The Terry Pollard Legacy nasce da una lunga e appassionata ricerca (che coincide con la tesi di laurea di Mattia Niniano “Terry Pollard, the hidden lady of jazz”) su questa sottovalutata protagonista della scena jazzistica degli anni 50, svolta anche grazie alla preziosa collaborazione del figlio Michael Weeden e di altri musicisti storici che collaborarono con lei, come il vibrafonista novantanovenne Terry Gibbs. Terry Pollard nasce a Detroit nel 1931 e grazie al suo innato talento diventa, giovanissima, una pianista professionista che già a 18 anni ha introiettato l’essenza del linguaggio bebop, la novità dell’epoca, assorbita sul campo da Charlie Parker, Sonny Stitt, Bud Powell, Milt Jackson.
Quest’ultimo la convincerà a suonare anche il vibrafono, e nel giro di qualche anno Terry vincerà il premio di Down Beat come “best new artist” nella sezione vibrafonisti. Scoperta da Terry Gibbs diventa una vera star partecipando anche come prima donna afroamericana a un programma televisivo (Steve Allen Show). Durante quel periodo addirittura rifiuta gli ingaggi di Parker, Miles e Coltrane, restando quindi nel gruppo di Gibbs.
Terry però si ritirerà dai tour al culmine del successo, non ancora trentenne, stanca degli episodi di discriminazione razziale che resero così difficile la sua giovane carriera: essere donna, perlopiù afroamericana, era una sfida quotidiana e decise di stare vicino ai figli, continuando a suonare nella sola città di Detroit. Ha suonato con tantissimi musicisti che popolarono a tratti la fortunata scena di Detroit: Sonny Stitt, Paul Chambers, Joe Henderson, Mel Tormé, Milt Jackson, Elvin e That Jones, Billy Mitchell e molti altri.
Il progetto vuole presentare la storia di Miss Pollard attraverso il racconto e la musica, con brani composti e/o incisi da lei durante la sua carriera, oltre a brani originali scritti appositamente. C’è anche la possibilità, se gradita, di proiezione di foto/video. La formazione originaria è un quintetto con piano, basso batteria, sax tenore e trombone. In caso di necessità si possono sostituire dei fiati (ad esempio avere una tromba o un sax alto) oppure ridurre a quartetto.
Dal 28 febbraio per un sabato al mese alle h.18.00, Danilo Blaiotta cura un ciclo di conferenze/concerto a tema chiamato “Musical Thrillers” che ha come scopo quello di rivelare segreti, intrighi e fake news che si celano dietro alcuni grandi capolavori della musica del Novecento. Le lezioni prevedono dunque, oltre allo storytelling del narratore, l’utilizzo di documenti audio/video e l’ascolto di alcune partiture dal vivo al pianoforte. Questo primo appuntamento del 2026 avrà come soggetto “Race Records” Le blues women degli anni ‘20, quando alcune figure femminili già note nel mondo della musica afroamericana poterono far conoscere le loro canzoni grazie all'avvento della discografia.
Il primo blues della storia fu registrato nel 1920 da Mamie Smith, dopodiché ci furono centinaia di migliaia di dischi venduti (chiamati "Race Records" -dispregiativamente "dischi della razza") in un vero e proprio mercato improntato soprattutto commercialmente a chi? Lo scopriremo nel Musical Thriller dedicato al decennio più famoso della storia per il blues al femminile...
Line-up Mattia Niniano, pianoforte Alessandro Bintzios, contrabbasso Cesare Mangiocavallo, batteria Special guest: Max Ionata, sax tenore
Lezione concerto di Danilo Blaiotta - ore 18:00 Ingresso 20euro con consumazione Concerto Mattia Niniano feat- Max Ionata - ore 22:30 15 euro con consumazione inclusa 10 euro con consumazione per chi è venuto a cena
Rimessa Fab Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma 06 9555 0234 Whatsapp +39 349 352 5981 booking@rimessaroscioli.com
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