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Intervista ad Andrea De Carlo
di Luigi Milani

A pochi mesi dalla pubblicazione del suo nuovo libro, Mare delle Verità, edito da Bompiani, abbiamo incontrato Andrea De Carlo. Il celebre scrittore, autore di tanti libri di successo (Treno di Panna, dal quale l'artista trasse anche un film da lui stesso diretto, Due di Due, Pura Vita, Giro di Vento, solo per citare alcuni dei titoli più famosi), da qualche anno ha eletto a sua dimora un antico casale nella campagna urbinate. Qui scrive i suoi romanzi, pubblicati in molti paesi del mondo, ma – ed è questa la dimensione che più interessa a noi di Jazzitalia – compone anche musica, che suona alla chitarra, al mandolino ottavo e al pianoforte. È in veste di chitarrista che si esibisce nel corso dei suoi incontri, riscuotendo notevole successo.



Negli ultimi anni sono usciti per Mondadori "Alcuni nomi", cd di musiche originali accluso al romanzo "I veri nomi" e per Bompiani "Dentro Giro di vento", cd di musiche composte da Andrea De Carlo come colonna sonora del romanzo "Giro di vento", pubblicato separatamente dal romanzo allegato a un libretto contenente fotografie, disegni e appunti.

Artista completo ed eclettico, partecipa da alcuni anni alla campagna "Scrittori per le foreste", lanciata da Greenpeace.

Luigi Milani: Ciao Andrea. Grazie per aver accettato di parlare con Jazzitalia di quello che è un altro importante aspetto, nella tua esperienza di artista a tutto tondo. Mi riferisco alla musica, naturalmente, un elemento che del resto fa capolino anche dalle pagine dei tuoi romanzi. Accade spesso che uno dei tuoi personaggi sia descritto mentre ascolta, rapito, un disco di Jazz, acquistato magari solo per ascoltare quella particolare Jam-session di un certo artista ….Accade anche all'autore, di darsi da fare per scovare dischi rari, alla ricerca di particolari incisioni?

Andrea De Carlo: Sì. A volte mi avventuro in negozi di dischi usati, frugo tra gli scaffali alla ricerca di un nome, un'immagine, uno strumento, una combinazione di musicisti che mi suscitino curiosità. Ho scoperto così dischi come "The Timekeepers" di Oscar Peterson e Count Basie. E' un grande piacere riascoltare le musiche che conosci bene, ma scoprirne di nuove è una vera gioia.

LM: Friedrich Nietzsche ha affermato che la vita senza musica non è vita. Sei anche tu dello stesso avviso?

ADC: Una vita senza musica sarebbe desolante, infinitamente triste. La musica riesce a esprimere, e a suscitare, una vasta gamma di emozioni in modo misterioso, non razionale. Forse è per questo che per esempio i Talebani l'avevano vietata, perché ne avevano paura, Quello che mi affascina della musica è che non utilizza i circuiti razionali dei nostri cervelli, ma segue percorsi più profondi, induce reazioni difficili da spiegare.

LM: Pur essendo un polistrumentista, hai concentrato le tue attenzioni sulla chitarra. Come sei approdato a questo strumento, e quali sono i tuoi modelli di riferimento, se ve ne sono?

ADC: A differenza di altri strumenti, la chitarra si presta molto bene anche a essere suonata da sola, e può dare grandi soddisfazioni anche se la si suona in modo semplice, con una tecnica limitata. Può essere uno strumento ingenuo o estremamente sofisticato, a seconda di chi lo suona, dove, con quale spirito. Mi piacciono chitarristi molto diversi tra loro, da Bill Frisell a Ry Cooder.

LM: Riesci a far convivere facilmente musica e scrittura? Hai mai pensato di affidare solo alla scrittura musicale determinate emozioni?

ADC: C'è musica anche nelle pagine di un romanzo: nel suono delle parole, nel ritmo della punteggiatura, nello sviluppo delle frasi, nella successione dei paragrafi. Poi c'è la musica dentro i romanzi, la musica che suonano i protagonisti, o che ascoltano alla radio, nella strada. Ma per me la musica è anche una vacanza dal mondo verbale della scrittura: forse per questo faccio canzoni senza parole, in cui le atmosfere, lo spirito, il racconto sono interamente ed esclusivamente affidati ai suoni.

LM: Oggi è possibile proporre i propri lavori anche saltando le tradizionali tappe imposte dall'industria discografica – penso al fenomeno di MySpace, ad esempio, grazie al quale molti artisti riescono a farsi conoscere dal pubblico. Non ti viene mai la tentazione di produrre un disco che viva di vita propria, non più legato alle tue produzioni letterarie?

ADC: Sì, in effetti sto pensando di registrare un disco che non abbia nessun legame, diretto o indiretto, con un mio libro. Ho già cominciato a lavorare ad alcuni nuovi pezzi, quando ne avrò abbastanza deciderò dove andare a registrarli. Mi piacerebbe un'atmosfera 'live', magari in uno dei piccoli teatri dove faccio i miei incontri, con un pubblico di miei lettori invitato per l'occasione.

LM: Parlaci dei musicisti che suonano con te nelle tue – troppo rare, Andrea, lasciatelo dire! - esibizioni dal vivo. Com'è nata la collaborazione con Arup Kanti Das?

ADC: Ho conosciuto Arup attraverso una comune amica che suona la viola. Stavo cercando un percussionista con cui registrare alcune musiche che avevo scritto, e lei mi ha detto che conosceva uno straordinario suonatore di tabla del Bengala Occidentale. Ci siamo incontrati a casa mia, abbiamo fatto una breve prova, e il giorno dopo siamo andati a registrare in un piccolo studio. Così è nato il cd "Alcuni nomi". C'è stata subito una comunicazione magnifica tra noi. Adesso siamo molto amici, e abbiamo suonato in tanti posti diversi, in Italia e all'estero. In diverse occasioni ha suonato con noi anche Phil Drummy, un fantastico polistrumentista australiano che passa con la più grande disinvoltura dal digeriddoo al sax ai flauti al santur, al sau.

LM: Hai pubblicato un CD dal titolo "Dentro Giro di Vento" (edito da Bompiani con un libretto contenente tuoi appunti e fotografie). Come hai realizzato questo disco, e quanto tempo hai impiegato per produrlo?

ADC: L'ho registrato a casa mia, in campagna, con la più semplice delle attrezzature: un paio di microfoni, un'interfaccia e un software sul mio computer portatile. La cosa bella è stato poterci lavorare in totale libertà di tempi, nell'arco di un paio di mesi, registrando io tutte le parti, con gli strumenti che avevo in casa. Se mi veniva un'idea nel mezzo della notte, scendevo nella stanza della musica, premevo un paio di tasti e mi mettevo a suonare. La campagna intorno garantiva il silenzio, interrotto solo ogni tanto dall'abbaiare del mio cane Uto.

LM: Grazie Andrea per questa intervista. Chissà che in futuro Jazzitalia non si trovi a recensire il primo cd della tua discografia ufficiale, da musicista blues (o Rock, fai tu…)

ANDREA DE CARLO
"Alcuni nomi"
CD Accluso al romanzo ‘I veri nomi'
Mondadori

ANDREA DE CARLO
"Dentro Giro di vento"
Musiche, foto, parole. Con CD Audio
Bompiani
Euro 7,00

ANDREA DE CARLO
"Mare delle verità"
Bompiani Editore
pag 336
euro 16,00

Riferimenti in Rete:
http://www.andreadecarlo.com
http://bompiani.rcslibri.corriere.it













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Data pubblicazione: 15/07/2007

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