il periodo della guerra suo padre, per proteggerlo, gli aveva proibito di impararlo per evitare così problemi d’integrazione e pregiudizi..

Sulle note di un lungo applauso, per ora termino qui il racconto della mia settimana trascorsa con Mike. Una straordinaria esperienza, una crescita su tutti i livelli!



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Batterista poliedrico e versatile sia nell'ambito professionale che artistico. Negli anni '80 collabora con molti musicisti ed arrangiatori. L'attività professionale, iniziata nel 1976, lo ha portato a suonare al fianco di cantanti durante le loro tournee in diversi Stati ...

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