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Quando la gente crede nei confini ne diventa parte ~ Don Cherry
Abbiamo trascorso Natale e Capodanno mentre non lontano da noi la gente moriva sotto le bombe. I nostri bambini hanno aperto felici i regali e sono andati al cinema a vedere cartoons mentre altri bambini morivano durante i raid aerei. Piccole creature senza passato e senza colpe, strappate alla vita prima di conoscerla. E non lontano da noi, appena un braccio di mare, forse più vicino dei villaggi vacanze sul Mar Rosso.
La frase di Don Cherry oggi ci parla di questo. E' così bella che la riscrivo: quando la gente crede nei confini ne diventa parte.
Parlava di musica? Certamente, ma non solo.
Don suonava il jazz del mondo, con musicisti di tutti i paesi e di tutti i colori della pelle. Globalizzazione delle arti e non delle economie. Stare insieme -togetherness, era il titolo di un suo lavoro- senza barriere in complete communion (altro disco).
Non si dovrebbe bombardare un popolo intero per fermare qualche terrorista. Un governo non dovrebbe pensare di poter fare una guerra nel sacro nome della sicurezza a pochi giorni dalle elezioni. E non dovrebbe sperare di vincerle così, quelle elezioni. Bruciare una bandiera forse è brutto, ma bruciare persone inermi è terribile. Quante barriere, caro Don, ci tengono lontane dallo stare insieme. Scaviamo confini sempre più profondi senza renderci conto che prima o poi sopra qualcuno vi alzerà mura altissime.
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