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Aforisma di Monk 27/02/2008 15:14:00
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Parlare di musica è come danzare l'architettura. Thelonious Monk
Non so se ho reso bene la secchezza dell'aforisma di Monk, che nell'originale suona così: TALKING ABOUT MUSIC IS LIKE DANCING ABOUT ARCHITECTURE.
Quello che trovo stimolante è che dietro il paradosso dell'abbinamento di due pratiche artistiche che sembrano elidersi nella loro lontananza -la danza abbinata all'architettura- stanno altre due arti che spesso si è affermato non possono sposarsi: la musica, la parola. Ma è poi proprio così? Le parole di Monk sembrano celare un sottile significato alternativo.
Il bello degli aforismi è che sono polisemantici...
Forse possiamo immaginare di danzare l'architettura. L'immagine suggerisce la giusta levità con cui due argomenti lontani dovrebbero riuscire ad avvicinarsi...a piccoli passi di danza. La parola e la musica si trovano in uno stato di perenne tensione per motivi affatto simili: la frizione che corre tra loro è dovuta al fatto di rappresentare due rappresentazioni del mondo complete e concluse che possono tranquillamente fare a meno l'una dell'altra. Quindi la parola che vuole accostarsi alla musica, ma vale anche per il contrario, quando la musica circonda le parole di un testo, di un libretto o di un titolo, soffre dello stesso problema: dovrebbe sempre farlo con la leggerezza e la tenerezza di un ballo, con le coreografie di un corpo che avanza, che circonda l'altro. Fisicità istintuale, modo di comunicare e avvicinare due linguaggi in perenne crisi tra loro.
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Paul Desmond sassofonista "freddo" o di "freddure" prima parte 14/02/2008 17:04:16
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Paul Desmond. Una laurea in tasca in letteratura inglese e una mancata carriera di scrittore alle spalle.
RIUSCIVO A SCRIVERE SOLO IN SPIAGGIA E MI ENTRAVA LA SABBIA NELLA MACCHINA DA SCRIVERE. Sulla letteratura è più io meno tutto qui. Salvo una lezione da maestro sufi fatalista: SCRIVERE E' COME IL JAZZ. SI PUÒ IMPARARE, MA NON SI PUÒ INSEGNARE! E un apprezzamento (forse): SU JACK KEROUAC: ODIO COME SCRIVE, MA AMO COME VIVE. con questi ferrei motivi non c'è altra strada praticabile che il jazz. La tecnica è importante nel jazz, di solito. Ma Desmond la vede diversamente: HO VINTO UN SACCO DI PREMI COME IL PIU' LENTO SAX ALTO DEL MONDO ED UN RICONOSCIMENTO SPECIALE NEL 1961 PER LA MIA CALMA. I suoi parametri stilistici sono ferrei e fondati nella più solida tradizione del desmondismo: uno: la lentezza HO PROVATO A ESERCITATO PER QUALCHE SETTIMANA MA E' ANDATA CHE SUONAVO TROPPO VELOCE due: l'alcool MI RONZAVA PER LA TESTA IL DESIDERIO DI SUONARE COME UN MARTINI DRY. E soprattutto l'ansia di rinnovamento e la lotta per la continua evoluzione della musica (ironico): ERO GIA' FUORI MODA PRIMA CHE CHIUNQUE SAPESSE CHI ERO. Ho dimenticato di dire che Desmond è il sax alto di Dave Brubeck, quello dell'assolo di take five per capirci... Uno stilista dal suono vellutato e dolente. Una brezza californiana lievemente amarognola. Se ci sono sax che sanno di vino buono e altri di whisky che brucia lui è davvero ciò che dice: un martini secco, molto secco!
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Data ultima modifica: 13/01/2012
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