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Yusef Lateef a Torino! 18/10/2012 13:38:19
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COL PASSARE DEL TEMPO, LA SUA SPIRITUALITA’ SI E’ TALMENTE AFFINATA CHE, COME AMA DEFINIRE LA SUA MUSICA: AUTOPSYSIOPSYCHIC MUSIC, SI E’ EVOLUTA FINO A TOCCARE DELLE VETTE INCONOSCIBILI. CREDO CHE LUI VOGLIA ATTRAVERSO LA MUSICA DONARE PACE, AMORE E FEDE IN QUALCHE COSA CHE TRASCENDA LA NOSTRA NATURA UMANA.
Queste parole di Franco Ghizzardi, ideatore del tour Italiano 2012 di Yusef Lateef & Adam Rudolph, ci indicano già una chiave di lettura per prepararci al concerto che si terrà al teatro Colosseo il 22 ottobre.
La prima parte del concerto sarà un set offerto dagli Inside Jazz Quartet,composti da Tino Tracanna al Sax tenore e soprano, Massimo Colombo al Pianoforte , Attilio Zanchi al Contrabasso e Tommy Bradascio alla Batteria, con ospite Jim Rotondi alla tromba. E suoneranno -così ci dicono- pezzi di Lateef del primo periodo, quello dei dischi più noti.
Questo polistrumenstista ha attraversato varie fasi nella sua carriera, passando dal soul jazz dei fratelli Adderley al funk jazz del periodo Atlantic/CTI negli anni Settanta, fino ai dischi più intimi e vicini alla world music degli ultimi venti anni.
Il comun denominatore è la ricerca di una spiritualità non di maniera, di un contatto con l'oriente e di una pratica strumentale raffinata e originale, con uso di flauti e percussioni non occidentali e una pratica alternativa di strumenti invece della tradizione europea rari nel jazz, come oboe e fagotto.
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Hobsbawm: un giusto del jazz! un ricordo personale. 02/10/2012 12:13:48
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Vorrei condividere il "mio" Hobsbawm.
Lo faccio non da storico, poichè non lo sono, ma da studioso del jazz, campo che il maestro ha sdoganato e portato all'Università in perfetta solitudine. Hobsbawm ha scritto pagine fondamentali di critica e di giornalismo musicale e poi con lo pseudonimo Frank Newton (trombettista oscuro per i non addetti ai lavori, ma -emblematicamente- comunista degli anni Trenta...) ha licenziato La storia sociale del Jazz, pubblicata in Italia dagli Editori Riuniti.
E non solo: tracce significative di jazz sono nel suo fondamentale testo dedicato al secolo breve, in Gente non comune, nell'autobiografia Anni interessanti...
Due anni fa, grazie alla mia incoscienza furiosa e benefica, ho scoperto che Hobsbawm possedeva una mail e, giocando sul suo mai sopito interesse per il jazz, ho potuto avviare uno scambio epistolare durato pochissimo (tre sole sono le sue risposte), ma per me esaltante; non trovo parole più adatte per descrivere quei momenti.
Il maestro ha accettato di parlare del rapporto tra musica e politica e ha gratificato il mio libro Jazz! Appunti e note del secolo breve di alcuni commenti positivi (ovviamente già il titolo rivela in maniera plateale il debito assoluto che ho contratto e pagato).
Solo l'ignobile stato di cupezza culturale di questo paese mi ha impedito di trovare un angolino decoroso per pubblicare i pensieri che Hobsbawn mi ha regalato sul jazz; ma in onore della sua memoria troverò il modo di renderli pubblici al più presto.
Lo saluto come l'ho salutato nelle missive: non professore, ma Maestro. Assoluto. Di dedizione alla ricerca, grazia, stile.
Grazie, Maestro
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http://www.magazzinojazz.it
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Data ultima modifica: 13/01/2012
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